
Legge elettorale, oggi il terzo voto di fiducia. In aula tante occhiate preoccupate e previsioni sui divanetti. E tutti adesso sentono le urne più vicine
Cinque ore trascorse dentro il Transatlantico di Montecitorio, un bel po’ noiose, però molto utili. L’assenza di potenziale drammaturgico non spiega qualcosa, ma tutto. La notizia è che i ranghi dei parlamentari se ne stanno calmi e composti perché hanno capito che si va a votare. Quando? Presto. A maggio, o a giugno. Chi l’ha deciso? Che domande: lei, Giorgia Meloni (gira pure voce che l’uscita dell’altro giorno,…
