I più venali, forse anche un pochino invidiosi, non si sono fatti attendere: «Tu non offriresti da mangiare e bere a tutti se, da un giorno all’altro, il tuo stipendio passasse da 2.500 a 7.500 euro netti al mese ?». I più divertiti, invece, l’hanno presa sul ridere: «Sembrava un matrimonio, magari farà pure il viaggio di nozze…». Mentre i più sinceri, di certo la maggior parte, si sono limitati a dire: «In fondo, è un bravo ragazzo. Un grande appassionato di politica e un ottimo amministratore. Se lo merita». Complici alcune foto pubblicate sui social, ieri nel Padovano non si parlava d’altro . Cioè della festa con quasi 300 invitati organizzata l’altra sera dal leghista Daniele Canella (35 anni, da sette sindaco di San Giorgio delle Pertiche, paesino di 10 mila abitanti lungo la Valsugana che dalla città del Santo arriva fino a Cittadella) per la sua elezione a presidente della Provincia . Già in mattina, a Palazzo Santo Stefano, dopo la cerimonia istituzionale per il passaggio di testimone con il sindaco di Padova, Sergio Giordani, Canella aveva predisposto un ricco buffet con panini, torte salate, pizzette, dolci, prosecco e rosato. Ma in serata, come detto, si è superato, ospitando a cena colleghi amministratori, segretari di partito, imprenditori, rappresentanti delle categorie economiche, familiari, amici e compaesani. Tutti a tavola, dalle sette e mezza fino a tarda notte , all’agriturismo La Penisola di Campo San Martino, a poca distanza dalla sua San Giorgio delle Pertiche, locale già celebre per la cosiddetta «Magna Porcatio» che ormai da diverso tempo, solitamente verso fine gennaio, promuove ogni anno il forzista Clodovaldo Ruffato, ex presidente del consiglio regionale. Salumi, formaggi, carne allo spiedo, polenta fritta, verdura fresca e cotta, vino, torte e, alla fine, persino i fuochi d’artificio . Canella, come già il suo predecessore Giordani, era l’unico candidato alla presidenza della Provincia, sostenuto sia dal centrodestra (che conta 10 consiglieri) che dal centrosinistra (sei): «Sono proprio contento – ha ripetuto anche l’altra sera, tra un brindisi e l’altro – che la maggior parte degli amministratori del nostro territorio abbia capito che, essendo un ente di secondo livello che non viene più votato dai cittadini, la Provincia non è un’istituzione della politica, bensì appunto un’istituzione degli amministratori . E in questo senso, deve essere un luogo aperto a tutti i 101 Comuni padovani, in cui lavorare in maniera comunitaria per risolvere i problemi». Insomma, uno stile di governo trasversale, bipartisan, come il parterre dell’agriturismo di Campo San Martino. Giordani, che da nove anni guida una variegata giunta progressista, il suo assessore alla Cultura, Andrea Colasio (ex deputato della Margherita) e il suo fidato portavoce Massimo Bettin (membro della direzione nazionale del Pd). Quindi gli assessori regionali Filippo Giacinti di FdI (Bilancio) ed Elisa Venturini di FI (Ambiente). E poi il «cerchio magico» (leghista) di Canella : il sindaco di Noventa, Marcello Bano, l’ex presidente di Cav, Luisa Serato, e soprattutto il consigliere regionale Roberto Marcato, che l’anno prossimo, alleati permettendo, correrà da sindaco di Padova per prendere il posto proprio di Giordani. Lo stesso Giordani a cui, il giorno prima, il nuovo timoniere di Palazzo Santo Stefano aveva regalato una targa ricordo, ringraziandolo per «l’equilibrio, la responsabilità e il senso delle istituzioni».
Viene eletto presidente della Provincia: il leghista Canella festeggia con un mega party da 300 invitati e fuochi d'artificio
I più venali, forse anche un pochino invidiosi, non si sono fatti attendere: «Tu non offriresti da mangiare e bere a tutti se, da un giorno all’altro, il tuo stipendio passasse da 2.500 a 7.500 euro netti al mese ?». I più divertiti, invece, l’hanno presa sul ridere: «Sembrava un matrimonio, magari farà pure il viaggio di nozze…». Mentre i più sinceri, di certo la maggior parte, si sono limitati a dire: «In fondo, è un bravo ragazzo. Un grande appassionato di politica e un ottimo amministratore. Se lo merita». Complici alcune foto pubblicate sui social, ieri nel Padovano non si parlava d’altro . Cioè della festa con quasi 300 invitati organizzata l’altra sera dal leghista Daniele Canella (35 anni, da sette sindaco di San Giorgio delle Pertiche, paesino di 10 mila abitanti lungo la Valsugana che dalla città del Santo arriva fino a Cittadella) per la sua elezione a presidente della Provincia . Già in mattina, a Palazzo Santo Stefano, dopo la cerimonia istituzionale per il passaggio di testimone con il sindaco di Padova, Sergio Giordani, Canella aveva predisposto un ricco buffet con panini, torte salate, pizzette, dolci, prosecco e rosato. Ma in serata, come detto, si è superato, ospitando a cena colleghi amministratori, segretari di partito, imprenditori, rappresentanti delle categorie economiche, familiari, amici e compaesani. Tutti a tavola, dalle sette e mezza fino a tarda notte , all’agriturismo La Penisola di Campo San Martino, a poca distanza dalla sua San Giorgio delle Pertiche, locale già celebre per la cosiddetta «Magna Porcatio» che ormai da diverso tempo, solitamente verso fine gennaio, promuove ogni anno il forzista Clodovaldo Ruffato, ex presidente del consiglio regionale. Salumi, formaggi, carne allo spiedo, polenta fritta, verdura fresca e cotta, vino, torte e, alla fine, persino i fuochi d’artificio . Canella, come già il suo predecessore Giordani, era l’unico candidato alla presidenza della Provincia, sostenuto sia dal centrodestra (che conta 10 consiglieri) che dal centrosinistra (sei): «Sono proprio contento – ha ripetuto anche l’altra sera, tra un brindisi e l’altro – che la maggior parte degli amministratori del nostro territorio abbia capito che, essendo un ente di secondo livello che non viene più votato dai cittadini, la Provincia non è un’istituzione della politica, bensì appunto un’istituzione degli amministratori . E in questo senso, deve essere un luogo aperto a tutti i 101 Comuni padovani, in cui lavorare in maniera comunitaria per risolvere i problemi». Insomma, uno stile di governo trasversale, bipartisan, come il parterre dell’agriturismo di Campo San Martino. Giordani, che da nove anni guida una variegata giunta progressista, il suo assessore alla Cultura, Andrea Colasio (ex deputato della Margherita) e il suo fidato portavoce Massimo Bettin (membro della direzione nazionale del Pd). Quindi gli assessori regionali Filippo Giacinti di FdI (Bilancio) ed Elisa Venturini di FI (Ambiente). E poi il «cerchio magico» (leghista) di Canella : il sindaco di Noventa, Marcello Bano, l’ex presidente di Cav, Luisa Serato, e soprattutto il consigliere regionale Roberto Marcato, che l’anno prossimo, alleati permettendo, correrà da sindaco di Padova per prendere il posto proprio di Giordani. Lo stesso Giordani a cui, il giorno prima, il nuovo timoniere di Palazzo Santo Stefano aveva regalato una targa ricordo, ringraziandolo per «l’equilibrio, la responsabilità e il senso delle istituzioni».

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