Ennesima tragedia sul lavoro nel primo pomeriggio di venerdì 25 settembre. Antonio Coletta, un operaio di appena 21 anni, originario di Maddaloni, nel Casertano, ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato sotto un Bobcat in via Pergolesi, a Marcianise, durante le attività per la realizzazione della rete in fibra ottica per conto di un’azienda con sede a Santa Maria a Vico.  Il giovane, che a breve avrebbe compiuto 22 anni, sarebbe stato investito fatalmente dal Bobcat in movimento guidato da un suo collega, che è stato, a sua volta, immediatamente trasportato all’ospedale Anastasia Guerriero di Marcianise in seguito a un malore. La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di ricostruzione e saranno soltanto gli accertamenti a chiarire con esattezza cosa sia successo e le circostanze esatte nelle quali si sia verificato l’incidente. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, con due ambulanze. I soccorritori hanno tentato di prestare assistenza, ma purtroppo per il giovane non c’è stato nulla da fare. Sul luogo sono poi intervenuti anche gli agenti del locale commissariato di polizia, per verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e accertarsi di tutti gli elementi disponibili a chiarire l’accaduto.  La tragica morte di Antonio Coletta si aggiunge a tante altre avvenute di recente a Marcianise e dintorni. Tra le vittime più giovani originarie di Marcianise c'è Antonio Golino, 22 anni, morto il 12 gennaio 2023 in un incidente sul lavoro a Caivano. Il giovane operaio rimase schiacciato da un bancale mentre veniva movimentata della merce all'interno di un'azienda della zona. Si chiamava, invece, Pompeo Mezzacapo, 39 anni, il lavoratore morto il 31 dicembre 2024 a Gricignano d’Aversa. Era marcianisano ma residente a Capodrise. Il 39enne rimase schiacciato da un muletto mentre movimentava merci, ed era padre di tre figli. Più recentemente, nel giugno 2026, è morto Francesco Dergano, 23 anni, originario anche lui di Marcianise . Dergano era rimasto gravemente ferito il 6 giugno 2026 durante un intervento di manutenzione su un carrello elevatore all'interno di uno stabilimento di Trentola Ducenta. Ma dopo cinque giorni di agonia è deceduto all'ospedale Cardarelli di Napoli. «In questa provincia il contatore delle morti sul lavoro continua drammaticamente ad aggiornarsi. Dietro ogni numero c'è una persona, una famiglia, una comunità, colleghi che dovranno convivere con quello che è accaduto. E ogni volta ci ritroviamo a pronunciare le stesse parole: dolore, cordoglio, sicurezza, prevenzione, accertamento delle responsabilità. Ma le parole, senza interventi concreti, non salvano nessuno», denuncia la Cgil  Caserta, chiedendo «che venga fatta piena luce sulla morte del giovane lavoratore e che siano verificati tutti gli aspetti dell'organizzazione del lavoro: le condizioni del cantiere, le procedure adottate, la formazione, le misure di prevenzione, la gestione degli appalti e dei subappalti. Ogni morte sul lavoro deve essere indagata fino in fondo, rifiutando ogni scorciatoia che parli di tragica fatalità».