«Fedeli alla propria missione editoriale, le puntate di "Filorosso" metteranno al centro le questioni di maggiore interesse per l’opinione pubblica». Così recita il comunicato Rai per il lancio autunnale del programma condotto da Antonino Monteleone, con bretelle, saccenza e inadeguatezza d’ordinanza. Ma quali sarebbero queste questioni di «maggiore interesse»? Presto detto: il caso Lavitola-Ranucci e Garlasco. Ancora? Sì, ancora. Perché ormai la tv sembra aver stabilito che l’opinione pubblica non abbia tanto bisogno di sapere che cosa è successo, quanto di non smettere mai di sospettare che sia successo qualcos’altro. Garlasco appartiene al grande repertorio della curiosità morbosa. In ogni comunità televisiva esistono persone per le quali un omicidio rappresenta un’esperienza di massimo interesse e la scena del delitto un luogo quasi turistico. Sono gli eredi di quel pubblico che, nel Settecento, accorreva alle impiccagioni: oggi niente patibolo, naturalmente, ma telecamere, plastici, esperti e primi piani. La pena capitale è stata sostituita dalla pena televisiva dell’eterno approfondimento. Lavitola-Ranucci è invece il delitto perfetto per un’altra ragione: non è soltanto una vicenda di cronaca, ma una storia di relazioni, potere, telefonate, intercettazioni, retroscena. Qui la domanda non è «chi è l’assassino?», ma chi sa qualcosa che noi non sappiamo? E soprattutto: chi ci sta nascondendo qualcosa? Credo che nei programmi Rai ci sia anche una componente di resa dei conti. È questo il filo rosso che unisce due casi così diversi. Non la cronaca, ma l’incertezza. Garlasco e Lavitola-Ranucci consentono alla televisione di abitare indefinitamente quella zona grigia in cui un’ipotesi può essere discussa, smentita, rilanciata e poi nuovamente discussa. Dove la giustizia deve arrivare a una conclusione, il talk show trova la sua ragione d’essere proprio nel rinviarla. Il vero oggetto del racconto, allora , non è più il delitto né l’attentato. È il bisogno collettivo di non archiviare nulla. Perché un caso chiuso produce una risposta; un caso aperto produce ospiti. Il rischio è che il retequattrismo, trasferito in Rai, non faccia più informazione: faccia ossessione.