Il film di Yuval Abraham e Rachel Szor, che raccoglie le testimonianze anonime di 24 militari e membri dell’intelligence, racconta un sistema di selezione degli obiettivi a Gaza in cui l’uccisione di civili sarebbe stata considerata un costo accettabile. La reazione del governo israeliano, con accuse di tradimento e minacce contro i registi, ha trasformato il film nel simbolo di una verità che il Paese fatica ad affrontare
Naza, perché Israele considera il documentario una minaccia alla sicurezza nazionale
Il film di Yuval Abraham e Rachel Szor, che raccoglie le testimonianze anonime di 24 militari e membri dell’intelligence, racconta un sistema di selezione degli obiettivi a Gaza in cui l’uccisione di civili sarebbe stata considerata un costo accettabile. La reazione del governo israeliano, con accuse di tradimento e minacce contro i registi, ha trasformato il film nel simbolo di una verità che il Paese fatica ad affrontare

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