Un viaggio che accontenta tutta la famiglia? È davvero possibile. A raccontarlo sui social (@morelifeintravel) e sul blog (www.morelifeintravel.com) è Arianna Gianola, monzese classe 1978. Mamma di tre adolescenti, consulente di viaggio e teen travel expert, ispira i genitori proponendo itinerari, consigli e idee curiose per organizzare vacanze che mettano d’accordo tutti. Tante le proposte: dai viaggi solidali ai viaggi studio, fino alle esperienze più particolari per iniziare fin da giovani a diventare cittadini del mondo. « Per me i viaggi sono l’occasione perfetta per creare ricordi che siano duraturi, “aggiungere vita alla vita” e insegnare ai figli il valore della scoperta e del rispetto », racconta. E confessa: «A volte, però, fuggo dalla routine, in coppia o con le amiche». Una passione per i viaggi nata molto presto e negli anni diventata parte integrante della sua vita. «Mi sono formata nel turismo e ho lavorato nel settore. Ho avuto anche la fortuna di vivere all’estero, in Kazakhstan, e di visitare più di 50 Paesi, ma il modo in cui viaggio è cambiato nel tempo: oggi, da mamma di tre ragazzi (oggi di 18, 16 e 11 anni, ndr ) , cerco soprattutto esperienze che possano lasciare qualcosa a tutta la famiglia. MoreLifeInTravel è nato proprio, nel 2025, dal desiderio di condividere questa esperienza, in un momento particolare e privato: erano passati 10 anni dal trapianto di mio figlio, dopo una brutta malattia. Da allora, ogni anno festeggiamo questo anniversario in viaggio», confessa. «All'inizio raccontavo semplicemente i miei viaggi, poi mi sono resa conto che le persone non cercavano solo ispirazione, ma anche informazioni concrete : dove dormire, cosa fare, come organizzarsi, quali esperienze scegliere quando si viaggia con i figli», spiega, sottolineando l'importanza di promuovere iniziative di viaggio che stimolino i giovani a diventare cittadini del mondo, dai viaggi solidali ai programmi speciali della Commissione Europea, passando per le simulazioni organizzate dalle Nazioni Unite. Insomma, “more life” non significa necessariamente viaggiare sempre più lontano, «ma cercare esperienze che ci facciano sentire curiosi, presenti. Un viaggio, una scoperta, un incontro possono diventare un ricordo che rimane con noi molto più a lungo della vacanza stessa ». Proprio per questo sono tanti gli incontri, spesso proprio quelli più semplici, che le sono rimasti impressi. «Penso - aggiunge - ai momenti in cui, viaggiando, ci si trova a parlare con persone che hanno una quotidianità completamente diversa dalla nostra e ci si accorge che, nonostante le differenze, ci sono tantissime cose che ci accomunano. Ricordo una coppia conosciuta in un villaggio locale dello Sri Lanka, il fondatore di una scuola per bambini meno fortunati a Zanzibar, e una persona che aveva scelto di vivere in una favela a Rio», chiarisce. E se per lei viaggiare significa soprattutto uscire da ciò che si conosce, per un adolescente questo è ancora più importante: «Vuol dire confrontarsi con lingue, culture, abitudini e realtà diverse dalla propria e imparare che non esiste un solo modo di vedere il mondo. Non credo che il viaggio debba essere una lezione, ma sicuramente può insegnare moltissimo senza che ce ne accorgiamo». Viaggiare con i ragazzi le ha insegnato innanzitutto che non esiste il viaggio perfetto sulla carta , ma quello che funziona per le persone che lo stanno vivendo. «I ragazzi mi hanno insegnato a rallentare, a lasciare spazio all'imprevisto e soprattutto a non cercare di riempire ogni momento. A volte l'esperienza che ricordi di più è proprio quella che non avevi programmato. E mi hanno fatto capire ancora meglio quanto sia importante scegliere attività che permettano anche a loro di sentirsi protagonisti del viaggio, non semplicemente “portati in vacanza” dai genitori. Li coinvolgo infatti nella progettazione e ascolto volentieri il loro contributo», evidenzia. Cosa non manca mai nel suo zaino, anche metaforico? «La curiosità e la capacità di adattarsi. Partire significa anche accettare che le cose non vadano sempre esattamente come avevamo previsto. Se si parte con la curiosità di conoscere e con una certa apertura mentale, anche un imprevisto può trasformarsi in un'esperienza. Nello zaino metto anche la voglia di lasciarsi sorprendere: è una delle cose più belle che il viaggio possa regalarci», conclude, spiegando come per organizzare un viaggio che mette d'accordo tutti è fondamnetale ascoltare tutti : «Quando organizzo un viaggio per una famiglia cerco di capire non solo la destinazione, ma gli interessi, i ritmi e le esigenze di ogni componente. Non bisogna avere paura di partire con i figli. Certo, bisogna organizzarsi e scegliere con attenzione destinazioni, strutture ed esperienze, ma non serve aspettare che siano grandi per viaggiare insieme». Il viaggio, insomma, è uno dei modi più belli per costruire un rapporto con loro.
