L'estate da poco conclusa è stata la più calda di sempre in Europa occidentale, superando anche il precedente record risalente al 2003. Se si considera l'intero continente, i tre mesi estivi del 2026 si posizionano al terzo posto della classifica assoluta. Lo certifica Copernicus , il servizio europeo sui cambiamenti climatici, analizzando i dati delle stazioni meteorologiche certificate che, tra Spagna, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra, Germania e Italia hanno stabilito nuovi primati di caldo. Il dato conferma quello di poche settimane fa del Cnr, che posizionava l'estate 2026 al primo posto per il calore dal 1950 per quanto riguarda il nostro Paese. La ricerca Corriere/iLMeteo.it pubblicata la scorsa settimana, che ha riguardato i dati meteorologici dal 1975 al 2025 di tutti i capoluoghi di provincia italiani, ha fornito l'evidenza grafico dell'innalzamento delle temperature nel nostro Paese che si è registrata negli ultimi 51 anni, con un'accelerazione particolare negli ultimi 15-20. Secondo Copernicus l'Europa occidentale ha registrato una temperatura media di 21,7 gradi, +2,5 °C sulla media del periodo di riferimento trentennale 1991-2020. Il dato è ancora più allarmante se si considera che questo trentennio ha già di base una media superiore rispetto ai trentenni che venivano presi in considerazione in precedenza per questo tipo di analisi (1961-1990, 1971-2000 e 1981-2010). Il caldo eccezionale si è esteso ben oltre i mesi centrali dell'estate, con temperature record registrate già a maggio e proseguite in settembre. «Nel 2026 in gran parte del continente si sono verificati contemporaneamente stress termico da record, condizioni di siccità diffusa, portate fluviali eccezionalmente basse e mari insolitamente caldi», afferma la nota di Copernicus. «Le conseguenze sono andate ben oltre i record di temperatura, influenzando la disponibilità idrica, i sistemi energetici, i trasporti, gli ecosistemi e la salute umana». Nel 2026 si sono registrati 17 giorni in cui almeno il 60% dell'Europa occidentale ha registrato temperature superiori ai 30 gradi rispetto agli undici del2003 e ai sette del 2025. Inoltre, considerando a media dell'Europa occidentale, alla fine della stagione si sono registrati 41 giorni di «forte» stress termico, cinque in più rispetto al 2003. Si è registrata anche una differenza geografica mensile: Spagna, Francia e Germania hanno stabilito i nuovi record nei mesi di giugno e luglio, mentre Italia centro-meridionale e Balcani hanno toccato i nuovi massimi in agosto. «Il 52% dell'intero continente è stato esposto a condizioni di calore molto intense, con temperature percepite pari o superiori a 38 gradi», prosegue l'ente europeo. I fiumi di tutta Europa hanno registrato le portate estive più basse degli ultimi 30 anni. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, al 2 settembre l’area bruciata nell’Unione europea è stata quasi il doppio della media del periodo 2006-2025 per lo steso periodo dell’anno, con roghi particolarmente estesi in Spagna e Francia.
L'estate 2026 è stata la più calda di sempre in Europa occidentale: molti i giorni pari o superiori 38 gradi
L'estate da poco conclusa è stata la più calda di sempre in Europa occidentale, superando anche il precedente record risalente al 2003. Se si considera l'intero continente, i tre mesi estivi del 2026 si posizionano al terzo posto della classifica assoluta. Lo certifica Copernicus , il servizio europeo sui cambiamenti climatici, analizzando i dati delle stazioni meteorologiche certificate che, tra Spagna, Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra, Germania e Italia hanno stabilito nuovi primati di caldo. Il dato conferma quello di poche settimane fa del Cnr, che posizionava l'estate 2026 al primo posto per il calore dal 1950 per quanto riguarda il nostro Paese. La ricerca Corriere/iLMeteo.it pubblicata la scorsa settimana, che ha riguardato i dati meteorologici dal 1975 al 2025 di tutti i capoluoghi di provincia italiani, ha fornito l'evidenza grafico dell'innalzamento delle temperature nel nostro Paese che si è registrata negli ultimi 51 anni, con un'accelerazione particolare negli ultimi 15-20. Secondo Copernicus l'Europa occidentale ha registrato una temperatura media di 21,7 gradi, +2,5 °C sulla media del periodo di riferimento trentennale 1991-2020. Il dato è ancora più allarmante se si considera che questo trentennio ha già di base una media superiore rispetto ai trentenni che venivano presi in considerazione in precedenza per questo tipo di analisi (1961-1990, 1971-2000 e 1981-2010). Il caldo eccezionale si è esteso ben oltre i mesi centrali dell'estate, con temperature record registrate già a maggio e proseguite in settembre. «Nel 2026 in gran parte del continente si sono verificati contemporaneamente stress termico da record, condizioni di siccità diffusa, portate fluviali eccezionalmente basse e mari insolitamente caldi», afferma la nota di Copernicus. «Le conseguenze sono andate ben oltre i record di temperatura, influenzando la disponibilità idrica, i sistemi energetici, i trasporti, gli ecosistemi e la salute umana». Nel 2026 si sono registrati 17 giorni in cui almeno il 60% dell'Europa occidentale ha registrato temperature superiori ai 30 gradi rispetto agli undici del2003 e ai sette del 2025. Inoltre, considerando a media dell'Europa occidentale, alla fine della stagione si sono registrati 41 giorni di «forte» stress termico, cinque in più rispetto al 2003. Si è registrata anche una differenza geografica mensile: Spagna, Francia e Germania hanno stabilito i nuovi record nei mesi di giugno e luglio, mentre Italia centro-meridionale e Balcani hanno toccato i nuovi massimi in agosto. «Il 52% dell'intero continente è stato esposto a condizioni di calore molto intense, con temperature percepite pari o superiori a 38 gradi», prosegue l'ente europeo. I fiumi di tutta Europa hanno registrato le portate estive più basse degli ultimi 30 anni. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, al 2 settembre l’area bruciata nell’Unione europea è stata quasi il doppio della media del periodo 2006-2025 per lo steso periodo dell’anno, con roghi particolarmente estesi in Spagna e Francia.

SOURCE TRANSPARENCY