Il numero 1 di Jannik Sinner nelle mani senza tempo di Novak Djokovic . Oggi, come ieri. Da Nole, oltre due anni fa, la volpe rossa raccolse il testimone verso l’esordio in vetta alla classifica Atp (ufficialmente il 10 giugno 2024), ora il 39enne sempreverde non ha velleità da primo della classe ma regala ossigeno a Jannik. Assente e distante, pizzicato a Lione mentre i colleghi battagliano in Asia tra Pechino e Tokyo (oggi le semifinali), ieri Sinner ha ricevuto un bell’assist dal Maestro: l’uscita di scena di Zverev ai quarti di finale del 500 di Pechino per mano del Djoker (4-6, 6-4, 6-4) mette al sicuro Sinner dall’assalto di Sascha quantomeno fino al 1° novembre , giorno della finale di Vienna. Non è in Cina che si consumerà un sorpasso forse inevitabile — qualora Zverev arrivasse in fondo a Shanghai, avrebbe grosse chance di diventare numero 1 nella stagione indoor in Europa, soprattutto se Jannik dovesse rimandare ancora il rientro in campo — che per molti sarebbe però un bug del sistema: okay i primi due Slam vinti quest’anno (Ronald Garros e Us Open), ma Zverev ha perso le ultime 13 partite giocate contro Sinner, Alcaraz e Djokovic , dimostrando di non valere i tre grandi quando se li ritrova dall’altra parte della rete. Su 73 partite giocate in stagione, ne ha portate a casa solamente due contro top-10, con otto sconfitte: l’11ª posizione di Nole aiuta a non rendere ancora più dura la statistica, cara grazia. Jannik arriverà a 95 settimane da numero 1, ma non è tanto la durata del regno a monopolizzare i pensieri del Re seduto sul sofà, quanto le condizioni di un ginocchio che non ne vuole sapere di guarire : più che la calcolatrice in mano per ipotizzare una possibile «retrocessione» alla seconda posizione — tra Vienna, Parigi e Atp Finals l’altoatesino dovrà difendere 3 mila punti, il tedesco solo 980 — Sinner e il suo staff ragionano sul calendario, si confrontano sulla strada da percorrere. Tutto parte dalle sensazioni del giocatore e si articola in un progetto di futuro che non può prevedere la fretta: proprio Djokovic, fenomeno di longevità, è la stella polare da seguire . Nel 2017, causa un fastidiosissimo infortunio al gomito destro, chiuse la stagione a Wimbledon, poi fu costretto all’intervento nell’annata successiva e scivolò al 22° posto del ranking. Otto anni più tardi, è ancora il metronomo verso la grandezza. Nello Slam dei sei Re, l’esibizione dei Six Kings a Riad (dal 21 al 24 ottobre), il serbo ci sarà. È la presenza di Sinner a essere, a questo punto, fortemente in dubbio: l’Arabia aspetta Jannik, il tabellone è già stato reso noto con l’italiano che affronterebbe Alex De Minaur ai quarti per poi trovare eventualmente lo stesso Nole in semifinale. Seppur in un’esibizione (o una tentazione, 1,5 milioni previsti per la sola partecipazione), il rientro in campo pare però un miraggio . L’allenamento interrotto a Montecarlo con i ragazzi di Riccardo Piatti racconta di una strada ancora lunga. Dopo il consulto con Bertrand Sonnery-Cottet, chirurgo ortopedico dell’Hôpital Privé Jean Mermoz a Lione, Sinner prosegue dunque con terapie e assaggi di campo. Più si andrà avanti, più il tema Riad sarà all’ordine del giorno. E se la scelta dovesse ricadere su Vienna, Jannik rischierebbe di vedere da vicino l’antagonista Zverev soffiargli il numero 1. Se ne farà una ragione, nel caso. Il vero tema, l’obiettivo reale di Jannik, si chiama Atp Finals, Torino.
