Un’aggressione pianificata nei dettagli. Tanto che il coltello con cui avrebbe dovuto colpire la sua professoressa di italiano era stato preventivamente nascosto — proprio per essere usato all’indomani — in un bagno al secondo piano della scuola, l’istituto comprensivo Nicotera-Costabile di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Senonché lo studente da qualche giorno aveva annunciato le sue intenzioni, sia confidandole ad altri compagni di classe, sia scrivendolo in chat, su Telegram. Addirittura apparendo in un video. Fatti riferiti da qualcuno di questi ragazzi ai genitori. Che senza perdere tempo, hanno avvertito i carabinieri, intervenuti martedì a casa dal ragazzo, un 14enne dal percorso scolastico piuttosto tribolato, con due bocciature, e contemporaneamente alla Nicotera-Costabile, dove è stata sequestrata l’arma bianca. Prima che venisse usata.    Un fatto che ricalca in modo impressionante quanto accaduto venerdì a Roma, quando un’altra insegnante di Lettere, Isabella Marsilio, è stata accoltellata alla Verga, quartiere Centocelle , da uno studente 13enne che, elmetto da softair in testa e cellulare in mano per la diretta social, l’ha assalita con un coltello. Se le ferite sono state lievi è solo grazie all’intervento di un coetaneo di origine congolese riuscito a disarmare l’aggressore. L’ipotesi degli investigatori, piuttosto concreta, è che a Lamezia l’emulazione abbia giocato un ruolo importante. Con gli altri, il ragazzo avrebbe fatto riferimenti espliciti all’accaduto di Centocelle. Non solo. Su Telegram avrebbe postato la foto di un casco, oltre a quella del coltello. Parlando al Corriere della Calabria, l’insegnante ha detto che nulla, nel comportamento precedente in classe, le aveva fatto immaginare che quel suo studente avrebbe potuto colpirla: «tutto è stato totalmente inaspettato. Ora? Sono scossa». L’adolescente, origini nordafricane, «non ha mai manifestato niente nei miei confronti, né nei confronti dei ragazzi. Nessuna reazione violenta o scomposta». Quanto alla bocciatura dello scorso giugno, forse alla base del risentimento, «è stata una decisione del consiglio di classe perché andava male in tutte le materie, non solo con me», precisa la docente. Il quattordicenne «aveva già ripetuto la seconda media in un altro istituto. Poi da noi è stato nuovamente bocciato». Lo studente è stato denunciato alla Procura dei minorenni e il suo cellulare, assieme ad altro materiale tra cui gli abiti indossati durante il video, è stato sequestrato. Anche in questo caso, come in quello a Roma, i carabinieri vogliono approfondire il contenuto apparso su Telegram : c’è da capire se quella fosse una chat tra amici o se qualcuno vi fosse entrato con il fine dell’istigazione. «I ragazzi non si sono voltati dall’altra parte, — riflette Maria Angela Bilotti, la dirigente della scuola —, ha funzionato la rete, soprattutto dei compagni. Che hanno avvertito subito un adulto. E così è scattata la protezione».