«Ciao Sandro e grazie per l'eredità che ci lasci, per il ricordo del tuo stile, della determinazione e della tua caparbietà. Grazie per i gol bellissimi che ci hanno fatto gioire». Cosi l'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti ha ricordato Sandro Mazzola , con una lettera letta da monsignor Carlo Faccendini , abate della basilica di Sant'Ambrogio, durante il funerali della leggenda nerazzurra. «Raggiungi - si legge ancora - i campioni della grande Inter del cui prestigio godiamo ancora adesso. Troverai la pace dopo una vita tanto intensa e noi non ti scorderemo mai. Un bacio, Massimo Moratti». Si è seduto in prima fila per salutare Sandro per un’ultima volta. Poi ha lasciato la basilica di Sant’Ambrogio da una uscita secondaria, con le sue gambe seppur a fatica dopo il periodo complicato del ricovero per polmonite affrontato nell'autunno del 2025. Presidente, non è voluto mancare. Durante la messa è stato letto un suo messaggio con tanti grazie. «Sì erano grazie sinceri. Un grazie anche per tutta la sua carriera, per tutto quello che ha fatto e lasciato al calcio, non soltanto all’Inter». C’è un episodio che ricorda in maniera particolare? «Io mi ricordo la felicità di Sandro dopo la partita di Madrid. Gli occhi veloci, rapidi, con cui faceva capire tutta la sua gioia per aver fatto un dispetto alla più grande squadra del mondo. E quindi un momento bellissimo che ricorderò sempre». Le spiace aver visto il gruppetto di tifosi juventini girargli le spalle? «Non ne parliamo, è una cosa pessima».