«Tornatene al tuo Paese, si sa da dove vieni. Ti ammazzo di botte , ti aspetto fuori». Sono le parole che l’influencer e attore italo-marocchino di 29 anni Ramzi Lafrindi si sarebbe sentito dire quando qualche settimana fa si è recato a Gardaland con la sua compagna per trascorrere una giornata di svago e divertimento assieme ad alcuni amici. Lafrindi, tra l’altro, ha da poco attraversato il red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, quando nelle prime giornate è stato presentato il film « Nessun Dolore » di Gianni Amelio sul tema delle migrazioni, dove Ramzi recita la parte di un immigrato nordafricano che affida il figlio piccolo a un libraio, interpretato dall’attore Alessandro Borghi. L’influencer racconta di essersi trovato di fronte a un « contesto di discriminazione razziale » che ha denunciato in procura, depositando un esposto e chiedendo l’apertura di un’inchiesta nei confronti di due addetti alla sicurezza del parco divertimenti. «È stata offesa la nostra reputazione nel momento in cui siamo stati accusati di voler introdurre oggetti illegali nel parco - riporta Ramzi nella documentazione depositata con l’avvocato Filippo Milan - solo perché di carnagione più scura, ma soprattutto quando ci è stato detto di tornarcene a casa nostra col barcone». L’episodio risale a metà luglio quando l’attore e la compagna sono stati bloccati nell’area «security check» per un controllo dei marsupi che aveva dato esito negativo. A quel punto, stando al racconto dell’influencer, un addetto alla sicurezza lo avrebbe bloccato di nuovo , sostenendo che aveva nascosto qualcosa. Ramzi avrebbe allora riavvicinato il marsupio, invitando il vigilante a ricontrollare. L’addetto si sarebbe poi innervosito, dicendo con rabbia all’influencer di non avvicinarsi a lui e urlandogli: «Si vede da dove vieni con la borsa tarocca, tornatene al tuo Paese». Il 29enne ha poi avuto la percezione che il vigilante volesse aggredirlo: «Tanto era aggressivo - riporta nell’esposto alla procura - che sono dovuti intervenire i suoi stessi colleghi per trattenerlo fisicamente per il petto». A quel punto si sarebbe avvicinato un altro collega del vigilante che avrebbe urlato a Ramzi e alla compagna: «Voi non entrate, tornate in barca da dove siete venuti. Andate dove vi pare, tanto i carabinieri non possono toccare questo suolo». A calmare la situazione della sicurezza che «si è dimostrato dispiaciuto per gli insulti razzisti che abbiamo subito , ritenendo però che abbiamo sbagliato tutti e due con le parole. Ci ha poi permesso di entrare nella struttura», riferisce Ramzi. Nel caso specifico dell’influencer, durante la normale procedura di screening all’ingresso, Gardaland fa sapere che era suonato un allarme che aveva quindi richiesto ulteriori controlli. «Qualsiasi forma di discriminazione all’interno del parco divertimenti viene trattata con la massima serietà - riferisce l’azienda in una nota -. Garantire un ambiente sicuro e accogliente ai nostri ospiti è la nostra priorità assoluta e prendiamo molto sul serio segnalazioni come quella di Ramzi Lafrindi. Abbiamo avviato immediatamente un’indagine sulla questione e l’abbiamo gestita in conformità con le procedure stabilite dall’azienda. Continueremo a monitorare le nostre misure di sicurezza all’ingresso del parco affinché soddisfino i nostri rigorosi standard di tutela nei confronti degli ospiti e del personale».
L'influencer Lafrind: «Io discriminato dalla security di Gardaland. Mi dissero "torna a casa con il barcone"»
«Tornatene al tuo Paese, si sa da dove vieni. Ti ammazzo di botte , ti aspetto fuori». Sono le parole che l’influencer e attore italo-marocchino di 29 anni Ramzi Lafrindi si sarebbe sentito dire quando qualche settimana fa si è recato a Gardaland con la sua compagna per trascorrere una giornata di svago e divertimento assieme ad alcuni amici. Lafrindi, tra l’altro, ha da poco attraversato il red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, quando nelle prime giornate è stato presentato il film « Nessun Dolore » di Gianni Amelio sul tema delle migrazioni, dove Ramzi recita la parte di un immigrato nordafricano che affida il figlio piccolo a un libraio, interpretato dall’attore Alessandro Borghi. L’influencer racconta di essersi trovato di fronte a un « contesto di discriminazione razziale » che ha denunciato in procura, depositando un esposto e chiedendo l’apertura di un’inchiesta nei confronti di due addetti alla sicurezza del parco divertimenti. «È stata offesa la nostra reputazione nel momento in cui siamo stati accusati di voler introdurre oggetti illegali nel parco - riporta Ramzi nella documentazione depositata con l’avvocato Filippo Milan - solo perché di carnagione più scura, ma soprattutto quando ci è stato detto di tornarcene a casa nostra col barcone». L’episodio risale a metà luglio quando l’attore e la compagna sono stati bloccati nell’area «security check» per un controllo dei marsupi che aveva dato esito negativo. A quel punto, stando al racconto dell’influencer, un addetto alla sicurezza lo avrebbe bloccato di nuovo , sostenendo che aveva nascosto qualcosa. Ramzi avrebbe allora riavvicinato il marsupio, invitando il vigilante a ricontrollare. L’addetto si sarebbe poi innervosito, dicendo con rabbia all’influencer di non avvicinarsi a lui e urlandogli: «Si vede da dove vieni con la borsa tarocca, tornatene al tuo Paese». Il 29enne ha poi avuto la percezione che il vigilante volesse aggredirlo: «Tanto era aggressivo - riporta nell’esposto alla procura - che sono dovuti intervenire i suoi stessi colleghi per trattenerlo fisicamente per il petto». A quel punto si sarebbe avvicinato un altro collega del vigilante che avrebbe urlato a Ramzi e alla compagna: «Voi non entrate, tornate in barca da dove siete venuti. Andate dove vi pare, tanto i carabinieri non possono toccare questo suolo». A calmare la situazione della sicurezza che «si è dimostrato dispiaciuto per gli insulti razzisti che abbiamo subito , ritenendo però che abbiamo sbagliato tutti e due con le parole. Ci ha poi permesso di entrare nella struttura», riferisce Ramzi. Nel caso specifico dell’influencer, durante la normale procedura di screening all’ingresso, Gardaland fa sapere che era suonato un allarme che aveva quindi richiesto ulteriori controlli. «Qualsiasi forma di discriminazione all’interno del parco divertimenti viene trattata con la massima serietà - riferisce l’azienda in una nota -. Garantire un ambiente sicuro e accogliente ai nostri ospiti è la nostra priorità assoluta e prendiamo molto sul serio segnalazioni come quella di Ramzi Lafrindi. Abbiamo avviato immediatamente un’indagine sulla questione e l’abbiamo gestita in conformità con le procedure stabilite dall’azienda. Continueremo a monitorare le nostre misure di sicurezza all’ingresso del parco affinché soddisfino i nostri rigorosi standard di tutela nei confronti degli ospiti e del personale».

RELATED SIGNALS
Latest Trending News
SOURCE TRANSPARENCY