CAMPOBASSO Le indagini sul «giallo di Pietracatella» proseguono . Continuano le audizioni delle persone informate sui fatti, dunque con l'obbligo di dire la verità a verbale. Oltre 200 gli interrogatori da quando è stato aperto il fascicolo, contro ignoti, per duplice omicidio premeditato.  Mercoledì è stato ascoltato, per la prima volta, un conoscente della professoressa liceale amica di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime della ricina, Antonella e Sara. L'uomo è rimasto davanti agli agenti della Mobile per un paio d'ore. Audizione di «particolare rilievo» secondo gli investigatori. La docente, che insegna a Riccia , è stata interrogata più volte dagli agenti e messa a confronto con lo stesso Gianni, a metà agosto, nel corso di un vero e proprio «confronto all'americana». È stato ascoltato anche suo marito (tecnico in un laboratorio scolastico) che tra l'altro andò a trovare Antonella, consulente del lavoro, nell'ufficio diviso con Di Vita a Campobasso. U n incontro avvenuto il 22 dicembre, dunque proprio il giorno prima della data più probabile dell'avvelenamento, quella del 23. Quella sera Gianni, Antonella e la secondogenita Sara cenarono assieme. Alice, la primogenita 19enne, andò con gli amici in pizzeria. Due giorni dopo mamma e figlia accusarono i primi malori. Sara morì al Cardarelli di Campobasso la sera del 27. Antonella si spense all'indomani, al mattino.  Martedì Gianni (con la figlia Alice parte offesa nell'indagine come ricorda il suo avvocato Vittorino Facciolla) è stato tre volte in questura . Una prima per la notifica dell'atto di perquisizione avvenuta al mattino della nuova dimora a Pietracatella e nei suoi uffici. Poi per portare dei device, tra cui due computer. Nel corso della perquisizione è stata trovata una borsa appartenente ad Antonella e c'è da capire come sia finita lì, senza mai essere stata consegnata prima, e cosa contenesse.  Dopo che la palazzina dei Di Vita, teatro dell'avvelenamento, è stata posta sotto sequestro, Gianni si era trasferito per un certo periodo dalla cugina Laura (anche lei ascoltata più volte) proprio di fronte, sempre lì in via del Risorgimento, a Pietracatella. Con i giornalisti costantemente davanti casa, per un certo periodo, assieme ad Alice, ha preso casa a Campobasso. Ma ora che la figlia si è trasferita a Torino per gli studi universitari, Di Vita è tornato nel borgo di cui è stato a lungo sindaco.   Intanto sarebbe stata prorogata la consegna della relazione attesa dagli specialisti tedeschi del Koch che stanno esaminando i 131 reperti che la Mobile ha portato a Berlino. La relazione era attesa per oggi.