DALLA NOSTRA INVIATA TANGERMÜNDE La mattina che Ulrich Siegmund è uscito a correre e ha trovato attaccato alla chiesa di S. Stefano un grande drappo blu appeso dal parroco, «Cuore non odio», ha subito tirato fuori il cellulare e si è fatto un video: «Guarda cosa succede a casa mia, da non credere! Un invito a votare per l’AfD sulla facciata della chiesa!». Il colore del drappo è in effetti uguale al blau AfD. «Giusto, votate contro l’odio della sinistra! Grazie Chiesa di sostenermi, chi l’avrebbe mai detto?». Oppure prendete la famosa copertina dello Spiegel , che lo definisce l’uomo più pericoloso della Germania . Si è messo a firmarla e regalarla ai fan, ed è diventata la miglior trovata della campagna elettorale. Ulrich Siegmund, 35 anni, capello rasato ogni giorno ai lati, pantalone stretto, è così: un venditore nato , come quando creò un’azienda di profumi d’ambiente («Fresh office» per lui, «Smooth Harmony» per lei). Uno capace di ribaltare ogni cosa e trasformare gli scandali in meme. Laddove Alice Weidel è ostile e negativa, fissata con il declino tedesco, Siegmund è « positiv ». Vuole «un cambiamento politico» per un «futuro migliore». Un orizzonte felice e ascendente. I suoi lo adorano. E se finora si diceva che quelli dell’AfD avrebbero votato anche una «scopa blu», Siegmund è la prova del contrario. È al 40% nei sondaggi in Sassonia-Anhalt: e se l’aritmetica elettorale girasse in un certo modo, domenica non solo finirà primo a mani basse, ma potrebbe in teoria perfino governare. La prima volta per l’estrema destra dal 1945. «Hi, Ulli», gli dice un tatuato a Köthen. «Ehi — risponde — grazie di essere qui». A un altro: «Uwe, giusto? Ci siamo già visti». E così via, centinaia di persone accorse nei paesini sassoni, fino a 4-5 mila in città. Si fanno un’ora di coda per un selfie con lui, e a tutti sorride, è l’amicone, il genero perfetto (copyright Spiegel ). Non è ostile nemmeno ai giornalisti, li mette solo per ultimi. Paura? «Ma dai!». Remigrazione? «È una parola del tutto normale», anzi «è positiva». Sorriso. Niente nel suo mondo vuol essere terrificante . Ulrich Siegmund ha 681 mila follower su Instagram e 800 mila su TikTok, solo Heidi Reichinnek (Linke) ne ha di più: è seguito da filmmaker professionisti. In un certo senso, «Ulli» è uscito dal video: perché è l’influencer, la star di TikTok che si viene a vedere . Ma lui trae energia dalla folla e gliela trasmette. Ricorda i nomi di chi ha incontrato, è quel tipo di politico che sembra che ti veda: in breve, ha il talento della connessione. Uno così l’AfD non ce l’ha ancora avuto ( Stern ). E lo sa anche Alice Weidel. È a Tangermünde che è nato e vive, qui si è rifugiato gli ultimi due giorni della campagna. In questa città imperiale di 10 mila anime, mattoni rossi e travi di legno, un castello e le possenti mura sull’Elba. Siamo nel cuore severo della Germania prussiana, tra la Wittenberg di Lutero e la Magdeburgo di re Ottone I. Conservatrice da secoli. E si fatica a capire cosa spinga queste città da cartolina, risanate e ripulite dopo la fine della Ddr e la riunificazione, nel loro risentimento contro il sistema e il mondo, nel loro cupo «la Germania ai tedeschi»: forse sono proprio le strade silenziose e vuote. La metafora di un’assenza, di una grandezza mai ritornata. Siegmund qui è nel consiglio comunale, con il papà e il fratello. Da qui dirige l’AfD regionale che i servizi segreti definiscono «sicuramente estremista» e a rischio divieto . Ha nello staff 4 consiglieri che erano membri della HDJ, organizzazione sciolta dal tribunale che si ispirava alla Hitlerjugend e voleva educare l’élite neonazista. «Storie di 20-25 anni fa», dice lui. Invece il programma — il manifesto di Magdeburgo — è il più radicale mai uscito in Germania . Remigrazione a manetta. Proposte come: «classi separate» per i figli dei richiedenti asilo, perché restano in Germania solo pro tempore, «per risparmiare ai nostri bambini» lo stare «con culture del tutto straniere». I disabili a parte, «paralizzano il progresso dell’istruzione». Tutto nero su bianco. Però Siegmund non è mai duro quando ne parla . Dicevano che al ginnasio, dove si chiamava Markus (optò per il secondo nome anni dopo), aveva un gran successo con le ragazze. Ha imparato presto a usare la seduzione. Però lasciò il ginnasio per un diploma professionale. E questo è forse il primo scarto dal sistema. Il secondo con il Covid: è lì che esce il leader radicale contro la «dittatura dello Stato» (da ragazzo è stato nella Cdu), quello che con i video conquista follower a palate e sale nelle gerarchie dell’AfD. Alla chiesa di S. Stefano, dove ancora pende il drappo blu «Cuore non odio», la porta è aperta. Il parroco Otto racconta che la tensione è cresciuta, che ci sono comunità che hanno paura. Sulla bacheca ha appeso un volantino: «Votiamo in modo che la dignità umana, la libertà, la responsabilità restino la base del nostro stare insieme».
