L’ 8 sett embre non come morte della patria, ma come inizio della sua rinascita. Aldo Cazzullo sceglie di aprire così – con il giorno dell’annuncio dell’entrata in vigore dell’ armistizio di Cassibile - la quinta stagione di «Una giornata particolare» , da mercoledì 30 settembre su La7 alle 21.15 , che sarà dedicata alla truccatrice della trasmissione Dafne Rebaudo , vittima di femminicidio. La prima delle dodici puntate segue l’armistizio ora per ora , da Cassibile a Roma, dalla fuga del re alla battaglia di Porta San Paolo. E arriva ad Alba, la città di Cazzullo, dove Margherita Fenoglio mostra le armi con cui suo padre Beppe combatté nella Resistenza . «Non era comunista, era monarchico», ricorda il vicedirettore del Corriere della Sera . Come lui, cattolici e moderati presero le armi contro il nazifascismo: «Seppero scegliere da quale parte stare». È una scelta di racconto, ma anche una presa di posizione sul presente. «Dobbiamo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti cosa sono stati il fascismo e il nazismo », insiste Cazzullo. Non pensa che la storia si ripeta con gli stessi nomi e nelle stesse forme, ma vede ancora circolare l’idea che gli esseri umani non siano uguali. «Mi piacerebbe che il generale Vannacci guardasse la puntata», dice il giornalista, contestando al fondatore del partito sovranista Futuro Nazionale anche le sue affermazioni sulla Decima Mas e ricordando le violenze commesse dopo l’armistizio dagli uomini rimasti fedeli a Mussolini. Nella puntata trovano posto anche i militari italiani che, prigionieri dei tedeschi, rifiutarono di tornare a combattere per Hitler . «Anche quella fu Resistenza». Tra le storie c’è quella del padre di Vasco Rossi , salvato durante un bombardamento da un commilitone di nome Vasco: promise che, se avesse avuto un figlio, lo avrebbe chiamato come lui. La morte di Hitler e la guerra civile spagnola raccontata attraverso «Guernica» sono altre due tappe della nuova stagione. «Dobbiamo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti cosa sono stati il fascismo e il nazismo », insiste Cazzullo. Non pensa che la storia si ripeta con gli stessi nomi e nelle stesse forme, ma vede ancora circolare l’idea che gli esseri umani non siano uguali. Nel viaggio dedicato a Picasso e alla Spagna ci sarà anche Javier Cercas ; in quello sull’8 settembre, Dacia Maraini racconterà la prigionia della sua famiglia in Giappone. Il programma attraverserà poi la battaglia del Piave , la vicenda di Aldo Moro , il Rinascimento , Leopardi e Spartaco . Tre puntate saranno dedicate alle donne: Caterina da Siena , Lucrezia Borgia e Maria Antonietta . Su Moro , Cazzullo annuncia documenti originali mai mostrati in televisione e le testimonianze di Marco Follini e Walter Veltroni , allora giovani esponenti della Dc e del Pci. La puntata sul Piave darà spazio anche alle donne che sostituirono gli uomini nei campi e nelle fabbriche durante la Grande guerra . «L’Italia non avrebbe mai vinto senza di loro», sostiene. Per Leopardi , a Recanati è stata intervistata una sua discendente, Olimpia ; Sergio Rubini reciterà «L’infinito». La regola del programma è tornare nei luoghi in cui la storia è accaduta. Andrea Salerno , direttore di rete La7, la indica come una delle ragioni del suo successo: spesso di quelle vicende esistono poche immagini d’archivio , mentre i luoghi permettono di ricostruirle e di avvicinarle a chi guarda. È un modo, dice, di raccontare il passato per capire il presente . «Una giornata particolare» occupa così un posto preciso nell’offerta di una rete impegnata soprattutto nell’attualità . A chi osserva che la trasmissione dovrebbe andare sulla Rai , Salerno risponde: « Sono troppe le cose che la Rai dovrebbe fare e non fa . Ci ho lavorato per anni e vederla così è avvilente. La riorganizzazione che ha cancellato le reti ha eliminato ogni forma di pluralismo, perché la politica continua a voler controllare il servizio pubblico . E sarebbe accaduto con qualunque governo». Il lavoro necessario a realizzarla emerge dai numeri forniti dalla produttrice Simona Ercolani : oltre 125 giorni di riprese per Cazzullo, 15 in biblioteca, 16 trasferte all’estero e 85 luoghi di ripresa. Per portare a termine una puntata , fra ricerca, scrittura, verifiche dei consulenti storici, riprese e montaggio, servono circa tre mesi . La squadra è già al lavoro sulla sesta stagione. All’inizio, racconta Cazzullo, il format lo immaginava fermo in biblioteca, con gli inviati sul posto e gli storici a guidare la narrazione . Poi ha cominciato a viaggiare anche lui. «È diventato un racconto, quasi una fiction», dice, precisando che fatti e copioni vengono controllati. Il principio che orienta gli autori è semplice: «Nessuna idea senza una storia e nessuna storia senza un’idea» . Per questo accanto ai documenti entrano le voci di chi ha vissuto gli eventi o può restituirne un volto. La risposta del pubblico, osserva Ercolani, premia l’impegno : la media del programma è del 6,4 per cento di share, circa un milione di spettatori ; gli speciali in Etiopia ed Eritrea hanno sfiorato l’8 per cento. Cazzullo segnala anche l’8,3 per cento tra i ventenni e le puntate proposte dagli insegnanti a scuola. A chi gli chiede come raggiungere ragazzi abituati ai video brevi risponde che prepara contenuti anche per i social, ma rifiuta l’idea di «rieducare» qualcuno : «Educare è un verbo che non userei mai. Raccontare, sì».
«Una giornata particolare», Cazzullo: «La puntata sull'8 settembre? Mi piacerebbe che Vannacci la guardasse. Sulla X Mas dice cose inesatte»
L’ 8 sett embre non come morte della patria, ma come inizio della sua rinascita. Aldo Cazzullo sceglie di aprire così – con il giorno dell’annuncio dell’entrata in vigore dell’ armistizio di Cassibile - la quinta stagione di «Una giornata particolare» , da mercoledì 30 settembre su La7 alle 21.15 , che sarà dedicata alla truccatrice della trasmissione Dafne Rebaudo , vittima di femminicidio. La prima delle dodici puntate segue l’armistizio ora per ora , da Cassibile a Roma, dalla fuga del re alla battaglia di Porta San Paolo. E arriva ad Alba, la città di Cazzullo, dove Margherita Fenoglio mostra le armi con cui suo padre Beppe combatté nella Resistenza . «Non era comunista, era monarchico», ricorda il vicedirettore del Corriere della Sera . Come lui, cattolici e moderati presero le armi contro il nazifascismo: «Seppero scegliere da quale parte stare». È una scelta di racconto, ma anche una presa di posizione sul presente. «Dobbiamo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti cosa sono stati il fascismo e il nazismo », insiste Cazzullo. Non pensa che la storia si ripeta con gli stessi nomi e nelle stesse forme, ma vede ancora circolare l’idea che gli esseri umani non siano uguali. «Mi piacerebbe che il generale Vannacci guardasse la puntata», dice il giornalista, contestando al fondatore del partito sovranista Futuro Nazionale anche le sue affermazioni sulla Decima Mas e ricordando le violenze commesse dopo l’armistizio dagli uomini rimasti fedeli a Mussolini. Nella puntata trovano posto anche i militari italiani che, prigionieri dei tedeschi, rifiutarono di tornare a combattere per Hitler . «Anche quella fu Resistenza». Tra le storie c’è quella del padre di Vasco Rossi , salvato durante un bombardamento da un commilitone di nome Vasco: promise che, se avesse