Sinner, anche il Six Kings Slam è in forte dubbio: il ginocchio non guarisce. Il piano per non perdere le Atp Finals di Torino
Il numero 1 di Jannik Sinner nelle mani senza tempo di Novak Djokovic . Oggi, come ieri. Da Nole, oltre due anni fa, la volpe rossa raccolse il testimone verso l’esordio in vetta alla classifica Atp (ufficialmente il 10 giugno 2024), ora il 39enne sempreverde non ha velleità da primo della classe ma regala ossigeno a Jannik. Assente e distante, pizzicato a Lione mentre i colleghi battagliano in Asia tra Pechino e Tokyo (oggi le semifinali), ieri Sinner ha ricevuto un bell’assist dal Maestro: l’uscita di scena di Zverev ai quarti di finale del 500 di Pechino per mano del Djoker (4-6, 6-4, 6-4) mette al sicuro Sinner dall’assalto di Sascha quantomeno fino al 1° novembre , giorno della finale di Vienna. Non è in Cina che si consumerà un sorpasso forse inevitabile — qualora Zverev arrivasse in fondo a Shanghai, avrebbe grosse chance di diventare numero 1 nella stagione indoor in Europa, soprattutto se Jannik dovesse rimandare ancora il rientro in campo — che per molti sarebbe però un bug del sistema: okay i primi due Slam vinti quest’anno (Ronald Garros e Us Open), ma Zverev ha perso le ultime 13 partite giocate contro Sinner, Alcaraz e Djokovic , dimostrando di non valere i tre grandi quando se li ritrova dall’altra parte della rete. Su 73 partite giocate in stagione, ne ha portate a casa solamente due contro top-10, con otto sconfitte: l’11ª posizione di Nole aiuta a non rendere ancora più dura la statistica, cara grazia. Jannik arriverà a 95 settimane da numero 1, ma non è tanto la durata del regno a monopolizzare i pensieri del Re seduto sul sofà, quanto le condizioni di un ginocchio che non ne vuole sapere di guarire : più che la calcolatrice in mano per ipotizzare una possibile «retrocessione» alla seconda posizione — tra Vienna, Parigi e Atp Finals l’altoatesino dovrà difendere 3 mila punti, il tedesco solo 980 — Sinner e il suo staff ragionano sul calendario, si confrontano sulla strada da percorrere. Tutto parte dalle sensazioni del giocatore e si articola in un progetto di futuro che non può prevedere la fretta: proprio Djokovic, fenomeno di longevità, è la stella polare da seguire . Nel 2017, causa un fastidiosissimo infortunio al gomito destro, chiuse la stagione a Wimbledon, poi fu costretto all’intervento nell’annata successiva e scivolò al 22° posto del ranking. Otto anni più tardi, è ancora il metronomo verso la grandezza. Nello Slam dei sei Re, l’esibizione dei Six Kings a Riad (dal 21 al 24 ottobre), il serbo ci sarà. È la presenza di Sinner a essere, a questo punto, fortemente in dubbio: l’Arabia aspetta Jannik, il tabellone è già stato reso noto con l’italiano che affronterebbe Alex De Minaur ai quarti per poi trovare eventualmente lo stesso Nole in semifinale. Seppur in un’esibizione (o una tentazione, 1,5 milioni previsti per la sola partecipazione), il rientro in campo pare però un miraggio . L’allenamento interrotto a Montecarlo con i ragazzi di Riccardo Piatti racconta di una strada ancora lunga. Dopo il consulto con Bertrand Sonnery-Cottet, chirurgo ortopedico dell’Hôpital Privé Jean Mermoz a Lione, Sinner prosegue dunque con terapie e assaggi di campo. Più si andrà avanti, più il tema Riad sarà all’ordine del giorno. E se la scelta dovesse ricadere su Vienna, Jannik rischierebbe di vedere da vicino l’antagonista Zverev soffiargli il numero 1. Se ne farà una ragione, nel caso. Il vero tema, l’obiettivo reale di Jannik, si chiama Atp Finals, Torino.

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