Vacanze a misura di famiglia e adolescenti con Arianna Gianola: «Non esiste un solo modo di vedere il mondo»
Un viaggio che accontenta tutta la famiglia? È davvero possibile. A raccontarlo sui social (@morelifeintravel) e sul blog (www.morelifeintravel.com) è Arianna Gianola, monzese classe 1978. Mamma di tre adolescenti, consulente di viaggio e teen travel expert, ispira i genitori proponendo itinerari, consigli e idee curiose per organizzare vacanze che mettano d’accordo tutti. Tante le proposte: dai viaggi solidali ai viaggi studio, fino alle esperienze più particolari per iniziare fin da giovani a diventare cittadini del mondo. « Per me i viaggi sono l’occasione perfetta per creare ricordi che siano duraturi, “aggiungere vita alla vita” e insegnare ai figli il valore della scoperta e del rispetto », racconta. E confessa: «A volte, però, fuggo dalla routine, in coppia o con le amiche». Una passione per i viaggi nata molto presto e negli anni diventata parte integrante della sua vita. «Mi sono formata nel turismo e ho lavorato nel settore. Ho avuto anche la fortuna di vivere all’estero, in Kazakhstan, e di visitare più di 50 Paesi, ma il modo in cui viaggio è cambiato nel tempo: oggi, da mamma di tre ragazzi (oggi di 18, 16 e 11 anni, ndr ) , cerco soprattutto esperienze che possano lasciare qualcosa a tutta la famiglia. MoreLifeInTravel è nato proprio, nel 2025, dal desiderio di condividere questa esperienza, in un momento particolare e privato: erano passati 10 anni dal trapianto di mio figlio, dopo una brutta malattia. Da allora, ogni anno festeggiamo questo anniversario in viaggio», confessa. «All'inizio raccontavo semplicemente i miei viaggi, poi mi sono resa conto che le persone non cercavano solo ispirazione, ma anche informazioni concrete : dove dormire, cosa fare, come organizzarsi, quali esperienze scegliere quando si viaggia con i figli», spiega, sottolineando l'importanza di promuovere iniziative di viaggio che stimolino i giovani a diventare cittadini del mondo, dai viaggi solidali ai programmi speciali della Commissione Europea, passando per le simulazioni organizzate dalle Nazioni Unite. Insomma, “more life” non significa necessariamente viaggiare sempre più lontano, «ma cercare esperienze che ci facciano sentire curiosi, presenti. Un viaggio, una scoperta, un incontro possono diventare un ricordo che rimane con noi molto più a lungo della vacanza stessa ». Proprio per questo sono tanti gli incontri, spesso proprio quelli più semplici, che le sono rimasti impressi. «Penso - aggiunge - ai momenti in cui, viaggiando, ci si trova a parlare con persone che hanno una quotidianità completamente diversa dalla nostra e ci si accorge che, nonostante le differenze, ci sono tantissime cose che ci accomunano. Ricordo una coppia conosciuta in un villaggio locale dello Sri Lanka, il fondatore di una scuola per bambini meno fortunati a Zanzibar, e una persona che aveva scelto di vivere in una favela a Rio», chiarisce. E se per lei viaggiare significa soprattutto uscire da ciò che si conosce, per un adolescente questo è ancora più importante: «Vuol dire confrontarsi con lingue, culture, abitudini e realtà diverse dalla propria e imparare che non esiste un solo modo di vedere il mondo. Non credo che il viaggio debba essere una lezione, ma sicuramente può insegnare moltissimo senza che ce ne accorgiamo». Viaggiare con i ragazzi le ha insegnato innanzitutto che non esiste il viaggio perfetto sulla carta , ma quello che funziona per le persone che lo stanno vivendo. «I ragazzi mi hanno insegnato a rallentare, a lasciare spazio all'imprevisto e soprattutto a non cercare di riempire ogni momento. A volte l'esperienza che ricordi di più è proprio quella che non avevi programmato. E mi hanno fatto capire ancora meglio quanto sia importante scegliere attività che permettano anche a loro di sentirsi protagonisti del viaggio, non semplicemente “portati in vacanza” dai genitori. Li coinvolgo infatti nella progettazione e ascolto volentieri il loro contributo», evidenzia. Cosa non manca mai nel suo zaino, anche metaforico? «La curiosità e la capacità di adattarsi. Partire significa anche accettare che le cose non vadano sempre esattamente come avevamo previsto. Se si parte con la curiosità di conoscere e con una certa apertura mentale, anche un imprevisto può trasformarsi in un'esperienza. Nello zaino metto anche la voglia di lasciarsi sorprendere: è una delle cose più belle che il viaggio possa regalarci», conclude, spiegando come per organizzare un viaggio che mette d'accordo tutti è fondamnetale ascoltare tutti : «Quando organizzo un viaggio per una famiglia cerco di capire non solo la destinazione, ma gli interessi, i ritmi e le esigenze di ogni componente. Non bisogna avere paura di partire con i figli. Certo, bisogna organizzarsi e scegliere con attenzione destinazioni, strutture ed esperienze, ma non serve aspettare che siano grandi per viaggiare insieme». Il viaggio, insomma, è uno dei modi più belli per costruire un rapporto con loro.

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