Tracce di polvere da sparo su entrambi i genitori della piccola Bianc a. È quanto emerge dai primi risultati delle autopsie effettuate ieri all’istituto di medicina legale della Sapienza sui genitori della bimba disabile di cinque anni uccisa con un colpo di pistola forse nella notte tra venerdì e sabato scorsi nell’abitazione della mamma e del papà nel quartiere romano di Pietralata. I due — Luca Abbasciano e Valentina Pambianco , di 42 e 41 anni — sono deceduti sempre in seguito all’utilizzo della stessa arma, una Glock regolarmente detenuta dall’uomo, tecnico informatico per un’azienda privata, ma con l’obbligo di tenerla solo in casa. Rimane il dubbio su chi abbia aperto il fuoco. Potrebbero averlo fatto entrambi. È quanto emerge proprio dai rilievi autoptici svolti dall’équipe medico-legale del professor Vittorio Fineschi. Dai primi riscontri solo uno degli adulti presenta una ferita d’arma da fuoco a una tempia mentre lo sparo ha colpito l’altro e la piccola in altri punti della testa. Non sono stati rilevati evidenti segni di violenza e per questo motivo viene esclusa l’ipotesi che possa esserci stata una colluttazione prima degli omicidi. Le risposte più complete potranno arrivare con i risultati degli esami tossicologici con i quali si capirà se qualcuna delle vittima fosse sotto effetto di sostanze quando è deceduta: farmaci, oppure tranquillanti . I corpi sono stati trovati tutti e tre sul letto matrimoniale, con la piccola Bianca in mezzo ai genitori. Le analisi di laboratorio potranno dire se due delle vittime stessero dormendo quando sono state uccise dal familiare che ha poi rivolto l’arma contro di sé. Non è chiaro per ora se siano morti in un lasso temporale breve oppure se per mettere in atto la strage ci siano volute ore. Quello che appare sicuro, dall’analisi dei telefonini dei genitori, è che il cellulare di Abbasciano risulta disattivato dalle 23 circa di sabato scorso mentre la moglie ha scritto a un’amico un ultimo messaggio alle 19.15. Poi il silenzio — come ha riferito chi lo ha ricevuto —, con altri messaggi rimasti senza risposta e senza lettura anche nel giorno successivo. Lunedì, infine, all’ora di pranzo, l’intervento dei carabinieri dopo l’allarme lanciato dai fratelli del 42enne che non lo avevano sentito anche loro. Nell’appartamento della famiglia sterminata, dove è stato trovato morto anche il cane Teo, colpito da un proiettile, i militari del Reparto operativo e della compagnia di Montesacro hanno sequestrato i computer e i telefonini della coppia, insieme con le cartelle cliniche della figlia per ricostruire la rete di cura e di assistenza alla piccola e il suo funzionamento.
L'ipotesi choc sulla strage di Pietralata: la pistola impugnata insieme dai genitori per colpire la piccola Bianca
Tracce di polvere da sparo su entrambi i genitori della piccola Bianc a. È quanto emerge dai primi risultati delle autopsie effettuate ieri all’istituto di medicina legale della Sapienza sui genitori della bimba disabile di cinque anni uccisa con un colpo di pistola forse nella notte tra venerdì e sabato scorsi nell’abitazione della mamma e del papà nel quartiere romano di Pietralata. I due — Luca Abbasciano e Valentina Pambianco , di 42 e 41 anni — sono deceduti sempre in seguito all’utilizzo della stessa arma, una Glock regolarmente detenuta dall’uomo, tecnico informatico per un’azienda privata, ma con l’obbligo di tenerla solo in casa. Rimane il dubbio su chi abbia aperto il fuoco. Potrebbero averlo fatto entrambi. È quanto emerge proprio dai rilievi autoptici svolti dall’équipe medico-legale del professor Vittorio Fineschi. Dai primi riscontri solo uno degli adulti presenta una ferita d’arma da fuoco a una tempia mentre lo sparo ha colpito l’altro e la piccola in altri punti della testa. Non sono stati rilevati evidenti segni di violenza e per questo motivo viene esclusa l’ipotesi che possa esserci stata una colluttazione prima degli omicidi. Le risposte più complete potranno arrivare con i risultati degli esami tossicologici con i quali si capirà se qualcuna delle vittima fosse sotto effetto di sostanze quando è deceduta: farmaci, oppure tranquillanti . I corpi sono stati trovati tutti e tre sul letto matrimoniale, con la piccola Bianca in mezzo ai genitori. Le analisi di laboratorio potranno dire se due delle vittime stessero dormendo quando sono state uccise dal familiare che ha poi rivolto l’arma contro di sé. Non è chiaro per ora se siano morti in un lasso temporale breve oppure se per mettere in atto la strage ci siano volute ore. Quello che appare sicuro, dall’analisi dei telefonini dei genitori, è che il cellulare di Abbasciano risulta disattivato dalle 23 circa di sabato scorso mentre la moglie ha scritto a un’amico un ultimo messaggio alle 19.15. Poi il silenzio — come ha riferito chi lo ha ricevuto —, con altri messaggi rimasti senza risposta e senza lettura anche nel giorno successivo. Lunedì, infine, all’ora di pranzo, l’intervento dei carabinieri dopo l’allarme lanciato dai fratelli del 42enne che non lo avevano sentito anche loro. Nell’appartamento della famiglia sterminata, dove è stato trovato morto anche il cane Teo, colpito da un proiettile, i militari del Reparto operativo e della compagnia di Montesacro hanno sequestrato i computer e i telefonini della coppia, insieme con le cartelle cliniche della figlia per ricostruire la rete di cura e di assistenza alla piccola e il suo funzionamento.

SOURCE TRANSPARENCY