Ergastolo , senza isolamento diurno, per Davide Fontana . I giudici di Milano chiamati a pronunciarsi nel terzo processo d'appello sull'aggravante della premeditazione - dopo il nuovo rinvio della Cassazione - hanno inflitto il massimo della pena riconoscendo l'aggravante per l'omicidio di Carol Maltesi , già bilanciata con le generiche riconosciute insieme alla crudeltà . Nessuna reazione dell'imputato alla lettura del verdetto da parte del giudice Enrico Manzi che presiede il collegio. Tra 60 giorni le motivazioni.  In tutto finora si sono tenuti nei confronti di Fontana sei processi, due ergastoli e due annullamenti della Cassazione.  Per due volte la Cassazione aveva annullato due precedenti sentenze analoghe rilevando vizi nella motivazione della sussistenza dell'aggravante della premeditazione. Solo in primo grado dalla Corte di assise di Busto Arsizio (Varese) non era stata riconosciuta. «Speriamo che sia finita stavolta, ma non ci credo più, siamo al sesto processo . Sono contenta per la sentenza. Abbiamo fatto un passo avanti. Non abbiamo altre consolazioni che questa sentenza», ha dichiarato Anna, sorella di Carol Maltesi. «Non c'è alcuna intenzione di un incontro sulla giustizia riparativa, non voglio sapere nulla di lui . A gennaio sono 5 anni che è stata uccisa, cosa dobbiamo ancora rivalutare?», ha aggiunto la sorella della vittima, tra le parti civili, tra cui anche il padre di Carol, rappresentate dagli avvocati Anna Maria Rago, Riccardo Terron e Manuela Scalia. Sicuramente ci sarà un settimo processo, perché la difesa, con il legale Stefano Paloschi, farà ricorso. I difensori , tra cui il legale Stefano Paloschi, avevano chiesto che non venisse riconosciuta la premeditazione e avevano chiesto anche le attenuanti per la riparazione del danno, facendo pure riferimento al percorso di giustizia riparativa a cui Fontana è stato ammesso tempo fa. Nelle repliche la pg Bellaviti ha fatto presente, per insistere sulla premeditazione e sulla richiesta di ergastolo, che « Fontana in quel periodo era terrorizzato dal fatto che Carol non volesse più fare video con lui ». E ancora: «In casi gravi come questi, ai fini di una diminuente sulla pena per la giustizia riparativa, ci deve essere almeno un incontro con le persone offese dal reato e un ristoro morale per loro, cosa che non è avvenuta in questo caso».  «Non ho mai potuto organizzare di farle del male. È lontano da ciò che ero e da ciò che sono. Mi spiace e mi vergogno, quell’orrore non mi è mai appartenuto. Chiedo scusa a tutti », aveva detto Fontana mercoledì mattina in aula, rendendo dichiarazioni spontanee.  L'ex bancario ha anche parlato del tempo trascorso dall’omicidio : «Con il passare del tempo realizzo ciò che ho fatto, anche se posso sembrare freddo provo grande dolore dentro di me e non potrò mai riparare al dolore e alla sofferenza causata, ma ci proverò fino all’ultimo giorno». L'11 gennaio 2022 Carol Maltesi, ventiseienne originaria di Sesto Calende e madre di un bimbo di 6 anni , fu uccisa con tredici colpi di martello e un fendente alla gola nel suo appartamento a Rescaldina. Secondo le indagini, il vicino di casa ed ex compagno Davide Fontana, bancario all'epoca quarantatreenne, l'aveva attirata nell'appartamento con la scusa di girare un video erotico per OnlyFans.  Dopo l’omicidio, Fontana fece a pezzi il corpo di Carol e ne conservò i resti per oltre due mesi in un congelatore . Poi, non riuscendo a bruciarli, li mise in sacchi neri e li abbandonò in una discarica nel Bresciano, dove furono trovati da un passante.