Gli agenti si sono presentati a casa alle 6.41. Quando due ore dopo, poco prima delle nove, i volti protetti dal passamontagna, hanno caricato su un van nero l’ottantenne August Hanning — il tutto ripreso dalle telecamere — arrestavano per alto tradimento, spionaggio, attività per uno Stato straniero quello che è stato il capo dei servizi segreti tedeschi . Non era mai successo che l’ex presidente del Bnd finisse in manette. Uomo di segreti e, di recente, anche di gossip. È stato ai vertici del Bnd dal 1998 al 2005, poi segretario di Stato: salvo venire pensionato all’improvviso nel 2010. Si era subito messo in proprio, fondando una società di consulenze (System 360): private sector, direbbero gli inglesi. È dal 2010 fino al 2022, sostengono ora gli inquirenti, che si faceva consegnare dietro pagamento dal suo ex capo di gabinetto, Manfred D. — altro pezzo grosso finito ieri in manette — i rapporti d’intelligence mattutini. Quelli che entravano nelle «cartellette» portate ogni mattina in cancelleria (ad Angela Merkel). Duemila documenti con notizie riservate e top-secret: tante gliene avrebbe fornite Manfred D., sopravvissuto al suo capo e poi braccio operativo dei successivi presidenti del Bnd fino al 2026. Complicità, opacità e fuga di notizie ai massimi vertici. Facile immaginare che con queste informazioni nutrisse la propria rete di influenze. Era in contatto con servizi stranieri, in un caso aveva redatto per un loro agente un lungo rapporto (secondo lo Spiegel , per l’Azerbaigian). Vari giornali scrivono che non è sospettato di lavorare per i russi: ma dove arrivassero i suoi tentacoli, non si sa. Pare invece, secondo la Bild , che fosse in guai finanziari. Era membro del consiglio di sorveglianza di una banca dei Paesi baltici (come l’ex segretario Nato Anders Fogh Rasmussen), spolpata dalla truffa di un oligarca: il crac l’avrebbe messo sotto pressione. Ma è un grande fatto di cronaca ad averlo fatto uscire dall’ombra, portando il suo nome sui giornali: il «caso Blok». I Blok sono la «guerra dei Roses» della Germania: la saga di una delle più famose ereditiere tedesche, Christina Blok, il divorzio del suo marito danese Stephan Hensel e l’atroce contesa per i figli . Fino al rapimenti di questi ultimi ordinato dalla madre, durante il capodanno del 2023, da parte di un commando israeliano, compresi ex agenti del Mossad. Ed è qui che Hanning è entrato in gioco: sarebbe stato il tramite con gli israeliani. Senz’altro ha offerto a Christina Blok due consulenze, aiutandola a inscenare la «demolizione» del padre, con finte accuse di pedofilia. Nella vicenda — ora in tribunale — non sono mancati né colpi di scena, né ferocia. In ogni caso, la saga dei Blok alla fine ha travolto anche Hanning. Quando la procura ha cominciato a indagare sul suo ruolo, infiltrando un agente sotto copertura nella sua società, le sue attività, i documenti trafugati, i contatti sospetti nei Paesi stranieri sono parsi allarmante. Finché gli stessi servizi segreti tedeschi non hanno chiuso la rete sul proprio ex capo. Potrebbe essere la storia di un (potente) pensionato che si mette in proprio, che continua il vecchio gioco fuori dalle regole. Ma il Bnd è sul punto di una grande riforma. Senza la tradizione del MI6 britannico o dei francesi del Bureau, senza miti letterari o storie gloriose, il Bnd è sempre stato un servizio «minore», nato sulle ceneri del nazismo, mai dotato delle licenze degli agenti di sua Maestà; accusato di essere un colabrodo dai colleghi Nato, con una sfilza di dirigenti improbabili, alcuni conniventi con l’estrema destra. Per questo, nel clima della guerra ibrida delle interferenze russe, la Germania lo voleva rafforzare: invece, ci si chiede quanto marcio ci sia dentro il Bnd, quanta fiducia meritino i suoi vertici.
