«Giuseppe, questa norma va valorizzata e la voglio condividere e lanciare come si deve». Nell’ultimo Consiglio dei ministri, quello della sospensione del bollo, Giorgia Meloni ha chiesto a Valditara (che conosce da 20 anni, da quando l’attuale leghista era responsabile scuola di An) di temporeggiar e. Per capitalizzare al meglio la notizia. Questione di dove, come e quando: abc della comunicazione politica. Così la premier ha dato l’annuncio alla festa di Fenix, la costola giovanile del suo partito (30 mila iscritti dichiarati) composta da tantissimi ragazzi che sono appena tornati a scuola. Il tutto mentre Roberto Vannacci chiudeva la sua kermesse a Orvieto e Matteo Salvini, dal pratone di Pontida, era il regista di uno show contro le donne in burqa. Risultato: tutti spiazzati. L ’allarme islamizzazione dell’Italia è il tormentone di Futuro nazionale (collegato alla remigrazione ). Su questo argomento i colonnelli del generale lo scorso 4 settembre hanno tappezzato Bari di manifesti, come benvenuto alla premier, scesa in Puglia per festeggiare il record di longevità del suo governo. E sempre Vannacci sui social, a partire da TikTok, non fa che parlare d’altro, con un importante seguito soprattutto tra i giovanissimi. Dettagli noti. Domanda retorica: questa nuova crociata è frutto del fastidio a destra provocato da Vannacci? È questa la differenza di cui parla spesso Meloni tra l’annunciare e il fare? Da Palazzo Chigi negano qualsiasi correlazione con l’avanzata nei sondaggi dei futuristi. O, forse, dissimulano. Da Fratelli d’Italia aggiungono che l’argomento fa parte del programma del partito . Tanto che nell’ottobre 2025 il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e i deputati Sara Kelany e Francesco Filini presentarono, con una conferenza stampa, la proposta di legge che vieta il velo integrale in tutti i luoghi pubblici, non solo nelle scuole, che prevede un regolamento ferreo sul finanziamento alle moschee e pene più severe per il reato di induzione al matrimonio. Norme contenute in un ddl «contro il separatismo islamico». Che ora la premier punta a vedere approvate dal Parlamento il prima possibile affinché diventino legge prima delle urne. Nell’agendina di Bignami il dossier è segnato alla voce «priorità». Da portare a casa appena sarà approvata la legge elettorale i primi di ottobre. Il divieto di burqa e niqab in classe e il tetto agli stranieri faranno parte dunque del decreto Scuola che sarà varato nel Cdm tra giovedì e venerdì in compagnia di altre norme (come i finanziamenti per insegnare l’italiano agli studenti immigrati, ma anche la nuova denominazione dei licei e la semplificazione). L ’effetto sorpasso a destra nei confronti di Vannacci , per quanto respinto con forza nel governo per non legittimare l’avversario, appare chiaro quando il leader di FnV è costretto a dirsi «assolutamente d’accordo» con Meloni. Salvo aggiungere che «questi provvedimenti dovevano arrivare prima». Tra bollo e burqa, tra sgravi per i cittadini e mosse identitarie, la premier continua la marcia verso le elezioni. C hi le sta vicino assicura che i conigli nel cilindro non sono finiti: «D’altronde il governo sta qui per fare le cose, no?».