Si voterà «a crocette», come nei quiz a scelta multipla, per le preferenze. E, sotto ai simboli, saranno elencati i nomi dei candidati che si ritroveranno in blocco catapultati in Parlamento se dovesse scattare, per la loro formazione, il premio di maggioranza. Ecco la nuova scheda. Quella dello Stabilicum (o Melonellum, con sapore polemico, per l'opposizione), la nuova legge elettorale che sta per essere approvata alla Camera e che regolerà il prossimo voto, anticipato o no. Un foglio «in carta consistente» - come specifica la legge - che si prepara ad accogliere più di cento nomi, considerando solo i principali partiti, perché i candidati del collegio si trovano tutti elencati, con nome e cognome. A cominciare da quelli che il cittadino potrà scegliere con le preferenze. Ogni partito presenta una lista con sette candidati in ciascun collegio - anzi due, una per la Camera e una per il Senato, e ovviamente due saranno le schede - I loro nomi saranno tutti già sul foglio, a differenza delle preferenze «classiche», quelle a cui siamo abituati dal voto per le Comunali, in cui bisogna scrivere il cognome del candidato nello spazio accanto al simbolo. L'elettore può sceglierne fino a tre (facendo attenzione, nel caso, a indicare candidati di sesso diverso, per via delle regole sulla parità di genere) semplicemente con una X nel riquadro accanto al nome. La gara delle preferenze vale, però, dal secondo posto in poi: il capolista è bloccato, se in quel collegio il partito elegge un solo parlamentare, quel posto è suo. E infatti, già che uno in questo caso non vale uno, ma indica chi partirà e arriverà primo, il suo nome campeggia in alto e con carattere più grande. Ma nelle schede per Camera e Senato non ci sono solo i nomi dei capolista e di quanti dovranno fare a gara di preferenze per entrare in Parlamento. Perché i partiti devono indicare anche i nomi di chi sarà eletto con il premio di maggioranza, il bonus che permetterà a chi vince con almeno il 42% in entrambi i rami del Parlamento di avere i numeri per governare. Vale 70 deputati e 35 senatori. Che saranno eletti in blocco, se una formazione ottiene il premio. I loro nomi sono contenuti in liste «circoscrizionali»: ciascun elettore troverà sulla scheda quelli che saranno eletti nel proprio territorio; mentre l'elenco completo dei 70 aspiranti deputati e dei 35 aspiranti senatori, sarà nei manifesti fuori dal seggio. Perché tutti questi nomi? La Corte costituzionale, in passato, si è soffermata più volte sulla «conoscibilità» dei candidati. Bocciando ad esempio, nel 2014, le liste troppo ampie del Porcellum, «difficilmente conoscibili dall'elettore stesso». Oppure ammettendo, nel 2017, le liste corte dell'Italicum, con un numero di candidati «talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l'effettività della scelta e la libertà del voto». Proprio la conoscibilità del candidato è il criterio che ha ispirato la scheda. Con tutti i nomi. Anche se non sarà, probabilmente, in formato tascabile.
Preferenze a crocette e liste di coalizione, ecco la scheda (dai cento nomi) della nuova legge elettorale |Lo Stabilicum punto per punto: cosa prevede
Si voterà «a crocette», come nei quiz a scelta multipla, per le preferenze. E, sotto ai simboli, saranno elencati i nomi dei candidati che si ritroveranno in blocco catapultati in Parlamento se dovesse scattare, per la loro formazione, il premio di maggioranza. Ecco la nuova scheda. Quella dello Stabilicum (o Melonellum, con sapore polemico, per l'opposizione), la nuova legge elettorale che sta per essere approvata alla Camera e che regolerà il prossimo voto, anticipato o no. Un foglio «in carta consistente» - come specifica la legge - che si prepara ad accogliere più di cento nomi, considerando solo i principali partiti, perché i candidati del collegio si trovano tutti elencati, con nome e cognome. A cominciare da quelli che il cittadino potrà scegliere con le preferenze. Ogni partito presenta una lista con sette candidati in ciascun collegio - anzi due, una per la Camera e una per il Senato, e ovviamente due saranno le schede - I loro nomi saranno tutti già sul foglio, a differenza delle preferenze «classiche», quelle a cui siamo abituati dal voto per le Comunali, in cui bisogna scrivere il cognome del candidato nello spazio accanto al simbolo. L'elettore può sceglierne fino a tre (facendo attenzione, nel caso, a indicare candidati di sesso diverso, per via delle regole sulla parità di genere) semplicemente con una X nel riquadro accanto al nome. La gara delle preferenze vale, però, dal secondo posto in poi: il capolista è bloccato, se in quel collegio il partito elegge un solo parlamentare, quel posto è suo. E infatti, già che uno in questo caso non vale uno, ma indica chi partirà e arriverà primo, il suo nome campeggia in alto e con carattere più grande. Ma nelle schede per Camera e Senato non ci sono solo i nomi dei capolista e di quanti dovranno fare a gara di preferenze per entrare in Parlamento. Perché i partiti devono indicare anche i nomi di chi sarà eletto con il premio di maggioranza, il bonus che permetterà a chi vince con almeno il 42% in entrambi i rami del Parlamento di avere i numeri per governare. Vale 70 deputati e 35 senatori. Che saranno eletti in blocco, se una formazione ottiene il premio. I loro nomi sono contenuti in liste «circoscrizionali»: ciascun elettore troverà sulla scheda quelli che saranno eletti nel proprio territorio; mentre l'elenco completo dei 70 aspiranti deputati e dei 35 aspiranti senatori, sarà nei manifesti fuori dal seggio. Perché tutti questi nomi? La Corte costituzionale, in passato, si è soffermata più volte sulla «conoscibilità» dei candidati. Bocciando ad esempio, nel 2014, le liste troppo ampie del Porcellum, «difficilmente conoscibili dall'elettore stesso». Oppure ammettendo, nel 2017, le liste corte dell'Italicum, con un numero di candidati «talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l'effettività della scelta e la libertà del voto». Proprio la conoscibilità del candidato è il criterio che ha ispirato la scheda. Con tutti i nomi. Anche se non sarà, probabilmente, in formato tascabile.

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