«Dopo un anno di attesa e notti insonni abbiamo perso le nostre case ». Sono ancora incredule le famiglie, quella di Gianluca Taverna ed Enrica Pruneri e quella di Monica Santia e Lamberto Pavarotti, che hanno passato la mattina del 24 settembre col fiato sospeso prima di scoprire che le loro villette del Residence Europa di Vago di Lavagno, in provincia di Verona, finite all'asta e per cui avevano già versato oltre 150mila euro , sono state aggiudicate ad altri soggetti. Quelle case dovevano essere loro già nell'autunno del 2025 ma l'impresa Immobiliare Pm, che si è occupata della costruzione e vendita delle abitazioni, è finita in liquidazione giudiziale e i Taverna e i Pavarotti, per uno strano scherzo del destino, si sono ritrovati con un pugno di mosche. «Nella prima asta in giugno non si era presentato nessuno - spiegano -. Questa volta invece c'erano due persone interessate all'acquisto delle villette oltre a noi. Noi abbiamo rinunciato alla riduzione del 25% sul prezzo e abbiamo proposto di partire dai prezzi dell'altra volta, ovvero da 250mila e 259mila euro , fiduciosi che ce l'avremo fatta». E quelle case dei sogni sono invece finite nelle mani di un privato , un cittadino italiano di origini moldave, e di un'impresa che si occupa dell'esecuzione di lavori stradali: il primo ha preso la casa dei Taverna a 289mila, mentre il secondo quella dei Pavarotti a 280mila euro. La gara del 24 settembre, che è partita alle 9,30 e che si è conclusa alle 12,40, è stata una guerra a suon di rilanci . Tutto si è giocato proprio negli ultimi dieci minuti . Per ogni villetta si sono presentati altri due acquirenti che hanno poi rialzato il prezzo più volte proprio 30 secondi prima della chiusura dell'incanto. «In questo modo dopo ogni rilancio c'erano altri due minuti per alzare il prezzo e la gara si è prolungata - spiega Monica Santia -. Noi non abbiamo fatto altri rilanci». Diversa è stata invece la situazione per l'altra famiglia. «Quando si è aperta l'asta uno degli acquirenti ha alzato il prezzo della casa a 261mila e l'altro a 263mila - spiega Taverna -. Io ho atteso un'ora e attorno alle 10,40 ho offerto 265mila euro per dare fastidio. Poi mi sono fermato e sono uscito di casa perché avevo un appuntamento con un cliente e non avrei comunque potuto fare altri rilanci. Sono stati poi i Pavarotti ad avvisarmi dell'esito dell'asta». Chi si è aggiudicato la casa, così come chi ha preso parte all'asta, aveva dovuto versare una caparra pari al 15% del prezzo di partenza delle villette. Prima del giorno della gara, il tribunale di Verona ha verificato che tra i partecipanti all'incanto non ci fossero i proprietari dei terreni dei lotti o altri soggetti coinvolti nella liquidazione giudiziale dell'impresa Immobiliare Pm. A questo punto i vincitori dell'asta avranno s essanta giorni di tempo per rogitare e diventare a tutti gli effetti i proprietari delle villette di Vago. Le famiglie Taverna e Pavarotti però non intendono arrendersi e valuteranno che cosa fare con i loro legali . «La nostra battaglia non è finita - dice Taverna -. Non ce la faccio più. Provo tristezza e ansia , ma non possiamo fermarci». Le due famiglie avevano adocchiato le villette Berlino e Londra del Residence Europa nel 2021 . Avevano firmato un contratto preliminare per l'acquisto di quegli immobili: per Gianluca ed Enrica la villa Berlino doveva essere la casa dove crescere i loro figli di 2 e 5 anni, mentre i Pavarotti avevano programmato di comprare la villa Londra per la figlia Denise, affetta da una disabilità. Nel giro di un anno il Residence doveva essere ultimato, ma il cantiere si è fermato e ripartito a più riprese: nel frattempo le famiglie hanno versato in quattro anni più di 150mila euro per procedere coi lavori. Hanno più volte chiesto le fideiussioni per documentare i soldi versati nel tempo, ma l'Immobiliare Pm ha continuato a temporeggiare e quando le ha fornite sono risultate non autentiche. Lo scorso autunno era poi stata fissata la data per il rogito dal notaio, ma quell'appuntamento è stato rinviato più volte. In seguito si è scoperto che l'impresa è fallita e le case sono finite all'asta. Da quel momento l'incubo dei Pavarotti e dei Taverna sembra non avere ancora una fine.