Entra in campo Goffredo Bettini, propone una mediazione sull’Ucraina per il campo largo — tregua sulla linea del fronte, fascia smilitarizzata garantita dall’Onu, ingresso di Kiev nella Ue ma non nella Nato, invio di armi difensive per sostenere la parte libera del paese nel corso della trattativa — e nel suo Pd scatena polemiche, soprattutto dei riformisti. Ma è da rilevare, piuttosto, la posizione di Giuseppe Conte , leader di M5S. Che da un lato trova parole suadenti per Bettini, che «come sempre ha il merito di impostare ragionamenti di ampio respiro». Ma dall’altro pone un netto stop sulle «armi difensive»: «Non puoi essere interprete di una svolta continuando a inviare armi come sempre». La mediazione non basta. E via l’affondo contro i volenterosi che «vigliaccamente» continuano una «guerra per procura». Ma non solo Ucraina. Conte ieri ha smosso le acque all’interno del campo largo anche tornando sulla questione della scelta del leader. Con un passaggio preciso: «Io ho dichiarato sin dall’inizio la mia disponibilità a valutare la possibilità di un nome terzo, autenticamente progressista e competitivo, rispetto a quello dei leader». Ma su questo «non c’è stata la disponibilità». Sottinteso: di Elly Schlein . «La proposta è stata rifiutata e oggi abbiamo di fronte le primarie. Saranno divisive? Dipende da come le interpretiamo tutti. Bisognerà lavorare con pazienza e fatica perché questo non avvenga». Il Pd infatti ha rimesso sul tavolo lo strumento delle primarie per decidere chi andrà a guidare la coalizione, oggi scelta quanto mai necessaria in virtù della nuova legge elettorale. Tema che sarà al centro del dibattito che il partito di Elly Schlein aprirà il 18 ottobre all’assemblea nazionale. Ma intanto a scaldare gli animi nei democratici è appunto la proposta che Bettini ha lanciato dalle colonne del Corriere di una tregua articolata per la guerra in Ucraina . Non è piaciuta alla senatrice Zampa: «Non voglio sembrare irrispettosa, ma Bettini ha veramente perso una buona occasione per tacere. È una proposta che vuol dire semplicemente: arrangiati Ucraina, con falsi argomenti smentiti da evidenze e fatti». Ha invece convinto Andrea Orlando la proposta:  «Lo sforzo di Bettini è un tentativo di entrare nel merito. È giusto continuare a dire che bisogna inviare armi e che ci vuole anche la diplomazia, ma poi bisogna pure declinare quali possono essere i punti di caduta. Naturalmente ci si arriva per approssimazioni, però se non si comincia a stare su quel terreno lì non ci si arriva». Sarcastica la posizione del senatore Filippo Sensi: «Leggo che i nostri dotti, medici e sapienti si stanno lambiccando per trovare la formula più ipocrita possibile per convincere gli alleati più vicini a Vannacci sull’Ucraina. Chiamatele Eugenio, le daremo».