DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE -  Con una mano Matteo Renzi picchia a sinistra, sulla sicurezza: «Voglio Enzo De Luca in prima fila nella campagna elettorale». E con l’altra stringe i bulloni del suo asse con Elly Schlein , che è passata al contrattacco di Giuseppe Conte , cioè colui che vorrebbe Italia viva fuori dal Campo largo. Il palco della Leopolda , giunta alla 14esima edizione, rimanda simbolicamente all’isola di Itaca e al viaggio di Ulisse, con un’installazione a forma di vascello. Politica epica? Una specie. Perché il pienone della prima giornata lo incassa uno come De Luca, il «sindaco-sceriffo» tornato a Salerno , che alterna stilettate alla propria parte politica, parlando in maniera schietta, ma regalando anche citazioni di Epitteto in greco antico , rivolgendosi ai tanti giovani presenti in sala. «Per quello che non ha fatto il governo, che anche sulla sicurezza non ha fatto niente, l’opposizione dovrebbe essere al 65%... — incalza De Luca —. Com’è possibile che, dopo il rinnovo della segreteria, il Pd sia ancora tra il 19 e il 21% e non si riesca ad avere una capacità espansiva? ». Palla alzata a Renzi: «Enzo ha un caratterino, però è uno che serve al centrosinistra. Quando c’è la campagna elettorale io voglio vedere un confronto sulla sicurezza tra De Luca, Salvini o Piantedosi . E perciò vorrei che Enzo fosse protagonista, per dire che sulla sicurezza la destra ha raccontato palle ». Dal leader di Italia viva, poi, parole al miele per la segretaria del Pd : «Credo abbia detto una cosa naturale e di buonsenso», per aver rintuzzato il capo del M5S dicendogli che  "Noi siamo il primo partito della coalizione e abbiamo il doppio dei voti delle altre forze della coalizione" ». «Il Pd ha un peso maggiore rispetto agli altri: penso che questo sia giusto — aggiunge Renzi —. E le dichiarazioni di Schlein sono accompagnate comunque da un gesto di generosità, perché lei dice: “Io ho più voti di tutti, ma sono disponibile a fare le primarie”».  Un’alleanza complicata, quella con i 5 Stelle, che al posto di Renzi, come centrista, preferirebbero di gran lunga Alessandro Onorato . «La foto con Bonelli, Conte e Fratoianni ? Non è propriamente nei miei sogni segreti — scherza l’ex premier —, per noi a quel tavolo ci andrà Maria Elena Boschi , che in foto viene anche molto meglio di come possa venire io». Sul palco sale poi il sindaco di Udine, Alberto De Toni , che racconta della sua alleanza stile Arca di Noè per battere il centrodestra. E quello di Cagliari, Massimo Zedda , che si confronta con i giovani di Meritare l’Europa, la scuola di politica dei renziani. In sala, per pungolare il leader di Forza Italia sulla polemica delle donne con la «gonna corta» , si fotografa il «Tajanometro»: un cartonato con il volto del vicepremier per misurare appunto la lunghezza della propria gonna e il conseguente grado di «affidabilità», che va da «scandalosa» a «da sposare» . La cena è preparata dal Tortellante , l’associazione di Modena che forma e dà lavoro a persone autistiche, che, assistite da un gruppo di nonne, imparano a produrre tortellini. A tarda sera c’è anche l’intervento di Andrea Stroppa , giovane (e discusso) braccio operativo di Elon Musk in Italia, che aveva conquistato i primi sprazzi di visibilità proprio alle prime edizioni della Leopolda. A Firenze, sabato, gli ospiti di punta saranno Mario Calabresi e Giorgio Gori . Il giornalista, in campo ufficiosamente come candidato sindaco del centrosinistra a Milano, è molto stimato dall’ex premier. Mentre per l’eurodeputato riformista del Pd sarà un ritorno nella sua vecchia casa. Domenica toccherà infine a Stefano Bonaccini , presidente del Pd e già «militante» leopoldino. Mentre la chiusura toccherà a Renzi, che ribadirà anche la sua posizione sull’Ucraina , principale punto di scontro con i 5 Stelle.