DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - La difesa di un oligarca russo in cambio della liberazione di prigionieri? Questa potrebbe essere la ragione dell’ inusuale stop alle sanzioni contro personalità vicine al Cremlino. La Francia ha chiesto e ottenuto il rinvio di una settimana del rinnovo delle sanzioni europee contro circa 3.000 persone e società russe, accusate di sostenere lo sforzo di guerra contro l’Ucraina . Questo regime di sanzioni deve essere rinnovato ogni sei mesi, che scadono mercoledì 16 settembre. Dopo una serie di discussioni senza un accordo, in particolare per l’opposizione della Francia, i 27 hanno deciso di darsi un’altra settimana di tempo e di negoziare fino a lunedì prossimo. La posizione di Parigi è sorprendente, visto che dall’inizio della guerra in Ucraina la Francia si trova in prima linea per sostenere Kiev contro la Russia e per rafforzare le sanzioni contro gli uomini vicini al Cremlino. Ma in questo caso Parigi evoca non meglio precisate «ragioni di sicurezza nazionale» per chiedere che l’oligarca russo Alisher Usmanov venga tolto dalla lista e risparmiato dalle sanzioni . Il Quai d’Orsay si è finora rifiutato di dare spiegazioni, ma secondo il Financial Times l’improvvisa difesa di Usmanov farebbe parte di una complessa manovra per ottenere la liberazione di alcuni cittadini francesi tenuti prigionieri in Azerbaijan. Nella scheda della direzione generale del Tesoro francese, Alisher Usmanov viene indicato come nato il 9 settembre 1953 a Tchoust, nell’Uzbekistan allora parte dell’Unione sovietica, e definito come «uomo d’affari russo influente con interessi nei settori del ferro e dell’acciaio, dei media, delle telecomunicazioni e di Internet». E ancora: «Alisher Usmanov intrattiene legami particolarmente stretti con il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin. È considerato uno degli uomini d’affari ufficiali della Russia incaricati di gestire i flussi finanziari, ma la cui posizione dipende dalla volontà del presidente. Usmanov è noto per aver agito per conto del presidente della Federazione Russa nell’ambito di una serie di accordi commerciali di rilevanza politica e strategica. Intrattiene inoltre stretti legami con Dmitrij Medvedev , ex presidente e primo ministro della Russia, il quale ha beneficiato dell’uso personale di residenze di lusso controllate da Usmanov». Una descrizione che ne fa il perfetto destinatario delle sanzioni europee. Eppure la Francia si è attivata per toglierlo dalla lista , ottenendo l’appoggio della Slovacchia, il Paese europeo più attento agli interessi russi, soprattutto dopo l’addio al potere di Viktor Orban in Ungheria. Una fonte diplomatica francese a Bruxelles ha detto che «la Francia è uno dei Paesi più impegnati nell’aumentare la pressione, con tutti i mezzi possibili, sulla macchina da guerra russa, e nel fornire supporto all’Ucraina. C’è però una specifica ragione di sicurezza nazionale che ci spinge a rispondere positivamente ai partner internazionali che ci hanno avvicinato riguardo al signor Usmanov». Togliere Usmanov dalla lista degli individui sotto sanzioni farebbe parte di uno scambio grazie al quale Parigi potrebbe ottenere la liberazione di alcuni cittadini francesi detenuti in Azerbaidjan, tra i quali l’imprenditore francese Martin Ryan , arrestato nel 2023 e condannato a 10 anni di carcere per spionaggio a favore della Francia. Un portavoce dell’attuale presidenza irlandese dell’Unione europea ha dichiarato che «le consultazioni continuano e ci saranno nuove discussioni» per arrivare a un accordo sulla lista. Secondo una fonte diplomatica europea citata dal Financial Times , «togliere Usmanov dalla lista significherebbe non solo premiare la Russia, ma anche premiare chi imprigiona cittadini europei».