Meta ha presentato Muse , il suo assistente personale basato sull'intelligenza artificiale, riservato per ora agli utenti maggiorenni negli Stati Uniti. È uno dei primi tentativi di un colosso tecnologico di portare su larga scala quelli che in gergo si chiamano «agenti»: sistemi che, a differenza dei chatbot, non si limitano a recuperare informazioni ma svolgono compiti in autonomia per conto dell'utente. Muse si comanda a voce o per iscritto , attraverso un'app dedicata oppure via WhatsApp. Può inviare una mail, prenotare un volo o un tavolo al ristorante, completare un acquisto online. Nel post di lancio gli esempi vanno dal programma di allenamento annuale per perdere peso, all'avvio di una piccola impresa, fino a compiti in cui l'agente promette di ottenere risultati migliori con meno fatica: vendere l'auto a un prezzo più alto, far abbassare una bolletta. «Una volta che la persona condivide un obiettivo, Muse la aiuta a sviluppare un piano personalizzato e a coordinare tempo e risorse, poi porta avanti il lavoro da solo», si legge nel blog aziendale. «Può aprire un browser, compilare moduli e negoziare per suo conto». Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha descritto Muse come l'innovazione di Meta, che lavora «24 ore su 24, 7 giorni su 7 per conto dell'utente, aiutandolo a raggiungere i propri obiettivi e a migliorare la vita, la salute, le relazioni e le finanze». Muse si collega alle altre piattaforme del gruppo, Instagram e Facebook, da cui ricava informazioni sull'utente, ed è compatibile con servizi di terze parti come Gmail, Spotify, Ticketmaster, OpenTable, Shopify e Stripe. Chi autorizza l'accesso a OpenTable o Ticketmaster può ricevere segnalazioni su concerti o disponibilità nei ristoranti e prenotare con un clic. Per pagare, Muse usa Link, il portafoglio di Stripe, che genera a ogni acquisto un numero di carta usa e getta: le coordinate reali dell'utente non circolano in rete.   Secondo Meta, Muse è il primo agente basato sull'intelligenza artificiale a essere coperto dalle garanzie e dalla politica di reso di Stripe , nel caso in cui commetta un errore di acquisto. Meta stessa ammette che «l'agente può commettere errori» , ma è stato disegnato per «aiutare l'utente a mantenere il controllo senza sommergerlo». L'azienda della Silicon Valley ha inoltre creato un programma che permette agli utenti di segnalare bug in Muse e poter ricevere una ricompensa.  L'app è disponibile su iOS, Android e sul web all'indirizzo muse.ai, gratuita fino a 100 milioni di token a settimana; chi consuma di più passa agli abbonamenti da 20 o 100 dollari al mese. La versione su WhatsApp non include il feed né lo strumento di suggerimenti. All'agente si possono assegnare un nome e un avatar personalizzati.  Dentro l'app non c'è pubblicità , ha detto ad Axios Alexandr Wang , 29 anni, responsabile dell'intelligenza artificiale di Meta che Zuckerberg ha assunto la scorsa estate,  ma il gruppo sta valutando ricavi legati agli acquisti che l'agente conclude, senza precisare in che forma. Meta ha dichiarato che i dati personali raccolti da Muse sono archiviati in modo sicuro sui suoi server cloud e hardware.  Muse gira su Muse Secure VM, una macchina virtuale isolata, con browser, memoria e archiviazione propri, che ospita sia l'agente sia i dati dell'utente. Sulla stessa macchina lavora un secondo agente, Sentinel, che deve approvare ogni azione e ogni dato in uscita verso la rete e sollecita il permesso dell'utente per le operazioni più delicate, dall'invio di una mail al pagamento. Un insieme di classificatori è dedicato a intercettare le cosiddette prompt injection , le istruzioni malevole nascoste nelle pagine web.  Finora Meta ha avuto alti e bassi nei suoi prodotti. Sono stati venduti milioni di occhiali con intelligenza artificiale , ma oggi i Meta AI glasses sollevano  grand i preoccupazioni in materia di privacy , tanto che sono stati vietati in diversi locali nel Regno Unito. Nel luglio scorso l'azienda ha rimosso il suo generatore di immagini basato sull'AI per Instagram dopo le critiche relative a copyright e sicurezza.  Muse è tra i primi prodotti di consumo usciti da Meta Superintelligence Labs, la divisione creata lo scorso anno per recuperare terreno. È alimentato da Muse Spark , il modello presentato in aprile e il primo sviluppato sotto la guida di Wang. Muse Spark resta però dietro ai modelli di punta di Anthropic e OpenAI, che negli ultimi mesi hanno accelerato proprio sul fronte degli agenti. Meta conta di rispondere già il mese prossimo con un modello più potente, noto internamente con il nome in codice Watermelon, e di integrare l'assistente nei propri occhiali intelligenti.