DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE BERLINO - Beatrix von Storch, lei è una dei leader nazionali nell’AfD. In Sassonia-Anhalt governerete ? «Ulrich Siegmund ha ricevuto — noi abbiamo ricevuto — chiaramente il mandato a governare e adesso cerca di costruire un governo e di ottenere le maggioranze necessarie. Adesso questo è il mandato e noi lo accettiamo». E volete i voti della sinistra nazional-populista, i rossubruni BSW? Ci sono contatti con loro? «Di questo si stanno occupando quelli della Sassonia-Anhalt e hanno detto: parliamo con tutti. Il BSW è una possibilità, la Cdu è una possibilità, ma non hanno escluso colloqui con nessuno. Non posso dirle esattamente chi stia parlando con chi, ma posso dirle che i colloqui sono in corso». Che cosa succederebbe se venisse chiesta la messa al bando dell’AfD? «Diciamo così: mettere al bando un partito al 44% da parte di un partito all’8,3% o di un partito al 17,2% non lo capirebbe più nessuno: mettere al bando l’opposizione per salvare la democrazia. Mi mancano le parole: ma mettere al bando il partito più forte del Paese, avanti di dieci punti rispetto al secondo, sarebbe una mostruosità. E se gli altri partiti, presentano comunque già adesso una richiesta di messa al bando, nonostante noi non siamo nemmeno classificati come estremisti di destra, allora questa è la fine della democrazia in Germania». In realtà, cinque AfD regionali sono classificate come estremiste di destra. «Quel che ho detto è corretto a livello nazionale». Come farete, doveste arrivare al governo, a espellere milioni di persone? «Per prima cosa vogliamo espellere tutti coloro che hanno un obbligo esecutivo di lasciare il Paese. Sono circa 250.000, probabilmente ormai anche di più. Il nostro Stato di diritto ha stabilito che non hanno alcun diritto di stare qui. E poi abbiamo ancora circa un milione e mezzo di siriani e afghani che hanno ancora un permesso di soggiorno. Questi permessi devono essere riesaminati e allora si constaterà — attraverso una procedura conforme allo Stato di diritto — che nei loro Paesi non ci sono più né guerra né guerra civile e che quindi non hanno più alcun motivo per stare qui. E allora anche a loro deve essere revocato il permesso di soggiorno, e riceveranno l’obbligo esecutivo di lasciare il Paese. Che dovrà essere fatto rispettare. In realtà dovrebbero andarsene da soli». Tutti? Tutto quel milione e mezzo? «Tutti coloro ai quali il nostro Stato di diritto avrà revocato il permesso di soggiorno perché ha stabilito che non hanno più alcun diritto di stare qui. E se non avviene volontariamente o addirittura oppongono resistenza, allora alla fine lo Stato deve farlo rispettare. È così». L’Ice di Trump è un modello per voi? Per esempio, un organismo di questo tipo potrebbe assumersi questo compito? «Innanzitutto bisogna esprimere la volontà politica che questo venga fatto. Noi questa volontà politica ce l’abbiamo. Tutti ci credono su questo. Noi vogliamo alleggerire questo Paese di centinaia di migliaia di persone che non dovrebbero trovarsi qui e con molte delle quali — non tutte, ma moltissime — abbiamo problemi molto gravi nel campo della criminalità, ma anche per quanto riguarda i nostri sistemi di previdenza sociale, il sovraccarico delle nostre infrastrutture e così via, nelle scuole: abbiamo problemi ovunque». E come sarà l’attuazione? «Come poi concretamente tutto questo verrà attuato è un’altra questione. Bisognerà chiarire se i funzionari dei Länder — perché l’esecuzione delle espulsioni è una competenza dei Länder — dispongano di personale sufficiente. Ma non siamo ancora a quel punto. Però alla fine non sarà questo a far fallire il progetto». Cosa pensa di Giorgia Meloni? Può essere un modello per il futuro dell’AfD ? «Trovo interessante che adesso parliamo di lei in maniera del tutto normale. Eppure anche lei era stata demonizzata e dipinta come una minaccia fascista, autoritaria, per l’intera Europa. È stata etichettata esattamente come hanno etichettato noi. E ora si costata che fa una politica del tutto ragionevole, che guida un governo più stabile di quello tedesco. Ci sono sicuramente cose che apprezziamo, altre che apprezziamo meno. Ma non è questo il punto». Ma le idee di Meloni sono diventate un po’ troppo moderate? «Quali idee?» Prendiamo l’Ucraina… «Sì, non condividiamo tutto… Io non ho detto che facciamo nostri tutti i suoi contenuti. E non dobbiamo farlo. Sarebbe anche una strana concezione. Loro rappresentano gli interessi dei loro Paesi, è per questo che sono stati eletti. E questi interessi non coincidono sempre con i nostri». E Vannacci? Potrebbe essere un partner? «Seguiamo la cosa con grande interesse. Diciamola così». Se andrete al governo in Sassonia-Anhalt, qual è la prima cosa che farete? Questo deve chiederlo a Siegmund. Ma la disdetta dello Staatsvertrag (il canone della tv pubblica, ndr) è sicuramente una delle cose che si possono fare. Non costa denaro e non richiede procedimenti lunghi».
