Il rapporto sull’economia non osservata (che in realtà vediamo benissimo là dove il nero è abitudine quotidiana) è stato allegato al Documento programmatico di finanza pubblica (Dfp). Vi sono alcune conferme e qualche novità positiva. Il cosiddetto tax gap, ovvero la stima delle tasse e dei contributi non versati , anche se non necessariamente dovuti al termine delle verifiche, insomma il gettito potenziale, è stimato nel 2023 tra i 107,9 e i 112 miliardi. Nel 2006 il tax gap era il 5 per cento del Prodotto interno lordo, nel 2023 è sceso intorno al 4. La propensione all’evasione diminuisce seppur di poco in rapporto al Pil. Crescono gli omessi versamenti. L’aggiornamento dell’Istat sull’economia non osservata è, per ovvi motivi, più lento e si ferma al 2023, mentre i dati sugli incassi fiscali sono aggiornati al 2025. Le sorprese positive vengono dall’efficienza della macchina fiscale, dai risultati della cosiddetta attività di compliance. Nel 2006 il recupero dell’evasione toccava lo 0,5 per cento del Pil, ora si arriva all’1,7 per cento. Merito soprattutto della digitalizzazione del Fisco che ha dato risultati sorprendenti specialmente nella riduzione del tax gap che riguarda l’Iva . «L’ottica di questa nostra ricerca - spiega il presidente della Commissione, Nicola Rossi - diversamente dal passato ha natura meno sociologica e si concentra su due tendenze rilevanti: la propensione all’evasione e l’efficacia delle politiche di contrasto. La prima è in discesa, la seconda migliora vistosamente. Dunque, non è vero che non si possa fare molto contro l’evasione, che ci si debba quasi arrendere all’indole degli italiani. Un lavoro costante negli anni con un Fisco più efficiente, ma attento anche al rapporto con i contribuenti». Di strada, ovviamente ce n’è da fare ancora molta. Ma più evasione si recupera più sale il dato di pressione fiscale rispetto a un Pil che cresce poco. Chissà se il governo, e soprattutto parte della maggioranza, ne andranno fieri. Sarebbe opportuno, anche per premiare chi ha svolto un buon lavoro, ma ne dubitiamo.
Sorprese dell’economia che non si vede
Il rapporto sull’economia non osservata (che in realtà vediamo benissimo là dove il nero è abitudine quotidiana) è stato allegato al Documento programmatico di finanza pubblica (Dfp). Vi sono alcune conferme e qualche novità positiva. Il cosiddetto tax gap, ovvero la stima delle tasse e dei contributi non versati , anche se non necessariamente dovuti al termine delle verifiche, insomma il gettito potenziale, è stimato nel 2023 tra i 107,9 e i 112 miliardi. Nel 2006 il tax gap era il 5 per cento del Prodotto interno lordo, nel 2023 è sceso intorno al 4. La propensione all’evasione diminuisce seppur di poco in rapporto al Pil. Crescono gli omessi versamenti. L’aggiornamento dell’Istat sull’economia non osservata è, per ovvi motivi, più lento e si ferma al 2023, mentre i dati sugli incassi fiscali sono aggiornati al 2025. Le sorprese positive vengono dall’efficienza della macchina fiscale, dai risultati della cosiddetta attività di compliance. Nel 2006 il recupero dell’evasione toccava lo 0,5 per cento del Pil, ora si arriva all’1,7 per cento. Merito soprattutto della digitalizzazione del Fisco che ha dato risultati sorprendenti specialmente nella riduzione del tax gap che riguarda l’Iva . «L’ottica di questa nostra ricerca - spiega il presidente della Commissione, Nicola Rossi - diversamente dal passato ha natura meno sociologica e si concentra su due tendenze rilevanti: la propensione all’evasione e l’efficacia delle politiche di contrasto. La prima è in discesa, la seconda migliora vistosamente. Dunque, non è vero che non si possa fare molto contro l’evasione, che ci si debba quasi arrendere all’indole degli italiani. Un lavoro costante negli anni con un Fisco più efficiente, ma attento anche al rapporto con i contribuenti». Di strada, ovviamente ce n’è da fare ancora molta. Ma più evasione si recupera più sale il dato di pressione fiscale rispetto a un Pil che cresce poco. Chissà se il governo, e soprattutto parte della maggioranza, ne andranno fieri. Sarebbe opportuno, anche per premiare chi ha svolto un buon lavoro, ma ne dubitiamo.

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