Nel cantiere della prossima legge di Bilancio compare anche la proposta di assegnare un salvadanaio previdenziale a ogni nato. L’idea, fatta propria dal presidente dell’Inps, Gabriele Fava, trova origine in diversi studi accademici. Tra questi ricordiamo Chi si prenderà cura di noi (Il Mulino), scritto e coordinato da Mauro Maré, a capo del Mefop, l’agenzia del ministero dell’Economia sulla previdenza integrativa. E il volume Famiglie e risparmio, sempre edito da Il Mulino , a cura dell’economista Luigi Guiso. Si tratterebbe, ne abbiamo già parlato in questa rubrica , di destinare una parte dei bonus legati alla maternità a una sorta di «porcellino»  del risparmio , alimentato dai versamenti incentivati fiscalmente da genitori e parenti.  Chi si oppone teme da una parte la scarsa attitudine pubblica a operare, mettendo insieme i tanti «porcellini», come investitore di lungo periodo, soprattutto sul mercato azionario, nella logica dei piani di accumulo, dall’altra un’ingerenza eccessiva dell’industria del risparmio gestito e delle assicurazioni. C’è chi sostiene sia necessario un rendimento minimo garantito dallo Stato, una protezione pubblica dall’inflazione. Difficile da realizzare. L’idea è ovviamente buona, anche perché diretta alla costituzione di una «pensione di scorta» per le future generazioni, negli anni sempre più indispensabile. Interessante, a questo riguardo, il contributo di Simone Rosti, responsabile per l’Italia e il Sud Europa di Vanguard , uno dei più grandi operatori finanziari internazionali, specializzato soprattutto in strumenti passivi, Etf ecc. Vanguard ha collaborato per il lancio in Germania della Frühstart-Rente, ovvero della Early start pension, modello già diffuso negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e in Israele. Rosti calcola che investendo dieci euro al mese dalla nascita fino ai 18 anni, ipotizzando un rendimento annuo del 6 per cento (verrebbe da aggiungere magari), si potrebbero accumulare, al compimento della maggiore età, 3mila 829 euro e, al raggiungimento dell’età pensionabile, 67 anni, un capitale di 66mila 542 euro. Il sistema dovrebbe essere «semplice, accessibile e aperto a tutti». Un sostegno pubblico che si combina con i versamenti, agevolati fiscalmente. Commissioni basse e controllate. Qui sta la diversità personale di vedute rispetto alla proposta di Rosti. La gestione, a mio avviso, dovrebbe essere gratuita. Se è vero, come afferma il responsabile italiano di Vanguard , che la Early state pension , è una forma di educazione finanziaria per le famiglie, allora perché non renderla priva di costi per chi investe. Una sorta di promozione del mondo del risparmio gestito che in Italia guadagna più che altrove.