Apegramma è un gioco di parole, uno dei Giochi del Corriere . Al lettore viene fornita una griglia a forma di alveare: in ogni cella c’è una lettera. Il gioco consiste nel trovare il maggior numero possibile di parole formate con almeno quattro di queste lettere con l ’ unica condizione di comprendere quella che si trova nella casella centrale. Si vince accumulando punti, trovando più parole possibili, le lettere possono ricorrere più di una volta. Ogni martedì, diamo sul sito del Corriere suggerimenti su una delle tante parole possibili. Un modo per rompere il ghiaccio. AGGUANTARE è la parola Apegramma della partita di oggi, martedì 6 ottobre L’ABBIAMO USATO SPESSO QUESTO VERBO, per la comodità di concentrare in un solo termine una scena complessa: agguantare è molto di più rispetto a prendere, offre una sfumatura diversa rispetto ad afferrare e mantiene intatta la sensazione di aver colto qualcosa, o qualcuno, prima che cadesse o scivolasse via.  Il verbo agguantare deriva da guanto, con l'aggiunta di un prefisso e di una desinenza verbale. Significa letteralmente "mettere le mani su qualcosa" usando forza, per afferrare, ghermire o stringere saldamente. La parola italiana guanto deriva dal termine germanico e francone *want (o want ), che indicava un indumento di stoffa o una copertura per la mano. La parola guanto (come abbiamo visto, dal germanico want attraverso il francese antico o lo spagnolo guante ) entra nell'italiano e in altre lingue romanze (come l'antico francese guant o gant ) tramite il franco, risalendo all'antico alto tedesco wand (tessuto, drappo). Nel latino classico la mano coperta era detta digitabulum (da digitus , dito), ma nel Medioevo prevalse la forma germanica. Il passaggio da un semplice accessorio di abbigliamento come il "guanto" al verbo d'azione "agguantare" (afferrare con forza) è discusso: i linguisti sostengono che una possibile strada storica e culturale sia legata all'uso militare, relativa ai "guanti d'arme" e all'azione di ghermire. Nel Medioevo, il guanto non era solo un indumento di stoffa per proteggersi dal freddo. I soldati e i cavalieri indossavano i guanti d'arme o manopole , fatti di ferro, acciaio o cuoio molto spesso. Quando un soldato doveva bloccare un nemico, afferrare una spada a mani nude o stringere una presa d'acciaio durante un combattimento, poteva farlo solo con i guanti. Di conseguenza, l'atto di mettere il guanto addosso a qualcuno o qualcosa è diventato sinonimo di un'azione violenta, solida e immanente. Nasce così il verbo parasintetico a-guant-are . L’altra ipotesi è invece legata a una metafora linguistica, una figura retorica chiamata sineddoche   che usiamo per indicare una parte per il tutto o l'oggetto che copre per l'organo stesso. La sineddoche fa parte regolarmente dei nostri discorsi. Pensate a quando diciamo solo Italia ma ci riferiamo alla rappresentativa nazionale italiana di calcio. O diciamo tetto che definire una casa. Nel corso dei secoli, la parola guanto ha iniziato a essere usata come metafora della mano stessa. Poiché il guanto ricalca perfettamente la forma e la funzione della mano, "agguantare" significò in primis "abbrancare con la mano", caricandosi però fin da subito di una sfumatura di rapidità ed energia. Questo passaggio logico di forza e presa sicura è stato poi consacrato dalla marina della vela. A bordo delle navi, i marinai dovevano gestire corde e gomene che scorrevano a forte velocità e che potevano ferire gravemente i palmi delle mani. Usare i guanti da lavoro (o immaginare una presa talmente salda come se si avesse la protezione di un guanto) era fondamentale. Ancora oggi, il comando marinaro "Agguanta!" significa fermare istantaneamente una cima che scorre, bloccandola con tutta la forza possibile. Sentì agguantarsi per le braccia e intese due voci orribili e cavernose che gli dissero: - O la borsa o la vita! Siamo nel Capitolo XIII de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi segna il momento in cui il burattino viene aggredito nel bosco da due misteriosi masnadieri incappucciati, che in realtà sono il Gatto e la Volpe travestiti. Nonostante Pinocchio cerchi disperatamente di far capire a gesti di non avere denaro con sé, i due lo minacciano di morte pretendendo gli zecchini d'oro che ha nascosto in bocca, arrivando persino a minacciare suo padre Geppetto. Quando Renzo si fu levato il farsetto (e ce ne volle), l ’ oste l ’ agguantò subito, e corse con le mani alle tasche. Nel Capitolo XV de I promessi sposi,  Alessandro Manzoni descrive la scena che si svolge all'Osteria della Luna Piena a Milano. Renzo Tramaglino, che nel capitolo precedente ha arringato la folla durante la rivolta del pane, si è ubriacato e quasi addormentato si sfila a fatica il farsetto e l'oste ne approfitta subito per perquisirgli le tasche in cerca di denaro. L'oste agisce per avidità e per assicurarsi il pagamento prima che Renzo, ormai compromesso dai suoi discorsi imprudenti, venga arrestato dalla giustizia il giorno seguente e non possa quindi più pagarlo. Scivolò ad­dirittura con un piede e dovette, per riprendersi, agguantare la coperta. Questa citazione compare nel secondo capitolo del romanzo Cronache di poveri amanti , di Vasco Pratolini, pubblicato nel 1947. Il romanzo è ambientato a Firenze (in via del Corno) negli anni '20 del Novecento e racconta le vicende quotidiane, gli amori, le miserie e i drammi degli abitanti del rione durante l'ascesa del fascismo. L'azione si riferisce a Maciste, il maniscalco comunista e uno dei personaggi più amati e positivi di via del Corno. La scena si svolge precisamente nella camera da letto che l'uomo divide con la moglie Milena. Il frammento descrive un momento di intimità domestica e quotidiana, in cui Maciste compie questo brusco e maldestro movimento, finendo per scivolare con il piede e doversi aggrappare alla coperta per non cadere. Apegramma è la sfida che mette alla prova il tuo vocabolario con una griglia-alveare di sette lettere in cui trovare quante più parole possibili. Un modo veloce e divertente per allenare la mente, come le altre proposte di Corriere Giochi: In altre parole di Massimo Gramellini, il Quiz del Corriere di Paolo Virtuani, il Cruciverba , il Sudoku e il Crucipuzzle . Scarica l' app dei Giochi del Corriere qui