Tornare a scegliere il parlamentare «è una grande vittoria», è ovvio che «se non c'è la fiducia al governo ne dovremmo prendere atto». Lo dice la premier Giorgia Meloni, ospite di `Cinque minuti´ su Raiuno, parlando della riforma della legge elettorale e del passaggio alla Camera.  «Io non credo che ci si possa cucire addosso le leggi elettorali, perché la gente ti vota se ti vuole votare, se non ti vuole votare, non c'è legge elettorale che tenga. Solo che nel tentativo di vincere delle elezioni, quando la gente non ti vuole votare, ti giochi pure la faccia, che è comunque la cosa più preziosa che abbiamo». Sul tetto agli stranieri in classe, Meloni ha commentato le parole del capo dello Stato Mattarella: «Quando il presidente della Repubblica era ministro dell'Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe, è una misura di buonsenso. Mi pare sia giusto portarla avanti», ricorda la premier. «Non credo che il Presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto- aggiunge Meloni- nel senso che io chiaramente ho letto questa interpretazione delle parole di ieri del Presidente della Repubblica che erano delle parole per contestare l'iniziativa del governo» sulla limitazioni degli studenti stranieri in classe, «ma personalmente non la leggo così. Non la leggo così perché il Presidente della Repubblica, per l'appunto, dice che la scuola deve non creare ghetti». Per Meloni «il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire un ghetto. Il Presidente della Repubblica parla di superare le incomunicabilità e qual è la base per superare l'incomunicabilità? E' la lingua. Tant'è che noi parliamo, appunto, di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua. E, tra l'altro, voglio dire, oggi lo hanno scritto diversi quotidiani, il Presidente della Repubblica quando era Ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che, più o meno anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso. E io quindi, mi pare che sia giusto, buon senso», conclude la premier. Legato al tema stranieri in classe c'è quello del burqa a scuola, su cui il governo ha stabilito, rivendica Meloni, «norme di buonsenso che servono anche per un fatto di sicurezza», provvedimenti «simili che vietano di presentarsi con il volto coperto esistono in mezza Europa e in molti Stati islamici».  «Molti opinionisti del mondo islamico leggono questa misura» che «non ha nulla a che fare con la misura della discriminazione», afferma la presidente del Consiglio a `Porta a porta´. Sulla tenuta dei conti pubblici, la premier dice di essere «chiaramente dispiaciuta perché noi abbiamo fatto un lavoro da questo punto di vista molto complesso in questi anni che ci ha portato a diminuire il deficit. E quindi, insomma, è il classico " hai fatto trenta, eri molto vicino al trentuno".  Chiaramente, stare sotto il 3% ci avrebbe consentito in anticipo sulla tabella di marcia di uscire dalla procedura di infrazione, ma vuol dire che andremo avanti per quella che era la tabella di marcia» spiega Meloni commentando i dati diffusi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025 (3,1%) che non permetteranno all'Italia di uscire anticipatamentedalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. « Mi rammarica perché nella stessa giornata l'Istat dice anche che rivede le stime di crescita italiana del 2024. C'era stato un errore del 30%, accaduto tutti gli anni che dopo sono state riviste al rialzo. Non so se l'Istat sottostimi gli italiani o il governo ma sta accadendo. Mi spiacerebbe se questo accadesse anche tra due anni e dovessimo scoprire che stavamo sotto il 3% e le stime erano troppo prudenti», ha aggiunto la premier.  Meloni ha anche difeso la scelta di abolire il bollo auto: «Le regioni sanno benissimo che la misura non viene pagata dalle regioni che vengono rimborsate dallo Stato. Niente viene tagliato alla sanità regionale. E se i presidenti delle Regioni della sinistra ritengono che questa misura sia così vergognosa, possono sempre decidere di non aderire, rifiutare il contributo dello Stato e far pagare il bollo. Ma temo che non lo faranno. Giustamente, spero non lo faranno».  Ma la chiusura al centro sinistra non è totale: «Sono disposto ad approfondire le proposte dell'opposizione» e della segretaria del Pd Elly Schlein, in particolar modo su una materia come quella dell'energia. «Oggi il segretario del principale partito di opposizione», Elly Schlein , «è evidentemente un interlocutore naturale per me- dice Meloni-  ma non perché io scelga i miei interlocutori, ma perché io riconosco e rispetto gli interlocutori che i cittadini scelgono e in questo caso è ovviamente il segretario del partito di maggioranza relativa nell'opposizione è l'interlocutore naturale». Vannacci cavallo di troia della Russia? « Non ho elementi per sostenere una cosa del genere, non la sostengo- ha detto la presidente del consiglio - Ma alcune pagine rilanciate da Vannacci hanno usato argomenti proprio della più vergognosa propaganda russa contro di me, di avere una relazione col presidente ucraina o di fare uso di droghe. Quando ho trovato questi contenuti mi sono interrogata. Credo che sia legittimo aspettarsi da uno che si definisce patriota parole molto chiare. Accuse così infamanti contro chi rappresenta l'Italia sono accuse di fronte a cui un patriota alza la testa. Finora è rimasto in silenzio». Infine, il Sud Italia: «È complicato capire come si fa a portare questa misura in tutto il Paese», dice Meloni parlando del lavoro che ha intrapreso il governo «sull'estensione delle semplificazioni della Zes in tutta Italia»: «È una misura in dirittura d'arrivo e sono contento che la voteremo insieme al Pd» che «si è detto favorevole» alla norma.