Cento anni, migliaia di gol, bellissimi, una valanga . Sceglierne dieci per festeggiare il secolo della Scala del calcio è un’impresa. Ce n’è sempre uno più bello, uno più difficile, uno più memorabile, ogni appassionato di calcio comunque hai «suoi». I nostri dieci, tutti diversi tra loro, li abbiamo voluti raccontare attraverso il racconto sul posto delle firme del Corriere della Sera , per riviverli quasi in presa diretta. Non tutti sono di milanisti o interisti, non tutti sono stati realizzati nel derby, qualcuno forse vi è sfuggito. Ma sono tutti fantastici. Buon compleanno, San Siro... Italia-Inghilterra 2-2;  13 maggio 1939  «Siamo al diciannovesimo minuto: Serantoni allunga a Piola, Piola traversa a Colaussi e Colaussi ricentra su Piola: rovesciata al volo e il pallone entra per la seconda volta nella rete britannica. Gli inglesi protestano: corretti ma protestano. Dicono che il pallone prima di entrare in porta ha toccato la mano di Piola. Anche noi abbiamo questa sensazione. Ma può essere pure una sensazione sbagliata perché l’arbitro, dopo aver consultato il guardalinee svizzero Grassy, convalida il punto».  Emilio De Martino Milan-Estudiantes 3-0;  8 ottobre 1969   «Il terzo gol arriva, d’improvviso, splendido. E lo segna l’uomo migliore che il Milan abbia avuto: Sormani. Il passaggio è di Fogli, un passaggio lungo verso il centro. Due difensori stanno per avventarsi: chi osa mettere una gamba rischia di farsela saltare. Ma Sormani osa: il suo piede è più rapido di quello degli avversari, colpisce prima che essi arrivino e il pallone schizza via fulmineo. È una saetta. Il portiere non vede ma intuisce. Si tuffa, vola, tocca la palla ma c’è troppa forza in quel tiro: le sue mani si piegano, la rete si scuote». Gino Palumbo  Inter-Foggia 5-0;  2 maggio 1971 «S’è capito subito che era giornata di gala e infatti la gemma più preziosa della giornata ci è stata offerta già all’ottavo minuto con un gol memorabile di Boninsegna. Facchetti si era portato innanzi sulla sinistra e quasi da fondo campo ha rinviati al centro verso Boninsegna. Questi ha intuito perfettamente il tempo e la traiettoria di quel passaggio, ha eseguito una rovesciata al volo e ha mandato la palla in rete. Un gol cosi nitido, così entusiasmante da sembrare irreale , uno di quei gol che si indovinano una volta su cento». Ciro Verratti  Milan-Juventus 1-4;   31 ottobre 1971  «Nel giro di dodici minuti Bettega ha messo fuori combattimento il Milan con una doppietta. L’attaccante sfrutta una distrazione di Sabadini e raccogliendo un traversone di Causio schiaccia di testa indisturbato a fil di palo sulla sinistra del sorpreso Cudicini. Poi il gioiello di Bettega: l’attaccante beffa Sabatini e Cudicini, fintando la conclusione di forza su un velo di Anastasi , tocca la palla di tacco e la spedisce, lenta ma precisa, ad infilarsi nell’angolo opposto. Bettega è il nuovo capocannoniere del campionato». Nino Oppio  Inter-Torino 2-0;  26 novembre 1972 «Palla proprio sulla linea bianca, barriera centrale e Castellini, il portiere, che si sposta sulla sua destra. Non sa che Corso è un terribile mancino , specialista nel tiro che supera la barriera e ricade all’angolo. Il cosiddetto tiro a foglia morta? Stavolta è abbastanza teso, ma la traiettoria non cambia. Palla carica di effetto, rientrante rispetto alla posizione del tiratore, cioè che ricade all’angolo opposto a quello in cui si è piazzato Castellini. E non c’è nulla da fare. È gol!». Nino Oppio   Milan-Inter 2-1;   28 ottobre 1984  «La palla, in una manciata di secondi, è passata da un nerazzurro che cercava di allontanarla a Virdis il quale l’ha traversata dalla destra ad Hateley. Lui si è inerpicato come se da terra lo sradicassero i motori di un missile . Collovati lo ha visto decollare, e sparire in alto, verso quel pallone che arrivava: la zuccata è stata tremenda, implacabile, e Zenga pur distendendosi in tuffo è ricaduto con un pugno di mosche». (Carlo Grandini) Inter-Cesena 1-0;   27 novembre 1988  «L’Inter ha trovato il gol dopo appena dieci secondi, che è un fatto storico: palla al centro, lancio lungo di Matthaus, testa di Bordin, Matteoli si è avventato sul pallone, spinto da una feroce determinazione e ha colpito di sinistro. È venuto fuori un tiro che sembrava destinato chissà dove e che invece all’improvviso si è abbassato infilandosi nell’angolo alla sinistra di Sebastiano Rossi. che ancora doveva capir bene cosa stesse succedendo dalle sue parti. Dieci secondi sono proprio un record nella storia dell’Inter e del calcio italiano». Fabio Monti  Milan-Verona 3-1;   8 settembre 1996  «George Weah che attraversa il campo, la palla incollata al piede, travolge avversari, vince rimbalzi, e, dopo tutta quella corsa, ha la mente ancora lucida per centrare la porta. Poi va ad abbracciare un tale sorpreso quanto lui. Il gol del liberiano è l’immagine del Milan attuale che si muove al singolare e non al plurale secondo un collaudato marchio di fabbrica». Roberto Perrone  Milan-Juventus 1-1;   19 dicembre 2001  «Dipinge un gol d’altri tempi, di quelli che ci sono tramandati dalla storia del calcio, quando il calcio, più della forza fisica, esprimeva soprattutto arte. La sua rete numero 58 nelle 78 presenze è un gioiello di potenza e perfezione balistica. La gemma di Shevchenko è cosi splendente da accecare Buffon». Alberto Costa  Inter-Frosinone 2-0;   12 novembre 2023  «Spunta un arcobaleno di 56,08 metri sul duello scudetto: fra tredici giorni l’Inter andrà allo Juventus Stadium da capolista, con due punti di vantaggio sui bianconeri, grazie a un altro gol immaginifico del suo terzino-ultrà Federico Dimarco. Un tiro partito da 7-8 metri oltre la metà campo, quasi dalla linea laterale sinistra, che assomiglia a un cross sbagliato invece è una parabola perfetta e profonda». Paolo Tomaselli