«Se saremo capaci di mettere insieme 3 o 4 punti vinceremo le elezioni politiche, perché siamo in un momento drammatico: se Giorgia Meloni le vince va al Quirinale, sarà un presidenzialismo de facto. Io lavoro perché vada a casa, non mi interessa nulla del resto». Chiude la Leopolda che apre al Pd. Non a caso ad anticipare il discorso conclusivo di Matteo Renzi è stato il presidente dem, Stefano Bonaccini : un preludio della strada verso Itaca  tema della kermesse renziana, che altro non è che l’aspirazione di tornare al governo. «Se stiamo insieme la partita è chiusa», dicono dal palco fiorentino Bonaccini e l’ex rottamatore. Il quale però non rinuncia ai suoi affondi.  Il più eclatante, verso il quasi-alleato Giuseppe Conte : «Stimo molto Elly Schlein , ma non può certo dar garanzie su di me. Quando ero potente se ne andò dal mio partito, lo apprezzo, ma ha una storia diversa dalla mia. Per noi dunque non può garantire lei: è il programma che lo farà». Adesso le tre garanzie che chiediamo noi: «Chiedo a Conte - dice provocatoriamente - che Matteo Salvini non faccia mai più il ministro dell’Interno, che Giancarlo Giorgetti non faccia parte del prossimo governo, che chi si candida a governare non stia con Donald Trump». Poi la lista delle garanzie offerte: «Metteremo a disposizione il nostro sostegno a chiunque vinca le primarie. Diamo la garanzia che manderemo al Quirinale un europeista, non un improvvisato dei Servizi segreti, non un populista». L’apertura di Renzi non si ferma al centrosinistra. Un appello arriva anche per i militanti di un partito dell’altra coalizione: « Lasciate Forza Italia e venite con noi, lo dico a chi ha creduto nel disegno europeista di Silvio Berlusconi, potete venire anche in minigonna»», dice Renzi. Che al termine del discorso l’ex premier dice di voler lanciare «la proposta più importante». E dice al pubblico della Leopolda: La politica è consenso: o vi candidate o queste discussioni non saranno valse a nulla. Noi prendiamo l'impegno di mettere meno capolista bloccati possibile». Infine la proposta agli altri leader del centro, proponendo un patto : «Che tutti i leader di queste formazioni politiche facciano come me e non si posizionino nel listino del premio di maggioranza, misuratevi». Gli applausi lasciano spazio agli abbracci dei sodali. Matteo Renzi è «commosso» per le 10 mila persone che hanno affollato l’evento nei tre giorni del weekend, da cui sono nate le proposta di quattordicesima salariale per gli insegnanti del Paese e una serie di proposte su nuove garanzie per le Partite iva e gli specializzandi. Prima di lui Bonaccini : «Cosa deve ancora accadere - dice riferendosi alle destre - per unirci e mandarli a casa? Servono due cose: unità e un progetto per l'alternativa. C’è bisogno di un progetto, aboliamo per qualche settimana la parola primarie». «Puntiamo su Industria 4.0 da rifare, sulla sicurezza su cui il governo ha fallito». E infine: «Invito il mio partito a non aver paura della parola repressione, come dice il mio amico Franco Gabrielli».