L’incubo è finito. O almeno così sembra. Il cecchino di Prati è un 50enne senza un’occupazione fissa, Edoardo Ciardiello Crescimanno , che abita in un appartamento al quarto piano di un palazzo in via della Giuliana , a Prati, di fronte a dove, lunedì, la scrittrice e giornalista Cristina Stillitano è stata ferita al braccio sinistro da un proiettile sparato con una carabina ad aria compressa . La svolta è arrivata mercoledì sera: l’uomo è stato interrogato e poi denunciato per lesioni aggravate . «L’ho fatto per gioco — ha confessato — non volevo fare male a nessuno. Ho comprato la carabina e ho sparato. Almeno dieci volte, non solo donne, mai anziani e bambini. Mi sono fermato quando ho ferito quella donna. Ho capito di aver sbagliato. Sono anche sceso per soccorrerla, ma poi sono andato via». Tre sere prima di aver ferito la 49enne avrebbe però preso di mira un’altra donna, la commercialista Angela Perrone , colpita a un polpaccio in una situazione analoga e nello stesso punto: di fronte al ristorante «Classico» dove dalla settimana scorsa si sono susseguiti altri episodi, ma con donne solo sfiorate dai pallini. «Che succederà adesso? - dice al Corriere la scrittrice dall’ospedale -. Ora ho paura». Crescimanno si è presentato alle 19 con il suo avvocato Giampaolo Balzarelli nella caserma della compagnia San Pietro al termine di una giornata frenetica nella quale il legale ha tentato di convincerlo a costituirsi, ma allo stesso tempo gli investigatori dell’Arma lo hanno identificato con certezza, scoprendo che a inizio mese aveva acquistato una carabina in un’armeria a circa 400 metri dalla sua abitazione. Aveva anche tre pistole. Decisiva è stata l’analisi dei registri degli clienti. Il 50enne è stato subito contattato dai carabinieri che avevano individuato la sua abitazione e il punto da dove ha aperto il fuoco — per ora è accusato di aver sparato solo alla scrittrice e alla commercialista — grazie al sopralluogo del Ris. Messo alle strette, il cecchino ha ricontattato l’avvocato per farsi portare in caserma sperando così di poter evitare l’ arresto . Stillitano è tuttora ricoverata all’ospedale Cto della Garbatella dove è stata operata per l’estrazione del proiettile di metallo, acquisito da chi indaga. Ora sarà confrontato con l’arma trovata in casa del 50enne per capire se sia compatibile. Come è probabile. Caso chiuso a tempo di record dai carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Cascini e dal pm Alessandra D’Amore, che fino a tarda sera ha raccolto la confessione del cecchino . Ma sembra anche che a marzo il 50enne si sia recato davanti al ristorante di fronte per chiedere soldi. «Datemi 20 euro, devo comprare le medicine», avrebbe detto. Un altro colpo di scena che potrebbe portare alla pista della vendetta contro il locale.