È morta mercoledì 30 settembre Silvia Bernardocchi , moglie dello chef tristellato Giancarlo Perbellini . Si è spenta in mattinata, da tempo combatteva contro una lunga malattia affrontata accanto al marito e alla famiglia. Di professione commercialista, Silvia era molto più che la compagna di vita dello chef veronese : negli anni aveva avuto un ruolo centrale anche nella crescita imprenditoriale del gruppo Perbellini, occupandosi della gestione economica e accompagnando Giancarlo nelle decisioni più importanti. Lo stesso chef, quando nel novembre 2024 aveva conquistato la terza stella Michelin con Casa Perbellini 12 Apostoli , aveva dedicato a lei il traguardo, ringraziandola pubblicamente dal palco. A lei lo chef ha dedicato anche uno dei menù degustazione del ristorante tristellato. Nello stesso anno in cui il marito veniva premiato dalla Michelin , Silvia Bernardocchi Perbellini aveva scopeto di avere un colangiocarcinoma, tumore raro delle vie biliari. “E’ una montagna ripidissima che saliremo assieme”, aveva detto al Corriere del Veneto a dicembre 2025 . Da Verona era stata indirizzata a Padova, dove aveva affrontato un intervento durato 12 ore nel quale le era stato asportato il 60 per cento del fegato . Da quel percorso era nata la consapevolezza di quanto, davanti a una patologia poco conosciuta, fosse importante trovare rapidamente informazioni corrette e sapere a chi rivolgersi. È su questa necessità che si inserisce l’attività della Fondazione Colangiocarcinoma Ets , nata a Padova nel 2025 per sostenere la ricerca sulle patologie delle vie biliari e offrire un punto di riferimento a chi riceve una diagnosi spesso difficile anche solo da comprendere e affrontare. L’idea era nata dal professor Enrico Gringeri , chirurgo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme alla manager Giorgia Scognamiglio. Silvia Bernardocchi Perbellini ne era la vicepresidente. “È fondamentale sapere dove andare subito, appena qualcosa non torna. Arrivare nei centri giusti fa la differenza. La prevenzione, per me, è soprattutto informazione ”, aveva raccontato. “Quando ho realizzato quanto poco si sappia di questo tumore e quanto sia difficile capire da dove partire” è nato il passaggio verso l’impegno nella Fondazione. “Sapere quali passi fare, come organizzare anche le cose pratiche: un alloggio, un viaggio. La Fondazione vuole dare risposte a tutto questo”, aveva aggiunto. E parlando di un evento organizzato a dicembre nei ristoranti del gruppo che fa capo al marito Giancarlo Perbellini in cui parte del ricavato della serata andava alla Fondazione aveva detto: “Se anche cinque persone in più sapranno dove rivolgersi, avremo portato luce”.
Morta Silvia Bernardocchi, moglie dello chef Perbellini. Lui le aveva dedicato le Tre stelle
È morta mercoledì 30 settembre Silvia Bernardocchi , moglie dello chef tristellato Giancarlo Perbellini . Si è spenta in mattinata, da tempo combatteva contro una lunga malattia affrontata accanto al marito e alla famiglia. Di professione commercialista, Silvia era molto più che la compagna di vita dello chef veronese : negli anni aveva avuto un ruolo centrale anche nella crescita imprenditoriale del gruppo Perbellini, occupandosi della gestione economica e accompagnando Giancarlo nelle decisioni più importanti. Lo stesso chef, quando nel novembre 2024 aveva conquistato la terza stella Michelin con Casa Perbellini 12 Apostoli , aveva dedicato a lei il traguardo, ringraziandola pubblicamente dal palco. A lei lo chef ha dedicato anche uno dei menù degustazione del ristorante tristellato. Nello stesso anno in cui il marito veniva premiato dalla Michelin , Silvia Bernardocchi Perbellini aveva scopeto di avere un colangiocarcinoma, tumore raro delle vie biliari. “E’ una montagna ripidissima che saliremo assieme”, aveva detto al Corriere del Veneto a dicembre 2025 . Da Verona era stata indirizzata a Padova, dove aveva affrontato un intervento durato 12 ore nel quale le era stato asportato il 60 per cento del fegato . Da quel percorso era nata la consapevolezza di quanto, davanti a una patologia poco conosciuta, fosse importante trovare rapidamente informazioni corrette e sapere a chi rivolgersi. È su questa necessità che si inserisce l’attività della Fondazione Colangiocarcinoma Ets , nata a Padova nel 2025 per sostenere la ricerca sulle patologie delle vie biliari e offrire un punto di riferimento a chi riceve una diagnosi spesso difficile anche solo da comprendere e affrontare. L’idea era nata dal professor Enrico Gringeri , chirurgo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, insieme alla manager Giorgia Scognamiglio. Silvia Bernardocchi Perbellini ne era la vicepresidente. “È fondamentale sapere dove andare subito, appena qualcosa non torna. Arrivare nei centri giusti fa la differenza. La prevenzione, per me, è soprattutto informazione ”, aveva raccontato. “Quando ho realizzato quanto poco si sappia di questo tumore e quanto sia difficile capire da dove partire” è nato il passaggio verso l’impegno nella Fondazione. “Sapere quali passi fare, come organizzare anche le cose pratiche: un alloggio, un viaggio. La Fondazione vuole dare risposte a tutto questo”, aveva aggiunto. E parlando di un evento organizzato a dicembre nei ristoranti del gruppo che fa capo al marito Giancarlo Perbellini in cui parte del ricavato della serata andava alla Fondazione aveva detto: “Se anche cinque persone in più sapranno dove rivolgersi, avremo portato luce”.

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