Per la prima volta i Testimoni di Geova del mondo possono donare e ricevere trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, ma non di sangue intero che non sia loro. La notizia, destinata a provocare discussioni e probabilmente qualche malumore tra gli oltre nove milioni di Testimoni nel mondo, è stata diffusa sul loro sito ufficiale, con il titolo «Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026)». Il divieto delle trasfusioni di sangue era uno degli elementi più controversi di questa religione perché di fatto impediva importanti cure mediche e chirurgiche.   Tradotto in diverse lingue (si è cominciato con l'inglese), il movimento ha pubblicato un video in cui Geoffrey Jackson, del Corpo Direttivo, ha annunciato gli importanti aggiornamenti «in relazione alla nostra posizione riguardo ai componenti del sangue». Dopo aver premesso che per i Testimoni di Geova la vita e il sangue restano sacri , ha giustificato le aperture al sangue con «i progressi in campo medico e scientifico che hanno fatto sorgere molte domande». Nel suo lungo discorso, infarcito di premesse, distinguo e principi a cui ogni Testimone deve comunque prestare obbedienza, Jackson ha parlato della grande novità anche di ordine teologico sulla base di un assunto che farà discutere le congregazioni dei fedeli: «La bibbia non dice nulla sull’uso che un fedele può fare in relazione al sangue in campo medico e della cura della salute. Non parla espressamente dei prodotti ricavati dal sangue e riconosciamo che non siamo autorizzati ad andare oltre a ciò che è scritto». Da qui il grande salto: «Ogni cristiano può  prendere la propria decisione in merito all’utilizzo del proprio sangue in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche». Alla svolta si è data una motivazione biblica:  la lettera di San Paolo ai Galati del Nuovo Testamento.  «Ciascuno porterà il proprio fardello». Ogni cristiano potrà prendere la sua decisione perché ciascuno renderà conto di se stesso a Dio. Lo speaker assicura inoltre che «la congregazione non si intrometterà nelle decisioni di ogni cristiano e che nessun (cristiano) avrà il diritto di giudicare tale scelta».  Il corpo direttivo dei Testimoni di Geova , dunque, ha affermato espressamente che la decisione di «accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine ricavati dal sangue di un’altra persona è una questione di coscienza individuale. In modo simile, «ogni Testimone deve decidere se donare o meno il proprio sangue, a patto che venga usato solo per provvedere ad altre persone componenti o frazioni». Rifacendosi ad un altro versetto biblico, preso dagli Atti degli Apostoli, si dice pure che il rifiuto (praticato per motivi religiosi) delle trasfusioni di sangue intero «rimane invariato».  Per aiutare i Testimoni a prendere una decisione, Jackson ha reso noto che «il corpo direttivo ha approvato una pratica scheda informativa che sarà presto pubblicata sui siti ufficiali».  Sulla questione si è espresso anche Paul Gillies , portavoce internazionale dei Testimoni di Geova. «Il sangue rimane sacro per i fedeli che continuano a considerare la vita e il sangue preziosi doni di Dio. Le congregazioni non intervengono nelle decisioni personali che spettano alla coscienza del singolo. Continueremo a rispettare e sostenere le decisioni dei nostri compagni di fede».