Una vipera nascosta nello zaino , il morso al collo durante un’escursione e il trasferimento d’urgenza in elisoccorso all’ospedale . Si è conclusa positivamente la vicenda di un uomo di 50 anni  arrivato in condizioni critiche al pronto soccorso dell’ospedale di Rivoli e salvato grazie al tempestivo intervento dei medici anestesisti-rianimatori .  L’episodio risale a domenica 20 settembre. L’uomo si trovava in montagna per un’escursione quando una vipera , senza che lui se ne accorgesse, si è infilata nel suo zaino . Durante il cammino il rettile lo ha morso al collo , in una zona particolarmente delicata per la vicinanza alle vie aeree. Le sue condizioni si sono rapidamente aggravate, con la comparsa di una severa sintomatologia respiratoria. Trasportato in elicottero all’ospedale di Rivoli, il cinquantenne è stato immediatamente preso in carico in pronto soccorso dalle dottoresse Cecilia Quaranta e Carola Girardi , entrambe anestesiste-rianimatrici. La gravità del quadro clinico ha reso necessarie l’intubazione d’urgenza e la somministrazione del siero antivipera . La rapidità dell’intervento si è rivelata determinante.  Nelle ore successive le condizioni del paziente hanno mostrato un progressivo miglioramento, fino a consentire l’estubazione e il ripristino di una normale respirazione autonoma. L’uomo è quindi rimasto ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Rivoli, diretto da Michele Grio all’interno del dipartimento Emergenza, per proseguire il monitoraggio clinico. Venerdì scorso è stato dimesso e ha potuto fare ritorno a casa in buone condizioni generali.   «Nelle ore successive all’intubazione, il quadro clinico ha mostrato un'evoluzione decisamente positiva, gestita in prima linea dall'équipe di medici anestesisti-rianimatori – spiega il dottor Grio –. Grazie alle cure ricevute, si è potuto procedere con successo all'estubazione del paziente, riscontrando un quadro respiratorio autonomo normale e confermando che l'uomo è neurologicamente del tutto integro ». La permanenza in Rianimazione è proseguita a scopo precauzionale, per consentire ai sanitari di mantenere un rigoroso monitoraggio clinico ed escludere eventuali complicazioni tardive. Il paziente e la moglie sono stati costantemente informati sull’evoluzione delle condizioni e sull’iter terapeutico seguito. Il caso evidenzia anche l’importanza della presa in carico diretta in pronto soccorso da parte degli anestesisti-rianimatori nelle situazioni di maggiore criticità.  «Ancora una volta, grazie alla tempestività e all’appropriatezza dei soccorsi, una vicenda drammatica che poteva avere esiti nefasti è stata risolta con competenza e professionalità, garantendo al paziente il miglior trattamento terapeutico possibile – dichiara il direttore generale dell’Asl Giovanni La Valle –. L’ospedale di Rivoli si conferma una delle strutture di riferimento per la gestione delle emergenze nell’area Ovest di Torino».  L’episodio richiama inoltre l’attenzione sulle precauzioni da adottare durante le escursioni in montagna . Le vipere possono trovarsi soprattutto in prossimità di rocce, sassi, pietraie e muretti a secco. È quindi consigliabile controllare con attenzione l’area prima di sedersi o fermarsi ed evitare di mettere mani e piedi in anfratti, buchi, sotto le pietre, nei mucchi di legna o nell’erba alta senza aver prima verificato la zona. Anche l’utilizzo dei bastoncini da trekking e il rumore dei passi possono essere utili, perché le vibrazioni segnalano al rettile la presenza di persone. Dopo una sosta, inoltre, è opportuno controllare gli oggetti lasciati a terra prima di riprenderli, a partire da zaini e indumenti.  In caso di morso di vipera è fondamentale mantenere la calma e chiamare immediatamente il 112 . Non bisogna incidere la ferita, tentare di succhiare il veleno o applicare lacci emostatici. È importante anche evitare di correre o compiere movimenti frenetici e rimuovere anelli, braccialetti, orologi o altri oggetti stretti prima che un eventuale gonfiore possa renderne difficile la rimozione. Se possibile, la ferita può essere pulita senza utilizzare prodotti alcolici . Il siero antivipera è oggi classificato come farmaco a uso esclusivo ospedaliero e viene somministrato dai sanitari quando necessario.