Al quinto tentativo, che è più faticoso di un quinto set, Sinner ha preso la patente per la moto . La notizia è piccola e riguarda lui, ma ne contiene almeno altre due grandi che riguardano noi.  La prima è che nemmeno i fenomeni riescono a fare con facilità tutte le cose che amano . Franco Battiato era un ricercatore spirituale e un musicista sopraffino, ma covava una passione irresistibile e non completamente ricambiata per la pittura. Al liceo aveva dato lezioni gratuite di musica a un compagno di scuola per avere il permesso di copiarne, ricalcandoli, gli splendidi disegni, ma era talmente negato che ne vennero fuori egualmente degli obbrobri. (Quando raccontava questo aneddoto, Battiato rideva come un bambino). La seconda lezione è ancora più importante: dai e dai, alla fine il centauro Sinner ce l’ha fatta . E ce l’ha fatta dopo quattro bocciature che avrebbero indotto molti di noi (il sottoscritto, per esempio) a desistere, pur di non assaggiare ancora il sapore umiliante del fallimento. Lui invece non si è lasciato peggiorare dalla sconfitta e non ha perso la fiducia in sé stesso. Come non la perse Battiato, che a forza di esercitarsi con i pennelli, da adulto arrivò a dipingere quadri che non saranno stati dei capolavori, ma che guardandoli attraverso i suoi occhi erano comunque bellissimi. Perché alla fine la passione vince su tutto, persino sul talento. Per questo Sinner è Sinner, Battiato sarà sempre Battiato e anche noi, nel nostro piccolo, magari riusciremo a diventare noi .