Ministro Francesco Lollobrigida, le opposizioni dicono che la sospensione del bollo per il 2027 è una mancia elettorale . «L’abolizione del bollo è un provvedimento che gli italiani evidentemente apprezzano e che il governo ha ritenuto di prendere in un momento di emergenza economica dovuta dal caro benzina. Serve a garantire le famiglie più deboli, evitando loro una tassa non simpatica, diciamo». Lei la chiama già «abolizione» perché renderete il provvedimento strutturale in manovra? «Questo dipenderà dal lavoro del mio ottimo collega Giancarlo Giorgetti , ma la presidente del Consiglio è stato chiara: ha parlato di scelta strutturale». Questa mossa, a fine legislatura, è la spia di un possibile voto anticipato in primavera ? «I provvedimenti del governo Meloni, fin dal primo giorno, sono stati sempre presi perché giusti: aiutano gli italiani e la nazione. Non certo per il consenso, che prescinde dal voto o meno anticipato. Anzi, mi consenta una battuta: se qualcuno non è d’accordo potremmo aprire un Iban ad hoc per le restituzioni della tassa. Nessuno gli impedirebbe di pagarla se gli piace così tanto». Ma sul voto anticipato in primavera non ha risposto: lo esclude? «Meloni in conferenza stampa è stata netta: vuole arrivare a fine mandato». La premier ha anche annunciato che metterete la fiducia sulla legge elettorale come atto estremo di chiarezza... «Se non dovesse passare la fiducia sarebbe un automatismo: il governo cadrebbe. Non lo dico io, lo dice la Costituzione». Certo, ma il governo porrà la questione di fiducia su una serie di articoli della legge e il voto finale sarà comunque segreto: se quest’ultimo non dovesse passare, affossando la legge, Meloni si dimetterà? «Non faccio l’astrologo. Ma sono molto fiducioso». Anche a luglio lo era, quando i franchi tiratori hanno impallinato l’emendamento sulle preferenze? «Allora c’erano delle avvisaglie di malessere». E se il malessere non fosse terminato? «Credo che questi mesi abbiano contribuito a sciogliere i dubbi di molti parlamentari». In queste ore c’è l’identikit del possibile franco tiratore: donna e poi — magari — che ha fatto almeno due legislature, ha maturato la pensione e rischia di non essere eletto. Le tornano questi ragionamenti? «Spero che non ci siano alla base delle scelte dei parlamentari calcoli di questa natura, confido al contrario nel sostegno a una legge in grado di garantire stabilità a chi vince le elezioni, con il ritorno delle preferenze e con l’indicazione del candidato premier da proporre poi al presidente Mattarella». Ma questa stabilità potrebbe essere minata dal mancato raggiungimento da parte dei due principali schieramenti del premio di maggioranza: sarebbe il colmo, non trova? «Se si votasse con la vecchia legge e le coalizioni si presentassero con la composizione annunciata non ci sarebbe alcuna possibilità di prevalere dall’una o dall’altra parte e l'Italia sarebbe destinata a rivedere governissimi con quasi tutti dentro come avvenuto per anni». Sondaggi alla mano, senza un accordo con Roberto Vannacci il centrodestra rischia di non arrivare al 42%. «Noi non abbiamo mai pensato di dover arrivare al governo per forza. Al contrario della sinistra che mette insieme tutto e poi si vedrà, noi vogliamo governare». Ritiene Vannacci non affidabile? « Lavora con le opposizioni contro il governo Meloni , ha votato la sfiducia in diverse occasioni minando la stabilità della nostra azione e rischiando di mandare a casa il primo governo di destra della storia repubblica: di cosa parliamo?». Se anche FdI confermasse o superasse il 26% del 2022, non è preoccupato dalla flessione dei suoi alleati, Lega e Forza Italia? «Nella vita bisogna essere pragmatici. Le prossime elezioni saranno un confronto tra due idee di Italia: la prima è stabile, ha abbassato le spread, ha tenuto i conti in ordine e si è fatta valere all’estero. L’altra è una somma di partiti senza ancora nemmeno un leader». Ricandiderete tutti i parlamentari uscenti? «Certo, chi vorrà potrà ricandidarsi».
