In auto . Il passaggio dei soldi, almeno in tre occasioni, sarebbe avvenuto in auto sotto gli «occhi» delle telecamere piazzate dagli agenti della Squadra Mobile. È così che gli inquirenti che indagano su un presunto giro di mazzette con al centro l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao hanno assistito alla consegna di buste con soldi che l’ex politico, avvocato amministrativista, avrebbe intascato in cambio di favori fatti ad alcune società. Le immagini sono finite agli atti dell’indagine per corruzione che, oltre ad Armao e a un altro legale, Pierluigi Matta , coinvolge una serie di imprenditori e una collaboratrice di una onlus . Per tutti l’accusa è di corruzione. Per Armao e Matta i pm, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno chiesto il carcere, per i titolari di società e per gli altri i domiciliari e il divieto di dimora. Matta, secondo l’accusa, era il trait d’union tra Armao e gli imprenditori. Il denaro (generalmente in tranche di 6mila euro) veniva accreditato con bonifico sul conto del legale come compenso di consulenze in realtà mai fatte . L’avvocato poi prelevava una parte dei soldi e li dava ad Armao . In diversi frame inseriti nella richiesta di arresto si vede Matta in auto con il vicepresidente. Approfittando di un rallentamento per il traffico, scrivono gli inquirenti, il legale «prende dalla tasca interna della giacca una mazzetta avvolta da una bustina di plastica e, su indicazione di Armao, la mette nel vano centrale della consolle. “Mettili qua”, dice l’ex vicepresidente, evitando una consegna diretta. Poi scherzando paragona la busta utilizzata per custodire il danaro al sacchetto dell’immondizia: “... nel sacchetto dell'immondizia...”», dice. Subito dopo chiede a Matta: «Questo per cos'è?» e Matta risponde «agosto»”, lasciando capire che i versamenti erano periodici . Al termine dello scambio di battute Armao recupera la busta, prende i soldi e se li mette nella tasca della giacca. A pagare la mazzetta – i pm ne hanno scoperte almeno tre – era il gruppo CVA, realtà imprenditoriale che si occupa di rinnovabili. Da presidente della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale - ruolo da cui è decaduto ad agosto - avrebbe garantito che le pratiche del gruppo fossero trattate celermente . Le cimici registrano anche riferimenti espliciti alle verifiche di ottemperanza a prescrizioni ambientali sui nuovi impianti di interesse per la CVA, con Armao che invita la controparte a trasmettergli carte «…e mandamele…le avete mandate?» Tra le immagini finite nell’indagine anche quella dell’ ex politico che nasconde il denaro in un orologio a pendolo . Il 9 febbraio del 2024 le cimici della polizia riprendono prima la presunta consegna della mazzetta. «Lasciami il cappotto in macchina … io non ….!!! lasciami il cappotto in macchina ….. me lo lasci in macchina», dice Armao a Matta. Il legale obbedisce e dopo aver raggiunto l’autovettura poggia sul sedile posteriore il soprabito che gli era stato dato ed una busta di carta coi soldi. Dopo aver messo il cappotto Armao, sempre ripreso dalle cimici, tocca la tasca per controllare cosa c’è dentro. Matta a quel punto indica con il dito della mano una delle tasche. Qualche ora dopo l'ex vicepresidente torna nel suo studio: le telecamere lo immortalano mentre prende dal soprabito un plico poi nascosto all’interno di un contenitore cilindrico dentro un orologio a pendolo.
L'ex vicepresidente della Sicilia Armao e le foto sulle presunte mazzette: «Soldi nascosti nell’orologio a pendolo. Li prendeva anche in auto e all'università»
In auto . Il passaggio dei soldi, almeno in tre occasioni, sarebbe avvenuto in auto sotto gli «occhi» delle telecamere piazzate dagli agenti della Squadra Mobile. È così che gli inquirenti che indagano su un presunto giro di mazzette con al centro l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao hanno assistito alla consegna di buste con soldi che l’ex politico, avvocato amministrativista, avrebbe intascato in cambio di favori fatti ad alcune società. Le immagini sono finite agli atti dell’indagine per corruzione che, oltre ad Armao e a un altro legale, Pierluigi Matta , coinvolge una serie di imprenditori e una collaboratrice di una onlus . Per tutti l’accusa è di corruzione. Per Armao e Matta i pm, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, hanno chiesto il carcere, per i titolari di società e per gli altri i domiciliari e il divieto di dimora. Matta, secondo l’accusa, era il trait d’union tra Armao e gli imprenditori. Il denaro (generalmente in tranche di 6mila euro) veniva accreditato con bonifico sul conto del legale come compenso di consulenze in realtà mai fatte . L’avvocato poi prelevava una parte dei soldi e li dava ad Armao . In diversi frame inseriti nella richiesta di arresto si vede Matta in auto con il vicepresidente. Approfittando di un rallentamento per il traffico, scrivono gli inquirenti, il legale «prende dalla tasca interna della giacca una mazzetta avvolta da una bustina di plastica e, su indicazione di Armao, la mette nel vano centrale della consolle. “Mettili qua”, dice l’ex vicepresidente, evitando una consegna diretta. Poi scherzando paragona la busta utilizzata per custodire il danaro al sacchetto dell’immondizia: “... nel sacchetto dell'immondizia...”», dice. Subito dopo chiede a Matta: «Questo per cos'è?» e Matta risponde «agosto»”, lasciando capire che i versamenti erano periodici . Al termine dello scambio di battute Armao recupera la busta, prende i soldi e se li mette nella tasca della giacca. A pagare la mazzetta – i pm ne hanno scoperte almeno tre – era il gruppo CVA, realtà imprenditoriale che si occupa di rinnovabili. Da presidente della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale - ruolo da cui è decaduto ad agosto - avrebbe garantito che le pratiche del gruppo fossero trattate celermente . Le cimici registrano anche riferimenti espliciti alle verifiche di ottemperanza a prescrizioni ambientali sui nuovi impianti di interesse per la CVA, con Armao che invita la controparte a trasmettergli carte «…e mandamele…le avete mandate?» Tra le immagini finite nell’indagine anche quella dell’ ex politico che nasconde il denaro in un orologio a pendolo . Il 9 febbraio del 2024 le cimici della polizia riprendono prima la presunta consegna della mazzetta. «Lasciami il cappotto in macchina … io non ….!!! lasciami il cappotto in macchina ….. me lo lasci in macchina», dice Armao a Matta. Il legale obbedisce e dopo aver raggiunto l’autovettura poggia sul sedile posteriore il soprabito che gli era stato dato ed una busta di carta coi soldi. Dopo aver messo il cappotto Armao, sempre ripreso dalle cimici, tocca la tasca per controllare cosa c’è dentro. Matta a quel punto indica con il dito della mano una delle tasche. Qualche ora dopo l'ex vicepresidente torna nel suo studio: le telecamere lo immortalano mentre prende dal soprabito un plico poi nascosto all’interno di un contenitore cilindrico dentro un orologio a pendolo.

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