avuto un figlio, lo avrebbe chiamato come lui. La morte di Hitler e la guerra civile spagnola raccontata attraverso «Guernica» sono altre due tappe della nuova stagione. «Dobbiamo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti cosa sono stati il fascismo e il nazismo », insiste Cazzullo. Non pensa che la storia si ripeta con gli stessi nomi e nelle stesse forme, ma vede ancora circolare l’idea che gli esseri umani non siano uguali. Nel viaggio dedicato a Picasso e alla Spagna ci sarà anche Javier Cercas ; in quello sull’8 settembre, Dacia Maraini racconterà la prigionia della sua famiglia in Giappone. Il programma attraverserà poi la battaglia del Piave , la vicenda di Aldo Moro , il Rinascimento , Leopardi e Spartaco . Tre puntate saranno dedicate alle donne: Caterina da Siena , Lucrezia Borgia e Maria Antonietta . Su Moro , Cazzullo annuncia documenti originali mai mostrati in televisione e le testimonianze di Marco Follini e Walter Veltroni , allora giovani esponenti della Dc e del Pci. La puntata sul Piave darà spazio anche alle donne che sostituirono gli uomini nei campi e nelle fabbriche durante la Grande guerra . «L’Italia non avrebbe mai vinto senza di loro», sostiene. Per Leopardi , a Recanati è stata intervistata una sua discendente, Olimpia ; Sergio Rubini reciterà «L’infinito». La regola del programma è tornare nei luoghi in cui la storia è accaduta. Andrea Salerno , direttore di rete La7, la indica come una delle ragioni del suo successo: spesso di quelle vicende esistono poche immagini d’archivio , mentre i luoghi permettono di ricostruirle e di avvicinarle a chi guarda. È un modo, dice, di raccontare il passato per capire il presente . «Una giornata particolare» occupa così un posto preciso nell’offerta di una rete impegnata soprattutto nell’attualità . A chi osserva che la trasmissione dovrebbe andare sulla Rai , Salerno risponde: « Sono troppe le cose che la Rai dovrebbe fare e non fa . Ci ho lavorato per anni e vederla così è avvilente. La riorganizzazione che ha cancellato le reti ha eliminato ogni forma di pluralismo, perché la politica continua a voler controllare il servizio pubblico . E sarebbe accaduto con qualunque governo». Il lavoro necessario a realizzarla emerge dai numeri forniti dalla produttrice Simona Ercolani : oltre 125 giorni di riprese per Cazzullo, 15 in biblioteca, 16 trasferte all’estero e 85 luoghi di ripresa. Per portare a termine una puntata , fra ricerca, scrittura, verifiche dei consulenti storici, riprese e montaggio, servono circa tre mesi . La squadra è già al lavoro sulla sesta stagione. All’inizio, racconta Cazzullo, il format lo immaginava fermo in biblioteca, con gli inviati sul posto e gli storici a guidare la narrazione . Poi ha cominciato a viaggiare anche lui. «È diventato un racconto, quasi una fiction», dice, precisando che fatti e copioni vengono controllati. Il principio che orienta gli autori è semplice: «Nessuna idea senza una storia e nessuna storia senza un’idea» . Per questo accanto ai documenti entrano le voci di chi ha vissuto gli eventi o può restituirne un volto. La risposta del pubblico, osserva Ercolani, premia l’impegno : la media del programma è del 6,4 per cento di share, circa un milione di spettatori ; gli speciali in Etiopia ed Eritrea hanno sfiorato l’8 per cento. Cazzullo segnala anche l’8,3 per cento tra i ventenni e le puntate proposte dagli insegnanti a scuola. A chi gli chiede come raggiungere ragazzi abituati ai video brevi risponde che prepara contenuti anche per i social, ma rifiuta l’idea di «rieducare» qualcuno : «Educare è un verbo che non userei mai. Raccontare, sì».

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