L’altra sera al Galà del Calcio il primo premiato (miglior giovane della B) è stato Liberali, acquistato in estate dal Como, il secondo Nico Paz (miglior giovane), il terzo Fabregas (miglior allenatore), e questa — votano i calciatori — è stata una scelta forte considerato che Chivu ha portato a casa scudetto e Coppa Italia. La voglia di Como è percepibile a ogni livello, e questo gli aggiunge aspettativa. Da assecondare sempre, specie nelle trasferte della classifica di destra: Genova stasera è un esame di maturità. Lo scorso anno l’Inter ha vinto lo scudetto malgrado alla terza giornata fosse attardata di 6 punti. Allegri se l’è segnato per esorcizzare la possibilità, concreta, di precipitare a meno 6 dall’Inter (e non solo) in caso di seconda sconfitta. Il Napoli deve fermare un’emorragia, e gli serve il miglior De Bruyne, cui lo stop di McTominay impone un upgrade : non più finali di qualità, ma gare intere al top. Anche nel campo interista si intuisce qualche tensione, dall’addio di Ausilio alle frasi sui contratti di Calhanoglu e Dimarco. Inter-Napoli: molta polpa. La Roma che gioca benissimo ha fatto 6 punti. L’Atalanta che gioca maluccio ha fatto 6 punti. Il confronto diretto pare messo lì apposta per risolvere la contraddittoria equazione. È ovvio che Gasperini sia partito con un anno di lavoro alle spalle, e Sarri da zero: ma se continua a non perdere punti, che farà quando la scolarizzazione dell’Atalanta sarà conclusa? Anche Juve-Milan è uno scontro diretto, condizionato da un finale di mercato che ha aggiunto a Spalletti un giocatore complesso ma di qualità, Woltemade, mentre Amorim non ci ha ancora fatto vedere Moreira (né ovviamente Hutchinson). Più di altre Juve e Milan saranno descritte dal lavoro dei loro allenatori, perché al momento siamo nel brodo primordiale. Ma gli scontri diretti contano anche così. Nella folla di 7 squadre ancora a zero punti, Parma-Monza è un duello «normale», di quelli attesi. Fiorentina-Torino no, entrambe avevano altre ambizioni e il match contiene una nota di agitazione. Vince chi resta calmo.