Nell’estate della remigrazione acclamata, a vincere il titolo di Miss Italia 2026 è una diciottenne di origini rumene, Sarah Rizea , nata a Moncalieri e residente a Vado Ligure, nel Savonese. Papà Marian serramentista, mamma Alina impiegata in Questura, Sarah è il frutto migliore di quell’immigrazione che tanto spaventa una certa destra e che invece significa integrazione, arricchimento e lavoro. Lei è una sincronetta delle Fiamme Oro della Polizia di Stato e fa parte della Nazionale assoluta. «Dedico la vittoria alla mia famiglia che è qui con me e ai miei parenti che mi hanno guardato dalla Romania», ha detto lunedì notte dopo la proclamazione nel Castello di Santa Severa, una cinquantina di chilometri da Roma, in diretta su RaiPlay e su San marino Tv, accanto a una Patrizia Mirigliani che riesce sempre a risorgere dalle ceneri, come l’Araba Fenice, e non si rassegna a staccare la spina al concorso che i detrattori danno ormai per morto. Che sia accanimento terapeutico o amore incondizionato è irrilevante stabilirlo. Però bisogna riconoscere ai patron (prima Enzo Mirigliani e ora la figlia) di avere sempre intercettato gli umori e i cambiamenti del Paese (nel 1991 il concorso premia come Miss Coraggio Pina Siracusa, la ragazza che aveva denunciato il branco che l’aveva stuprata; nel 1996 elegge la prima Miss di colore, Denny Mendez; nel 2011 punta sulle taglie morbide ed elimina i bikini ; nel 2017 assegna la fascia di Miss Social; nel 2018 fa sfilare una Miss con protesi, Chiara Bordi, terza classificata). Sarah Rizea si è iscritta al concorso appena ha compiuto 18 anni. «Lo sognavo da quando ero bambina e lo guardavo in televisione con la mia famiglia». Il che non le impedisce, comunque, di desiderare in grande per il suo futuro nello sport. «Sogno le Olimpiadi. Faccio nuoto da quando avevo 8 anni, ho vinto già un centinaio di medaglie, tenendo conto delle prime alle gare regionali. Ho avuto la fortuna di allenarmi con Linda Cerruti, mi sono trovata bene: ho cercato di prendere il più possibile da lei. Quest’anno mi ha fatto crescere molto anche essere stata in gara con Enrica Piccoli». Intanto nel suo palmares figurano un argento europeo nel duo misto tecnico, un bronzo ai mondiali giovanili di Lima e quattro podi in Coppa del Mondo. «La medaglia più emozionante, però, è stata la prima a livello internazionale, agli Europei in Croazia» , ricorda aggiungendo che non si possono mettere sullo stesso piano le emozioni per la corona di Miss Italia e per i podi nel nuoto. «Sono percorsi diversi, importanti entrambi: ora voglio vedere quali porte mi aprirà il concorso». Prima di quest’ultimo traguardo, le sue giornate ruotavano intorno alla piscina. Sveglia alle 7.30, colazione, poi una corsa in motorino da Vado Ligure alla Rari Nantes di Savona, dove si allena: «Ho preso il patentino quando avevo 14 anni. Ora però sto per fare l’esame per la patente». Fino alle 12.30 è in piscina, poi c’è la palestra o il secondo allenamento in acqua. Il batticuore della prima convocazione in Nazionale non l’ha ancora dimenticato: «Era il 2021. Ricordo l’emozione indescrivibile, il cuore a mille e le lacrime di gioia. In quell’estate ho capito che ogni singolo sacrificio, ogni sveglia all’alba e ogni ora di allenamento, ne erano valsi la pena». Di tempo libero ne ha poco, ma ama guardare le serie tv. «L’ultima che ho visto è Outer Banks , su Netflix». Tifa la Juventus: «Ma il mio giocatore preferito resta Dybala, anche se ora gioca con la Roma». E le piacerebbe riuscire a farsi una foto con Ultimo: «È il mio cantante preferito». Passione culinaria: «Pane e Nutella». A giugno si è diplomata al liceo linguistico e si è appena iscritta in Scienze e tecniche psicologiche all’Unimarconi. «Lì mi danno la possibilità di fare solo gli esami in presenza, e di frequentare online. Tra le gare e Miss Italia non riuscirei ad andare in aula». Le nonne a Bucarest, dopo la proclamazione, non è ancora riuscita a sentirle. «Sono andata a trovarle meno di un anno fa», aggiunge. Ma la stampa rumena si è occupata di lei e loro l’hanno letta. Patrizia Mirigliani alla fine può dirsi contenta: «Mi ha fatto piacere vedere le altre concorrenti farle festa. In fondo, non è anche questa sorellanza?». E poi non mistifica la realtà quando dice che «a Miss Italia vincono tutte, anche quelle che non vincono». Pensa a Caterina Balivo, a Giulia Salemi (che ha condotto la serata di lunedì), a Simona Ventura, a Caterina Murino. «Il concorso resta un modo pulito per entrare nel mondo dello spettacolo. E io continuerò a difenderlo».