Lollobrigida: «L'abolizione del bollo una scelta per le famiglie, non per il consenso. Vannacci? Lavora con le opposizioni»
Ministro Francesco Lollobrigida, le opposizioni dicono che la sospensione del bollo per il 2027 è una mancia elettorale . «L’abolizione del bollo è un provvedimento che gli italiani evidentemente apprezzano e che il governo ha ritenuto di prendere in un momento di emergenza economica dovuta dal caro benzina. Serve a garantire le famiglie più deboli, evitando loro una tassa non simpatica, diciamo». Lei la chiama già «abolizione» perché renderete il provvedimento strutturale in manovra? «Questo dipenderà dal lavoro del mio ottimo collega Giancarlo Giorgetti , ma la presidente del Consiglio è stato chiara: ha parlato di scelta strutturale». Questa mossa, a fine legislatura, è la spia di un possibile voto anticipato in primavera ? «I provvedimenti del governo Meloni, fin dal primo giorno, sono stati sempre presi perché giusti: aiutano gli italiani e la nazione. Non certo per il consenso, che prescinde dal voto o meno anticipato. Anzi, mi consenta una battuta: se qualcuno non è d’accordo potremmo aprire un Iban ad hoc per le restituzioni della tassa. Nessuno gli impedirebbe di pagarla se gli piace così tanto». Ma sul voto anticipato in primavera non ha risposto: lo esclude? «Meloni in conferenza stampa è stata netta: vuole arrivare a fine mandato». La premier ha anche annunciato che metterete la fiducia sulla legge elettorale come atto estremo di chiarezza... «Se non dovesse passare la fiducia sarebbe un automatismo: il governo cadrebbe. Non lo dico io, lo dice la Costituzione». Certo, ma il governo porrà la questione di fiducia su una serie di articoli della legge e il voto finale sarà comunque segreto: se quest’ultimo non dovesse passare, affossando la legge, Meloni si dimetterà? «Non faccio l’astrologo. Ma sono molto fiducioso». Anche a luglio lo era, quando i franchi tiratori hanno impallinato l’emendamento sulle preferenze? «Allora c’erano delle avvisaglie di malessere». E se il malessere non fosse terminato? «Credo che questi mesi abbiano contribuito a sciogliere i dubbi di molti parlamentari». In queste ore c’è l’identikit del possibile franco tiratore: donna e poi — magari — che ha fatto almeno due legislature, ha maturato la pensione e rischia di non essere eletto. Le tornano questi ragionamenti? «Spero che non ci siano alla base delle scelte dei parlamentari calcoli di questa natura, confido al contrario nel sostegno a una legge in grado di garantire stabilità a chi vince le elezioni, con il ritorno delle preferenze e con l’indicazione del candidato premier da proporre poi al presidente Mattarella». Ma questa stabilità potrebbe essere minata dal mancato raggiungimento da parte dei due principali schieramenti del premio di maggioranza: sarebbe il colmo, non trova? «Se si votasse con la vecchia legge e le coalizioni si presentassero con la composizione annunciata non ci sarebbe alcuna possibilità di prevalere dall’una o dall’altra parte e l'Italia sarebbe destinata a rivedere governissimi con quasi tutti dentro come avvenuto per anni». Sondaggi alla mano, senza un accordo con Roberto Vannacci il centrodestra rischia di non arrivare al 42%. «Noi non abbiamo mai pensato di dover arrivare al governo per forza. Al contrario della sinistra che mette insieme tutto e poi si vedrà, noi vogliamo governare». Ritiene Vannacci non affidabile? « Lavora con le opposizioni contro il governo Meloni , ha votato la sfiducia in diverse occasioni minando la stabilità della nostra azione e rischiando di mandare a casa il primo governo di destra della storia repubblica: di cosa parliamo?». Se anche FdI confermasse o superasse il 26% del 2022, non è preoccupato dalla flessione dei suoi alleati, Lega e Forza Italia? «Nella vita bisogna essere pragmatici. Le prossime elezioni saranno un confronto tra due idee di Italia: la prima è stabile, ha abbassato le spread, ha tenuto i conti in ordine e si è fatta valere all’estero. L’altra è una somma di partiti senza ancora nemmeno un leader». Ricandiderete tutti i parlamentari uscenti? «Certo, chi vorrà potrà ricandidarsi».

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