
Urla, improperi e baci in tv: «Mi amo e mi odio». Perché il Cobollismo sta facendo innamorare New York
«Un giorno mi amo, quello dopo mi odio. Sono matto di una mattaggine pura e non cambierò. Ma oggi sono contento di essere Flavio Cobolli ». Dei quattro set con l’australiano Schoolkate , alla fine, restano le urla sguaiate, i baci alla telecamera, il colpo più bello del torneo insieme alla palla di Tommy Paul che è passata larga dal paletto della rete (stesso campo) — cioè un lob in tweener di Flavio, un guizzo…