Sarah Rizea, la nuova Miss Italia con i nonni in Romania: «Ora sogno le Olimpiadi»
Nell’estate della remigrazione acclamata, a vincere il titolo di Miss Italia 2026 è una diciottenne di origini rumene, Sarah Rizea , nata a Moncalieri e residente a Vado Ligure, nel Savonese. Papà Marian serramentista, mamma Alina impiegata in Questura, Sarah è il frutto migliore di quell’immigrazione che tanto spaventa una certa destra e che invece significa integrazione, arricchimento e lavoro. Lei è una sincronetta delle Fiamme Oro della Polizia di Stato e fa parte della Nazionale assoluta. «Dedico la vittoria alla mia famiglia che è qui con me e ai miei parenti che mi hanno guardato dalla Romania», ha detto lunedì notte dopo la proclamazione nel Castello di Santa Severa, una cinquantina di chilometri da Roma, in diretta su RaiPlay e su San marino Tv, accanto a una Patrizia Mirigliani che riesce sempre a risorgere dalle ceneri, come l’Araba Fenice, e non si rassegna a staccare la spina al concorso che i detrattori danno ormai per morto. Che sia accanimento terapeutico o amore incondizionato è irrilevante stabilirlo. Però bisogna riconoscere ai patron (prima Enzo Mirigliani e ora la figlia) di avere sempre intercettato gli umori e i cambiamenti del Paese (nel 1991 il concorso premia come Miss Coraggio Pina Siracusa, la ragazza che aveva denunciato il branco che l’aveva stuprata; nel 1996 elegge la prima Miss di colore, Denny Mendez; nel 2011 punta sulle taglie morbide ed elimina i bikini ; nel 2017 assegna la fascia di Miss Social; nel 2018 fa sfilare una Miss con protesi, Chiara Bordi, terza classificata). Sarah Rizea si è iscritta al concorso appena ha compiuto 18 anni. «Lo sognavo da quando ero bambina e lo guardavo in televisione con la mia famiglia». Il che non le impedisce, comunque, di desiderare in grande per il suo futuro nello sport. «Sogno le Olimpiadi. Faccio nuoto da quando avevo 8 anni, ho vinto già un centinaio di medaglie, tenendo conto delle prime alle gare regionali. Ho avuto la fortuna di allenarmi con Linda Cerruti, mi sono trovata bene: ho cercato di prendere il più possibile da lei. Quest’anno mi ha fatto crescere molto anche essere stata in gara con Enrica Piccoli». Intanto nel suo palmares figurano un argento europeo nel duo misto tecnico, un bronzo ai mondiali giovanili di Lima e quattro podi in Coppa del Mondo. «La medaglia più emozionante, però, è stata la prima a livello internazionale, agli Europei in Croazia» , ricorda aggiungendo che non si possono mettere sullo stesso piano le emozioni per la corona di Miss Italia e per i podi nel nuoto. «Sono percorsi diversi, importanti entrambi: ora voglio vedere quali porte mi aprirà il concorso». Prima di quest’ultimo traguardo, le sue giornate ruotavano intorno alla piscina. Sveglia alle 7.30, colazione, poi una corsa in motorino da Vado Ligure alla Rari Nantes di Savona, dove si allena: «Ho preso il patentino quando avevo 14 anni. Ora però sto per fare l’esame per la patente». Fino alle 12.30 è in piscina, poi c’è la palestra o il secondo allenamento in acqua. Il batticuore della prima convocazione in Nazionale non l’ha ancora dimenticato: «Era il 2021. Ricordo l’emozione indescrivibile, il cuore a mille e le lacrime di gioia. In quell’estate ho capito che ogni singolo sacrificio, ogni sveglia all’alba e ogni ora di allenamento, ne erano valsi la pena». Di tempo libero ne ha poco, ma ama guardare le serie tv. «L’ultima che ho visto è Outer Banks , su Netflix». Tifa la Juventus: «Ma il mio giocatore preferito resta Dybala, anche se ora gioca con la Roma». E le piacerebbe riuscire a farsi una foto con Ultimo: «È il mio cantante preferito». Passione culinaria: «Pane e Nutella». A giugno si è diplomata al liceo linguistico e si è appena iscritta in Scienze e tecniche psicologiche all’Unimarconi. «Lì mi danno la possibilità di fare solo gli esami in presenza, e di frequentare online. Tra le gare e Miss Italia non riuscirei ad andare in aula». Le nonne a Bucarest, dopo la proclamazione, non è ancora riuscita a sentirle. «Sono andata a trovarle meno di un anno fa», aggiunge. Ma la stampa rumena si è occupata di lei e loro l’hanno letta. Patrizia Mirigliani alla fine può dirsi contenta: «Mi ha fatto piacere vedere le altre concorrenti farle festa. In fondo, non è anche questa sorellanza?». E poi non mistifica la realtà quando dice che «a Miss Italia vincono tutte, anche quelle che non vincono». Pensa a Caterina Balivo, a Giulia Salemi (che ha condotto la serata di lunedì), a Simona Ventura, a Caterina Murino. «Il concorso resta un modo pulito per entrare nel mondo dello spettacolo. E io continuerò a difenderlo».

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