« Sono cambiato, sono più calmo» aveva detto . E invece no: Mou una volta, Mou per sempre . Dopo la bruciante sconfitta nel derby madrileno di Liga contro l'Atletico del Cholo Simeone, impostosi 2-1 con gol vittoria del redivivo ex juventino David , davanti ai giornalisti José Mourinho ha dato spettacolo come ai bei vecchi tempi, attaccando l'arbitro Ortiz Arias. Con l'obiettivo, ovviamente, di spostare l'attenzione dalle difficoltà del suo Real Madrid, precipitato a -6 dal Barcellona capolista dopo sole sette giornate. «La conferenza potrebbe finire qui» ha detto subito il tecnico portoghese, 63 anni, che non ha più alzato trofei dopo la Conference con la Roma nel 2022 , mostrando un'immagine stampata con le entrate di Kang-in Lee su Valverde e di Romero su Bellingham : «Erano due espulsioni nette, ma è stato tutto molto strano. Non aveva esperienza per dirigere un derby. Ha 41 anni, è un arbitro mediocre che ha diretto solo partitelle di basso livello. Congratulazioni alla commissione arbitrale per questa nomina». Uno show in perfetto stile Special One , che ha fatto infuriare Simeone («ci vuole rispetto» ha detto l'argentino, mentre l'Atletico ha risposto via social col messaggio «basta pressioni sugli arbitri») aggiornando la vasta letteratura delle sue offensive comunicative, che include capolavori come l'iconico «Por qué?» pronunciato più e più volte dopo l'eliminazione in semifinale di Champions contro il Barcellona nel 2011. Poi ha ripescato il caso Negreira , il vicepresidente degli arbitri pagato per 17 anni dal Barça all'inizio del secolo: «Pensavo di trovare una Liga diversa da quella che avevo lasciato nel 2013, ma non è cambiato nulla». Già. Nulla è cambiato. Mou una volta, Mou per sempre.