Sorrisi, paure e supporter in coda: sulle tracce del «venditore Ulli» che vuole portare l’AfD al governo
DALLA NOSTRA INVIATA TANGERMÜNDE La mattina che Ulrich Siegmund è uscito a correre e ha trovato attaccato alla chiesa di S. Stefano un grande drappo blu appeso dal parroco, «Cuore non odio», ha subito tirato fuori il cellulare e si è fatto un video: «Guarda cosa succede a casa mia, da non credere! Un invito a votare per l’AfD sulla facciata della chiesa!». Il colore del drappo è in effetti uguale al blau AfD. «Giusto, votate contro l’odio della sinistra! Grazie Chiesa di sostenermi, chi l’avrebbe mai detto?». Oppure prendete la famosa copertina dello Spiegel , che lo definisce l’uomo più pericoloso della Germania . Si è messo a firmarla e regalarla ai fan, ed è diventata la miglior trovata della campagna elettorale. Ulrich Siegmund, 35 anni, capello rasato ogni giorno ai lati, pantalone stretto, è così: un venditore nato , come quando creò un’azienda di profumi d’ambiente («Fresh office» per lui, «Smooth Harmony» per lei). Uno capace di ribaltare ogni cosa e trasformare gli scandali in meme. Laddove Alice Weidel è ostile e negativa, fissata con il declino tedesco, Siegmund è « positiv ». Vuole «un cambiamento politico» per un «futuro migliore». Un orizzonte felice e ascendente. I suoi lo adorano. E se finora si diceva che quelli dell’AfD avrebbero votato anche una «scopa blu», Siegmund è la prova del contrario. È al 40% nei sondaggi in Sassonia-Anhalt: e se l’aritmetica elettorale girasse in un certo modo, domenica non solo finirà primo a mani basse, ma potrebbe in teoria perfino governare. La prima volta per l’estrema destra dal 1945. «Hi, Ulli», gli dice un tatuato a Köthen. «Ehi — risponde — grazie di essere qui». A un altro: «Uwe, giusto? Ci siamo già visti». E così via, centinaia di persone accorse nei paesini sassoni, fino a 4-5 mila in città. Si fanno un’ora di coda per un selfie con lui, e a tutti sorride, è l’amicone, il genero perfetto (copyright Spiegel ). Non è ostile nemmeno ai giornalisti, li mette solo per ultimi. Paura? «Ma dai!». Remigrazione? «È una parola del tutto normale», anzi «è positiva». Sorriso. Niente nel suo mondo vuol essere terrificante . Ulrich Siegmund ha 681 mila follower su Instagram e 800 mila su TikTok, solo Heidi Reichinnek (Linke) ne ha di più: è seguito da filmmaker professionisti. In un certo senso, «Ulli» è uscito dal video: perché è l’influencer, la star di TikTok che si viene a vedere . Ma lui trae energia dalla folla e gliela trasmette. Ricorda i nomi di chi ha incontrato, è quel tipo di politico che sembra che ti veda: in breve, ha il talento della connessione. Uno così l’AfD non ce l’ha ancora avuto ( Stern ). E lo sa anche Alice Weidel. È a Tangermünde che è nato e vive, qui si è rifugiato gli ultimi due giorni della campagna. In questa città imperiale di 10 mila anime, mattoni rossi e travi di legno, un castello e le possenti mura sull’Elba. Siamo nel cuore severo della Germania prussiana, tra la Wittenberg di Lutero e la Magdeburgo di re Ottone I. Conservatrice da secoli. E si fatica a capire cosa spinga queste città da cartolina, risanate e ripulite dopo la fine della Ddr e la riunificazione, nel loro risentimento contro il sistema e il mondo, nel loro cupo «la Germania ai tedeschi»: forse sono proprio le strade silenziose e vuote. La metafora di un’assenza, di una grandezza mai ritornata. Siegmund qui è nel consiglio comunale, con il papà e il fratello. Da qui dirige l’AfD regionale che i servizi segreti definiscono «sicuramente estremista» e a rischio divieto . Ha nello staff 4 consiglieri che erano membri della HDJ, organizzazione sciolta dal tribunale che si ispirava alla Hitlerjugend e voleva educare l’élite neonazista. «Storie di 20-25 anni fa», dice lui. Invece il programma — il manifesto di Magdeburgo — è il più radicale mai uscito in Germania . Remigrazione a manetta. Proposte come: «classi separate» per i figli dei richiedenti asilo, perché restano in Germania solo pro tempore, «per risparmiare ai nostri bambini» lo stare «con culture del tutto straniere». I disabili a parte, «paralizzano il progresso dell’istruzione». Tutto nero su bianco. Però Siegmund non è mai duro quando ne parla . Dicevano che al ginnasio, dove si chiamava Markus (optò per il secondo nome anni dopo), aveva un gran successo con le ragazze. Ha imparato presto a usare la seduzione. Però lasciò il ginnasio per un diploma professionale. E questo è forse il primo scarto dal sistema. Il secondo con il Covid: è lì che esce il leader radicale contro la «dittatura dello Stato» (da ragazzo è stato nella Cdu), quello che con i video conquista follower a palate e sale nelle gerarchie dell’AfD. Alla chiesa di S. Stefano, dove ancora pende il drappo blu «Cuore non odio», la porta è aperta. Il parroco Otto racconta che la tensione è cresciuta, che ci sono comunità che hanno paura. Sulla bacheca ha appeso un volantino: «Votiamo in modo che la dignità umana, la libertà, la responsabilità restino la base del nostro stare insieme».

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