Una corsa monumento, anzi «Monumental». Come la curva 12 sopraelevata, lunga 550 metri con inclinazione del 24%, simbolo del Madring, il nuovo circuito che sorge nell’area della fiera, vicino a Valdebebas, la cittadella del Real (e Mourinho, durante i test, si era lamentato per il rumore). Gli spagnoli sicuri: sarà un exito , un successo, dal 1981 la F1 non correva nella capitale, a Jarama, allora vinse Gilles Villeneuve. Un idolo ferrarista. A Monza il popolo rosso ha adottato Antonelli dopo la rimonta fenomenale . Kimi non ha ancora metabolizzato la portata dell’impresa, ma da lunedì ogni mattina si sveglia guardando le foto del podio e dei festeggiamenti («Gli spaghetti mangiati dalla coppa non erano i più buoni ma di sicuro i più speciali, mi sono anche portato via la bandiera tricolore, a ripensarci ho ancora i brividi»), dandosi la carica per affrontare un viaggio verso l’ignoto: « Al Mondiale non ci penso (guai a nominarlo, è superscaramantico, ndr), penso solo a divertirmi e a vincere il più possibile». Madrid sembra tostissima, quasi 5,5 chilometri infarciti di cambi di direzione velocissimi, di curve di ogni tipo, di muretti, di saliscendi, punti ciechi. I piloti dicono che assomigli a Gedda, il circuito cittadino più veloce del mondo, in Arabia Saudita, dove quest’anno non si è corso a causa della crisi in Medio Oriente (a proposito, a Imola iniziano i preparativi per ospitare il Gp finale del Mondiale, nel caso non si dovesse correre ad Abu Dhabi il 6 dicembre; la F1 si prenderà altro tempo per valutare la situazione). Insomma, una pista da brividi dove il margine di errore è minimo, le prove in F3 hanno prodotto numerosi incidenti: « Sarà la pista più difficile del calendario» ha spiegato Kimi, per i piloti ma anche per gli ingegneri. Carlos Sainz, il padrone di casa: «È un tracciato completamente diverso da tutti, ha carattere. Sembra un mix fra Gedda, Baku e Singapore». L’altro spagnolo, Fernando Alonso , punge la Ferrari: «Chiedetelo a loro com’è, visto che ci hanno girato prima di tutti». Il riferimento è al filming day effettuato a luglio da Leclerc e Hamilton. Ma a Maranello hanno altro per la mente, spegnere la tensione. Leclerc, che monterà un motore vecchio per precauzione dopo il botto di Monza, si prende le colpe : «Ho esagerato al via con Lewis e ne abbiamo parlato». Hamilton racconta il colloquio: «Faccia a faccia, io e lui: abbiamo risolto. E ho palato anche con Fred». Speriamo, il Madring non è posto da colpi di testa. E la Ferrari, dopo tre gare senza podio, non può permettersi altri guai.
Madrid da brividi, perché per molti piloti è la pista più difficile del Mondiale. La Ferrari non può permettersi altri guai
Una corsa monumento, anzi «Monumental». Come la curva 12 sopraelevata, lunga 550 metri con inclinazione del 24%, simbolo del Madring, il nuovo circuito che sorge nell’area della fiera, vicino a Valdebebas, la cittadella del Real (e Mourinho, durante i test, si era lamentato per il rumore). Gli spagnoli sicuri: sarà un exito , un successo, dal 1981 la F1 non correva nella capitale, a Jarama, allora vinse Gilles Villeneuve. Un idolo ferrarista. A Monza il popolo rosso ha adottato Antonelli dopo la rimonta fenomenale . Kimi non ha ancora metabolizzato la portata dell’impresa, ma da lunedì ogni mattina si sveglia guardando le foto del podio e dei festeggiamenti («Gli spaghetti mangiati dalla coppa non erano i più buoni ma di sicuro i più speciali, mi sono anche portato via la bandiera tricolore, a ripensarci ho ancora i brividi»), dandosi la carica per affrontare un viaggio verso l’ignoto: « Al Mondiale non ci penso (guai a nominarlo, è superscaramantico, ndr), penso solo a divertirmi e a vincere il più possibile». Madrid sembra tostissima, quasi 5,5 chilometri infarciti di cambi di direzione velocissimi, di curve di ogni tipo, di muretti, di saliscendi, punti ciechi. I piloti dicono che assomigli a Gedda, il circuito cittadino più veloce del mondo, in Arabia Saudita, dove quest’anno non si è corso a causa della crisi in Medio Oriente (a proposito, a Imola iniziano i preparativi per ospitare il Gp finale del Mondiale, nel caso non si dovesse correre ad Abu Dhabi il 6 dicembre; la F1 si prenderà altro tempo per valutare la situazione). Insomma, una pista da brividi dove il margine di errore è minimo, le prove in F3 hanno prodotto numerosi incidenti: « Sarà la pista più difficile del calendario» ha spiegato Kimi, per i piloti ma anche per gli ingegneri. Carlos Sainz, il padrone di casa: «È un tracciato completamente diverso da tutti, ha carattere. Sembra un mix fra Gedda, Baku e Singapore». L’altro spagnolo, Fernando Alonso , punge la Ferrari: «Chiedetelo a loro com’è, visto che ci hanno girato prima di tutti». Il riferimento è al filming day effettuato a luglio da Leclerc e Hamilton. Ma a Maranello hanno altro per la mente, spegnere la tensione. Leclerc, che monterà un motore vecchio per precauzione dopo il botto di Monza, si prende le colpe : «Ho esagerato al via con Lewis e ne abbiamo parlato». Hamilton racconta il colloquio: «Faccia a faccia, io e lui: abbiamo risolto. E ho palato anche con Fred». Speriamo, il Madring non è posto da colpi di testa. E la Ferrari, dopo tre gare senza podio, non può permettersi altri guai.

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