Spie, carte e tradimenti: arrestato Hanning, l'ex capo degli 007 tedeschi. «Passava informazioni a uno Stato straniero»
Gli agenti si sono presentati a casa alle 6.41. Quando due ore dopo, poco prima delle nove, i volti protetti dal passamontagna, hanno caricato su un van nero l’ottantenne August Hanning — il tutto ripreso dalle telecamere — arrestavano per alto tradimento, spionaggio, attività per uno Stato straniero quello che è stato il capo dei servizi segreti tedeschi . Non era mai successo che l’ex presidente del Bnd finisse in manette. Uomo di segreti e, di recente, anche di gossip. È stato ai vertici del Bnd dal 1998 al 2005, poi segretario di Stato: salvo venire pensionato all’improvviso nel 2010. Si era subito messo in proprio, fondando una società di consulenze (System 360): private sector, direbbero gli inglesi. È dal 2010 fino al 2022, sostengono ora gli inquirenti, che si faceva consegnare dietro pagamento dal suo ex capo di gabinetto, Manfred D. — altro pezzo grosso finito ieri in manette — i rapporti d’intelligence mattutini. Quelli che entravano nelle «cartellette» portate ogni mattina in cancelleria (ad Angela Merkel). Duemila documenti con notizie riservate e top-secret: tante gliene avrebbe fornite Manfred D., sopravvissuto al suo capo e poi braccio operativo dei successivi presidenti del Bnd fino al 2026. Complicità, opacità e fuga di notizie ai massimi vertici. Facile immaginare che con queste informazioni nutrisse la propria rete di influenze. Era in contatto con servizi stranieri, in un caso aveva redatto per un loro agente un lungo rapporto (secondo lo Spiegel , per l’Azerbaigian). Vari giornali scrivono che non è sospettato di lavorare per i russi: ma dove arrivassero i suoi tentacoli, non si sa. Pare invece, secondo la Bild , che fosse in guai finanziari. Era membro del consiglio di sorveglianza di una banca dei Paesi baltici (come l’ex segretario Nato Anders Fogh Rasmussen), spolpata dalla truffa di un oligarca: il crac l’avrebbe messo sotto pressione. Ma è un grande fatto di cronaca ad averlo fatto uscire dall’ombra, portando il suo nome sui giornali: il «caso Blok». I Blok sono la «guerra dei Roses» della Germania: la saga di una delle più famose ereditiere tedesche, Christina Blok, il divorzio del suo marito danese Stephan Hensel e l’atroce contesa per i figli . Fino al rapimenti di questi ultimi ordinato dalla madre, durante il capodanno del 2023, da parte di un commando israeliano, compresi ex agenti del Mossad. Ed è qui che Hanning è entrato in gioco: sarebbe stato il tramite con gli israeliani. Senz’altro ha offerto a Christina Blok due consulenze, aiutandola a inscenare la «demolizione» del padre, con finte accuse di pedofilia. Nella vicenda — ora in tribunale — non sono mancati né colpi di scena, né ferocia. In ogni caso, la saga dei Blok alla fine ha travolto anche Hanning. Quando la procura ha cominciato a indagare sul suo ruolo, infiltrando un agente sotto copertura nella sua società, le sue attività, i documenti trafugati, i contatti sospetti nei Paesi stranieri sono parsi allarmante. Finché gli stessi servizi segreti tedeschi non hanno chiuso la rete sul proprio ex capo. Potrebbe essere la storia di un (potente) pensionato che si mette in proprio, che continua il vecchio gioco fuori dalle regole. Ma il Bnd è sul punto di una grande riforma. Senza la tradizione del MI6 britannico o dei francesi del Bureau, senza miti letterari o storie gloriose, il Bnd è sempre stato un servizio «minore», nato sulle ceneri del nazismo, mai dotato delle licenze degli agenti di sua Maestà; accusato di essere un colabrodo dai colleghi Nato, con una sfilza di dirigenti improbabili, alcuni conniventi con l’estrema destra. Per questo, nel clima della guerra ibrida delle interferenze russe, la Germania lo voleva rafforzare: invece, ci si chiede quanto marcio ci sia dentro il Bnd, quanta fiducia meritino i suoi vertici.

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