Von Storch, numero 3 dell'Afd: «Via un milione e mezzo di afghani e siriani Alleggeriremo il Paese»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE BERLINO - Beatrix von Storch, lei è una dei leader nazionali nell’AfD. In Sassonia-Anhalt governerete ? «Ulrich Siegmund ha ricevuto — noi abbiamo ricevuto — chiaramente il mandato a governare e adesso cerca di costruire un governo e di ottenere le maggioranze necessarie. Adesso questo è il mandato e noi lo accettiamo». E volete i voti della sinistra nazional-populista, i rossubruni BSW? Ci sono contatti con loro? «Di questo si stanno occupando quelli della Sassonia-Anhalt e hanno detto: parliamo con tutti. Il BSW è una possibilità, la Cdu è una possibilità, ma non hanno escluso colloqui con nessuno. Non posso dirle esattamente chi stia parlando con chi, ma posso dirle che i colloqui sono in corso». Che cosa succederebbe se venisse chiesta la messa al bando dell’AfD? «Diciamo così: mettere al bando un partito al 44% da parte di un partito all’8,3% o di un partito al 17,2% non lo capirebbe più nessuno: mettere al bando l’opposizione per salvare la democrazia. Mi mancano le parole: ma mettere al bando il partito più forte del Paese, avanti di dieci punti rispetto al secondo, sarebbe una mostruosità. E se gli altri partiti, presentano comunque già adesso una richiesta di messa al bando, nonostante noi non siamo nemmeno classificati come estremisti di destra, allora questa è la fine della democrazia in Germania». In realtà, cinque AfD regionali sono classificate come estremiste di destra. «Quel che ho detto è corretto a livello nazionale». Come farete, doveste arrivare al governo, a espellere milioni di persone? «Per prima cosa vogliamo espellere tutti coloro che hanno un obbligo esecutivo di lasciare il Paese. Sono circa 250.000, probabilmente ormai anche di più. Il nostro Stato di diritto ha stabilito che non hanno alcun diritto di stare qui. E poi abbiamo ancora circa un milione e mezzo di siriani e afghani che hanno ancora un permesso di soggiorno. Questi permessi devono essere riesaminati e allora si constaterà — attraverso una procedura conforme allo Stato di diritto — che nei loro Paesi non ci sono più né guerra né guerra civile e che quindi non hanno più alcun motivo per stare qui. E allora anche a loro deve essere revocato il permesso di soggiorno, e riceveranno l’obbligo esecutivo di lasciare il Paese. Che dovrà essere fatto rispettare. In realtà dovrebbero andarsene da soli». Tutti? Tutto quel milione e mezzo? «Tutti coloro ai quali il nostro Stato di diritto avrà revocato il permesso di soggiorno perché ha stabilito che non hanno più alcun diritto di stare qui. E se non avviene volontariamente o addirittura oppongono resistenza, allora alla fine lo Stato deve farlo rispettare. È così». L’Ice di Trump è un modello per voi? Per esempio, un organismo di questo tipo potrebbe assumersi questo compito? «Innanzitutto bisogna esprimere la volontà politica che questo venga fatto. Noi questa volontà politica ce l’abbiamo. Tutti ci credono su questo. Noi vogliamo alleggerire questo Paese di centinaia di migliaia di persone che non dovrebbero trovarsi qui e con molte delle quali — non tutte, ma moltissime — abbiamo problemi molto gravi nel campo della criminalità, ma anche per quanto riguarda i nostri sistemi di previdenza sociale, il sovraccarico delle nostre infrastrutture e così via, nelle scuole: abbiamo problemi ovunque». E come sarà l’attuazione? «Come poi concretamente tutto questo verrà attuato è un’altra questione. Bisognerà chiarire se i funzionari dei Länder — perché l’esecuzione delle espulsioni è una competenza dei Länder — dispongano di personale sufficiente. Ma non siamo ancora a quel punto. Però alla fine non sarà questo a far fallire il progetto». Cosa pensa di Giorgia Meloni? Può essere un modello per il futuro dell’AfD ? «Trovo interessante che adesso parliamo di lei in maniera del tutto normale. Eppure anche lei era stata demonizzata e dipinta come una minaccia fascista, autoritaria, per l’intera Europa. È stata etichettata esattamente come hanno etichettato noi. E ora si costata che fa una politica del tutto ragionevole, che guida un governo più stabile di quello tedesco. Ci sono sicuramente cose che apprezziamo, altre che apprezziamo meno. Ma non è questo il punto». Ma le idee di Meloni sono diventate un po’ troppo moderate? «Quali idee?» Prendiamo l’Ucraina… «Sì, non condividiamo tutto… Io non ho detto che facciamo nostri tutti i suoi contenuti. E non dobbiamo farlo. Sarebbe anche una strana concezione. Loro rappresentano gli interessi dei loro Paesi, è per questo che sono stati eletti. E questi interessi non coincidono sempre con i nostri». E Vannacci? Potrebbe essere un partner? «Seguiamo la cosa con grande interesse. Diciamola così». Se andrete al governo in Sassonia-Anhalt, qual è la prima cosa che farete? Questo deve chiederlo a Siegmund. Ma la disdetta dello Staatsvertrag (il canone della tv pubblica, ndr) è sicuramente una delle cose che si possono fare. Non costa denaro e non richiede procedimenti lunghi».

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