Sergio Mattarella chiude la prima visita di Stato di un presidente italiano nel Principato di Monaco con un auspicio e un appello per la tutela del Mediterraneo, dalle cui acque sia Montecarlo che l'Italia sorgono: «Desideriamo che torni a essere un mare di civiltà e di unione, non più attraversato da crisi umanitarie particolarmente gravi». Sono le 11.30 al Museo Oceanografico , il principe Alberto II ha parlato dell'orgoglio dei monegaschi per la visita del capo dello Stato italiano e Mattarella ricambia sottolineando la forza dei legami «storici, secolari e intensissimi» tra i due Paesi, «rapporti che saranno nel tempo ulteriormente rafforzati». Sorvolando sulle ragioni fiscali per cui tanti imprenditori e star dello sport e dello spettacolo spostano qui la loro residenza, il presidente della Repubblica sottolinea quanto «intensi e crescenti» sono i rapporti economici e quanto forte e collaborativa è l'integrazione tra imprese italiane e monegasche. Nelle dichiarazioni congiunte alla stampa, Mattarella afferma di aver molto apprezzato la partecipazione della famiglia reale alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e ai Giochi del Mediterraneo e «l'impegno particolarmente rilevante» di Alberto II e della principessa Charlène per lo sviluppo e i valori dello sport. Presidente e sovrano hanno affrontato nei loro colloqui riservati la situazione internazionale attraversata da tensioni e conflitti e hanno convenuto sull'importanza del multilateralismo . «Siamo convinti che sia indispensabile e vada garantito per il corretto funzionamento della vita internazionale», rimarca Mattarella e parla della convergenza e della «piena sintonia» sui temi «della pace, della libertà, della pari dignità di ogni Stato, la tutela dello Stato di diritto e dei diritti umani». Il presidente ha anche espresso «grande apprezzamento per la rafforzata cooperazione fra i nostri Paesi in materia di contrasto alla criminalità organizzata economico-finanziaria», ricordando che ad aprile è stato firmato il Memorandum d’intesa con la Guardia di Finanza. Nel Museo oceanografico, voluto da Alberto I, il principe navigatore, il successore Alberto II ricorda la «gran gioia per la principessa Charlène, la mia famiglia e per me di aver accolto il Presidente nel Principato», ricordando i tanti italiani che vengono qui in visita regolarmente. «Molti scelgono di vivere a Monaco e la comunità italiana oramai conta un quinto della nostra popolazione». Il principe ricorda anche l’adesione recente del Principato alla comunità dei Paesi dove si parla l’italiano e «la visita un anno fa del ministro degli Esteri Antonio Tajani» che fu accolto da Alberto e Charlene. Ma il cuore va subito all’ambiente a quell’accordo Ramoge firmato proprio a Monaco cinquant’anni fa. E davvero il mare, il Mediterraneo deve tornare luogo di pace. Mattarella firma il libro degli ospiti lodando «il Museo Oceanografico, un’istituzione di inestimabile pregio scientifico e culturale» e sottolineando «l’impegno del Principato a difesa dell’ambiente». Prima di salutarsi, Mattarella ricorda la visita di Grace Kelly e del principe Ranieri a Roma e auspica di accogliere presto Alberto e Charlène in Italia: una visita di Stato nel segno di un «grande calore, grande amicizia» come ripete più volte Alberto. E’ la via per continuare assieme un percorso da costruttori di pace, in fondo anche ieri sera alla cena al Palazzo la sintonia personale e la stessa visione di un mondo improntato al «rispetto dei diritti» era evidente. Accanto al presidente Mattarella ieri e oggi la figlia Laura. Ieri sera al tavolo del ricevimento anche la principessa Caroline, musa del principato per la cultura. E prima di lasciare Monaco, Mattarella ha lodato il recital all’Opera di Monaco, protagonista Cecilia Bartoli, una delle italiane che portano alto il nome dell’Italia a Monaco.