Questo testo è stato inizialmente pubblicato sulla newsletter  «Animali» del Corriere della Sera. Per riceverla gratuitamente via mail tutti i venerdì mattina è sufficiente iscriversi QUI .   *** Domenica 4 ottobre si celebra, come ogni anno, la ricorrenza di San Francesco d'Assisi . Da quest'anno, nel nostro Paese, la giornata torna ad essere festa nazionale . San Francesco del resto è il patrono d'Italia, per chi ha la fede e il culto dei santi. Ma è anche il simbolo universalmente riconosciuto di un amore spirituale per la natura in cui tutti si possono identificare e che fa sì che proprio in questa data si celebrino, a livello mondiale, gli animali. Non sappiamo dire se davvero San Francesco sia stato il primo animalista della storia , come a molti piace vederlo. E non sappiamo neppure se il suo approccio alla natura fosse animato da un forte spirito di empatia nei confronti degli animali o se la sua azione fosse soprattutto un tributo a Dio , creatore della vita in tutte le sue manifestazioni. Quello che è certo è che dalla sua opera e dalle sue parole sono arrivati fino a noi insegnamenti che rendono noi esseri umani parte del Creato e non padroni dello stesso . «Creature tra le creature», come ripeteva il poverello, dando piena dignità anche a quelli che oggi definiremmo gli «altri» animali, visto che sappiamo scientificamente che anche noi apparteniamo allo stesso regno, quello di Animalia. È tuttavia un segnale importante la celebrazione di San Francesco come festa nazionale, a prescindere anche dalle motivazioni che hanno indotto il governo a stabilirne il nuovo status. Perché nell'immaginario comune è ormai il giorno dedicato agli animali, essendo appunto il giorno di San Francesco . La festa religiosa e il sentimento per gli animali - che sia quest'ultimo religioso o laico - convivono ormai in un tutt'uno. E quindi domenica si celebreranno entrambi, nelle chiese e nella società. Molte iniziative, celebrazioni e eventi, sono previsti per il 4 ottobre. Alcuni sono animati da puro afflato nei confronti della natura e quella sarà una giornata speciale per ribadirlo. Altri hanno invece un risvolto più commerciale o propagandistico . Anche a questo giro, per dire, sono arrivati in redazione diversi comunicati stampa e segnalazioni di eventi, iniziative, vademecum, decaloghi, suggerimenti su come vivere al meglio il rapporto con gli animali, in particolare quelli domestici, promossi da questa o quell'altra azienda. Nel nostro canale però non li troverete. Noi di Corriere Animali questa speciale giornata la celebreremo a modo nostro, come sempre, considerandola non «il» giorno degli animali e della natura, bensì uno dei 365 giorni dell'anno in cui rivolgiamo loro la nostra attenzione . Il giorno degli animali, insomma, per noi è tutti i giorni.  Avevamo detto e scritto la stessa cosa a fine agosto, a proposito della cosiddetta «Giornata mondiale del cane». E lo faremo il 17 febbraio, per quella del gatto. Ma ogni animale, ogni creatura per dirla francescanamente, ha la propria dignità di essere vivente e quindi lo stesso ragionamento potremmo farlo per qualunque specie a cui le associazioni animaliste (o qualche genio del marketing) hanno di volta in volta dedicato una data. In occasione di questo 4 ottobre vogliamo però ricordare un animaletto per noi speciale, il gatto Milo , che fu protagonista di una nostra fortunata rubrica e poi di una trilogia di libri di grande successo scritti dalla sua mamma umana, la giornalista Costanza Rizzacasa d'Orsogna . Milo torna in questi giorni in libreria, anche se lui fisicamente non c'è più: ci ha lasciati il 22 marzo di due anni fa. Ci torna con il racconto che di lui, della sua perdita, fa Costanza nel suo nuovo lavoro per l'editrice Solferino: « Quando le cose si rompono ». Nel libro ci sono la morte di Milo, il dolore di Costanza, la necessità di affrontarlo e di andare avanti. Uno strazio che sembra inesauribile, un vuoto che appare incolmabile, un futuro che sembra senza prospettive anche per la concomitanza di altre sfide che la vita he messo contemporaneamente di fronte all'autrice, la voglia di chiudere ogni contatto con il mondo esterno che tutto questo sembra non riuscire a capirlo. Ma le ferite possono guarire, anche se le cicatrici restano , e la vita può andare avanti. In Giappone si pratica il kintsugi , l'antica arte di riparare oggetti preziosi con colate d'oro che non nascondono ferite e cicatrici ma le mettono in evidenza, considerando il dolore una parte della vita. O, per dirla con Costanza, il dolore di oggi è conseguenza della felicità di ieri, non ci sarebbe il primo senza la seconda. «È stato il monaco Ryojun a dirmi che il dolore non va respinto, ma accolto e attraversato - spiega l'autrice nella quarta di copertina -. E che dove c'è ombra c'è anche luce». A Milo è dedicato anche un premio letterario promosso dall' Enpa (Ente nazionale protezione animali) e dalla stessa Rizzacasa d'Orsogna, affinché l'esempio di questo gattino disabile - era affetto dalla nascita da una malattia neurologica che gli impediva di coordinare bene i movimenti -, che ha saputo affrontare e superare le sfide della vita, possa essere d'esempio e di motivazione per chi è oggi alle prese con le proprie. Anche noi di Corriere Animali vi prendiamo parte, partecipando alla selezione dei testi migliori e ospitando i racconti vincitori. La terza edizione del Premio Milo , con le nuove modalità di partecipazione, l'annunceremo ufficialmente domenica. Ci fa estremamente piacere dedicare a Milo la «Giornata degli animali» di quest'anno, proprio nell'anno in cui la stessa ha assunto il rango di festa nazionale e nei giorni in cui il nuovo libro di Costanza ci spiega quanto possa contare nell'esistenza di una persona un esserino nero di due chili e 800 grammi che, senza parlare e senza neppure sapere saltare, come recitava il primo titolo della trilogia, ha saputo essere un faro e una ragione di vita , per la sua mamma umana ma anche per tutti i lettori che hanno seguito le sue avventure in Italia e all'estero.    Sarà una giornata in cui tutti i Milo del mondo contano, in cui tutte le creature contano. In cui tutti siamo davvero  creature tra le creature .