«La lettera di re Carlo sulla posizione dei duchi di Sussex al loro rientro a Londra? E’ ricordare in modo saggio e salutare la posizione concordata», spiega da Londra al Corriere lo storico britannico più vicino alla Royal family, Hugo Vickers.  E la posizione concordata è quella concordata sei anni or sono con la regina Elisabetta II, scomparsa giusto 4 anni fa, domani. E proprio questa coincidenza fa si’ che forse la data di questa lettera pubblicata da re Carlo stasera, per chiarire i dubbi e soprattutto prevenire incidenti diplomatici, non sia così casuale. E sia un ulteriore segno di rispetto per la posizione presa dalla sovrana dei record nei confronti del nipote cadetto.  Anche perché nell’Establishment – quello tanto inviso a Harry – il clima di riappacificazione in corso tra padre e figlio dopo l’incontro nella privacy di Highgrove a luglio, ha scatenato timori. La lettera in un certo senso ribadisce che il percorso verso la ricucitura è avviato ma non tale da cambiare lo status della posizione del principe e della sua famiglia: restano Non working Royals. Se la aspettava quesaa precisazione, Mr Vickers? «Doveva esser fatta».  Già, dal loro rientro a Londra settimane fa il principe Harry e la duchessa di Sussex Meghan hanno scatenato le ipotesi sul loro ruolo a Londra. Dopo quell’annuncio a sorpresa del ritorno a Londra che «ha sorpreso lo stesso Re Carlo scatenando infinite congetture sul perché e le conseguenze di quetsa mossa», come ci aveva spiegato alla breaking news del rientro dei duchi nel Regno Unito, Daniel Franklin dell’Economist. E il Re, con una mossa decisa, con una lettera, ha messo nero su bianco i termini in cui rientrano in patria.  «La loro posizione è come quella di privati cittadini con interessi commerciali e charity». E ancora: «Ne consegue che non c’è un cambiamento nel loro attuale status di duca e duchessa di Sussex. Il loro Styles come Altezza Reale resta sospeso e non viene usato. Il lavoro caritativo dei duchi di Sussex è una questione privata».  Intendiamoci Harry resta Altezza Reale (pur con l'appellativo in sonno), e duca di Sussex e con lui Meghan resta duchessa di Sussex. E soprattutto restano a pieno titolo parte della famiglia reale. Quel che il re vuole precisare è che non tornano come working Royals. Un dettaglio, ma importante. Un chiarimento netto che mette al riparo l’istituzione da possibili confusioni di ruoli tra, per esempio il principe Harry e il principe di Galles con la sua famiglia. E a rafforzare la distinzione di ruoli aiuterà la presenza del principe William, tra un giorno a Oslo in rappresentanza di re Carlo al funerale di Stato del re di Norvegia assieme alla Principessa Anna. «La presenza del principe William al funerale è naturale e personalmente credo che forse il Re dovrebbe andare», conclude Vickers.