Venerdì 2 ottobre sarà una giornata di scioperi per alcuni dei servizi pubblici, ma anche privati, principali in Italia. Lo stop è stat o proclamato dalla Confederazione sindacale lavoratori europei (Csle) con l’adesione del sindacato Fi-Si e sarà della durata di 24 ore. A incrociare le braccia saranno i lavoratori di scuola, sanità, forze dell'ordine, marittimi, metalmeccanici ed enti locali; a rischio anche i comparti di agricoltura, allevamento e vigilanza privata. In parte ridotta ma aderirà anche il trasporto ferroviario. Vediamo i dettagli. La fascia oraria in cui i treni sono a rischio parte dalle 11 e si conclude alle 14. Maggiori criticità sono previste a livello locale. In Lombardia, ad esempio, Trenord ha avvisato i viaggiatori di eventuali ripercussioni sulla rete regionale. Trenitalia assicura che l’impatto sulla regolare percorrenza sarà minimo e che i convogli nazionali inseriti nelle tabelle dei servizi minimi sul proprio sito web saranno garantiti ( a questo link ). Per il servizio aeroportuale, in caso di cancellazioni, verranno predisposti bus sostitutivi senza fermate intermedie. Tra i settori a rischio, come detto, c'è la scuola. Lo sciopero coinvolge tutto il personale del comparto istruzione e ricerca: dai docenti fino ai lavoratori Ata. Dunque, le lezioni sono a rischio. L’adesione dipende dai docenti e da scuola a scuola. Ma gli istituti devono comunicare tempestivamente alle famiglie eventuali variazioni di orario o la sospensione delle attività didattiche. Per quanto riguarda, invece, il settore sanitario sono a rischio le visite in strutture pubbliche. Ma attenzione: le prestazioni considerate servizi minimi essenziali e le urgenze di pronto soccorso sono invece garantite. Quello che è a rischio sono le visite programmate, gli esami di laboratorio e le attività amministrative delle Asl. La protesta è stata indetta come reazione contro il caro vita, chiedendo misure urgenti per il potere d'acquisto delle famiglie. La nota diffusa da Csle afferma che «in contestazione al caro gasolio, all’aumento del caro vita, alla non crescita degli stipendi, allo stato di povertà del popolo italiano e alle scelte in concrete del governo e della comunità europea in confronto alla politica estera e alla questione energetica». Quello di oggi è solo il primo di un lungo calendario di scioperi in programma nel mese di ottobre. Ecco qui l’elenco: Scioperi di ottobre: dai treni alla scuola chi si ferma, il calendario delle proteste
Sciopero generale: treni, scuola e sanità a rischio. Ecco chi incrocia le braccia oggi (e i servizi garantiti)
Venerdì 2 ottobre sarà una giornata di scioperi per alcuni dei servizi pubblici, ma anche privati, principali in Italia. Lo stop è stat o proclamato dalla Confederazione sindacale lavoratori europei (Csle) con l’adesione del sindacato Fi-Si e sarà della durata di 24 ore. A incrociare le braccia saranno i lavoratori di scuola, sanità, forze dell'ordine, marittimi, metalmeccanici ed enti locali; a rischio anche i comparti di agricoltura, allevamento e vigilanza privata. In parte ridotta ma aderirà anche il trasporto ferroviario. Vediamo i dettagli. La fascia oraria in cui i treni sono a rischio parte dalle 11 e si conclude alle 14. Maggiori criticità sono previste a livello locale. In Lombardia, ad esempio, Trenord ha avvisato i viaggiatori di eventuali ripercussioni sulla rete regionale. Trenitalia assicura che l’impatto sulla regolare percorrenza sarà minimo e che i convogli nazionali inseriti nelle tabelle dei servizi minimi sul proprio sito web saranno garantiti ( a questo link ). Per il servizio aeroportuale, in caso di cancellazioni, verranno predisposti bus sostitutivi senza fermate intermedie. Tra i settori a rischio, come detto, c'è la scuola. Lo sciopero coinvolge tutto il personale del comparto istruzione e ricerca: dai docenti fino ai lavoratori Ata. Dunque, le lezioni sono a rischio. L’adesione dipende dai docenti e da scuola a scuola. Ma gli istituti devono comunicare tempestivamente alle famiglie eventuali variazioni di orario o la sospensione delle attività didattiche. Per quanto riguarda, invece, il settore sanitario sono a rischio le visite in strutture pubbliche. Ma attenzione: le prestazioni considerate servizi minimi essenziali e le urgenze di pronto soccorso sono invece garantite. Quello che è a rischio sono le visite programmate, gli esami di laboratorio e le attività amministrative delle Asl. La protesta è stata indetta come reazione contro il caro vita, chiedendo misure urgenti per il potere d'acquisto delle famiglie. La nota diffusa da Csle afferma che «in contestazione al caro gasolio, all’aumento del caro vita, alla non crescita degli stipendi, allo stato di povertà del popolo italiano e alle scelte in concrete del governo e della comunità europea in confronto alla politica estera e alla questione energetica». Quello di oggi è solo il primo di un lungo calendario di scioperi in programma nel mese di ottobre. Ecco qui l’elenco: Scioperi di ottobre: dai treni alla scuola chi si ferma, il calendario delle proteste

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