Un volo di dieci metri, dal terzo al secondo anello del Colosseo . Nel buio di una notte di lavoro illuminata dalle torce usate dagli operai rocciatori impegnati nella cablatura del nuovo impianto elettrico del monumento. Andrea Moretti stava lavorando dalla parte che si affaccia su via Labicana quando è improvvisamente precipitato morendo poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Con lui c’erano il cognato Gabriele e un altro collega che si trovavano tuttavia sulla parete opposta alla sua a svolgere la stessa mansione . «Abbiamo sentito il tonfo, e abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave. Siamo andati di corsa dove si trovava Andrea e lo abbiamo trovato a terra ancora con il casco in testa e tutta l’attrezzatura», ha raccontato proprio il marito della sorella Sara agli investigatori dell’Arma che stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente. Chi indaga ha verificato che il giovane indossava il corpetto di protezione con l’imbracatura ma che non era assicurato alla fune di vincolo che invece penzolava ancora in parte attaccata alla parete dove stava lavorando. Quindici metri più in alto è stato trovato l’occhiello di sicurezza al quale doveva essere agganciata proprio la cima : non presenterebbe segni di forzatura, come se non ci fosse stato uno strappo improvviso. Un ulteriore conferma, secondo i primi accertamenti, del mancato aggancio all’imbracatura del ragazzo. Tutta l’attrezzatura e i materiali utilizzati da Moretti e dai colleghi sono stati sequestrati e verranno sottoposti a perizia tecnica. Secondo un primo accertamento si tratterebbe di materiali in regola, omologati, compresa la fune recuperata integra . Le indagini dovranno accertare adesso se ci sia stato un cedimento al livello dell’occhiello che ha causato lo scioglimento della fune di sicurezza mentre Moretti si trovava a lavorare tra il secondo e il terzo anello, impegnato a collegare un cavo di cablaggio a quelli già esistenti prima di farci passare quello elettrico che avrebbe dovuto alimentare i fari a terra oppure se si sia trattato di un errore umano, come una dimenticanza . Anche se questo aspetto appare piuttosto strano vista la specializzazione del giovane operaio e dei suoi colleghi proprio in questo genere di intervento a decine di metri d’altezza. Proprio gli altri due operai sono stati sentiti dai carabinieri per ricostruire i momenti precedenti alla morte del giovane e quello che avevano fatto nella serata di lunedì.
L'imbracatura non allacciata alla fune, l'occhiello di sicurezza senza segni di strappo: cosa sappiamo dell'incidente nel cantiere del Colosseo
Un volo di dieci metri, dal terzo al secondo anello del Colosseo . Nel buio di una notte di lavoro illuminata dalle torce usate dagli operai rocciatori impegnati nella cablatura del nuovo impianto elettrico del monumento. Andrea Moretti stava lavorando dalla parte che si affaccia su via Labicana quando è improvvisamente precipitato morendo poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Con lui c’erano il cognato Gabriele e un altro collega che si trovavano tuttavia sulla parete opposta alla sua a svolgere la stessa mansione . «Abbiamo sentito il tonfo, e abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave. Siamo andati di corsa dove si trovava Andrea e lo abbiamo trovato a terra ancora con il casco in testa e tutta l’attrezzatura», ha raccontato proprio il marito della sorella Sara agli investigatori dell’Arma che stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente. Chi indaga ha verificato che il giovane indossava il corpetto di protezione con l’imbracatura ma che non era assicurato alla fune di vincolo che invece penzolava ancora in parte attaccata alla parete dove stava lavorando. Quindici metri più in alto è stato trovato l’occhiello di sicurezza al quale doveva essere agganciata proprio la cima : non presenterebbe segni di forzatura, come se non ci fosse stato uno strappo improvviso. Un ulteriore conferma, secondo i primi accertamenti, del mancato aggancio all’imbracatura del ragazzo. Tutta l’attrezzatura e i materiali utilizzati da Moretti e dai colleghi sono stati sequestrati e verranno sottoposti a perizia tecnica. Secondo un primo accertamento si tratterebbe di materiali in regola, omologati, compresa la fune recuperata integra . Le indagini dovranno accertare adesso se ci sia stato un cedimento al livello dell’occhiello che ha causato lo scioglimento della fune di sicurezza mentre Moretti si trovava a lavorare tra il secondo e il terzo anello, impegnato a collegare un cavo di cablaggio a quelli già esistenti prima di farci passare quello elettrico che avrebbe dovuto alimentare i fari a terra oppure se si sia trattato di un errore umano, come una dimenticanza . Anche se questo aspetto appare piuttosto strano vista la specializzazione del giovane operaio e dei suoi colleghi proprio in questo genere di intervento a decine di metri d’altezza. Proprio gli altri due operai sono stati sentiti dai carabinieri per ricostruire i momenti precedenti alla morte del giovane e quello che avevano fatto nella serata di lunedì.

SOURCE TRANSPARENCY