«Body-shaming». È l’accusa che Federica Pietrogrande , segretaria della sezione di Padova della Lega , rivolge a Roberto Tuninetti , volto noto del terzo settore veneto (vicepresidente della cooperativa sociale Levante) nonché esponente di Sinistra Futura . Il fatto risale a martedì 22 settembre quando, all’ora di pranzo, assieme all’europarlamentare vicentino di Fratelli d’Italia, Sergio Berlato , e al segretario provinciale di Venezia di Sinistra Italiana, Maurizio Enzo , i due sono ospiti della trasmissione televisiva “Rosso e nero” su Telenuovo. Al centro del dibattito, piuttosto vivace, c’è l’intenzione della presidente del consiglio Giorgia Meloni di porre il tetto del 30% per classe alla presenza di studenti con cittadinanza straniera . E a un certo punto, prima dandole della «sciocchina» e poi dicendo che «sbecchetta come una zanzara», Tuninetti storpia il cognome di Pietrogrande in «Pietrogrossa». Al che la leghista sbotta: «Ti devi vergognare! Misogino! Maschilista! Maleducato! Ignorante! Capra!». Quindi, sui social, Pietrogrande continua: «Sono pienamente soddisfatta della donna che sono e dei risultati che ho raggiunto nella mia vita. Non ho mai avuto l'ambizione di partecipare a concorsi di bellezza e non ho mai pensato che il mio valore dipenda dal mio aspetto fisico . Posso piacere oppure no. Ma trovo completamente fuori luogo che il mio corpo venga utilizzato per cercare di offendermi o, ancor peggio, di delegittimarmi in un confronto politico. Quello che ho ricevuto – accusa – è un attacco misogino, anzi una forma di body-shaming che ritengo inaccettabile. Ed è davvero singolare che un comportamento del genere provenga da una persona che, per il ruolo che ricopre e per l'area politica e sociale che rappresenta , si richiama costantemente ai valori dell’accoglienza, dell’inclusione, del rispetto delle fragilità e della tutela della dignità di tutte le persone». Una denuncia, quella di Pietrogrande, che il suo collega di partito Roberto Marcato , consigliere regionale e già in campo come candidato sindaco del Carroccio in vista delle elezioni amministrative di Padova del 2027, rafforza così: «Questo signore – appunta durante un’altra trasmissione tivù (“Ring” su Antenna Tre) – mi fa letteralmente pietà . E mi piacerebbe che tutta la sinistra, padovana e veneta, ne prendesse le distanze , condannando in maniera molto netta chi, come lui, ha usato violenza contro una donna. Perché non è che, se a comportarsi così è un uomo di destra, è patriarcato , mentre se lo fa uno di sinistra, si fa finta di niente».