Le nuove camicie nere marciano sull’Inghilterra. Nel corso del weekend, a Dover e a Portsmouth , centinaia di manifestanti hanno tentato di bloccare l’arrivo di immigrati illegali : in entrambi i casi, i dimostranti erano vestiti di nero da capo a piedi , incappucciati e col volto coperto da passamontagna, in quelle che appaiono prove di forza organizzate dall’estrema destra extraparlamentare. Sabato mattina almeno 500 persone erano calate sul porto di Dover, il principale snodo fra la Gran Bretagna e l’Europa, e ne hanno bloccato tutto il traffico per ore, causando notevoli disagi ai passeggeri: i manifestanti in nero scandivano slogan come «fermiamo le barche!» , in riferimento agli sbarchi di clandestini che arrivano attraverso la Manica. La polizia si è limitata a monitorare la situazione, ma senza intervenire. Le stesse scene si sono ripetute ieri sera a Portsmouth: qui era attesa una grossa imbarcazione con a bordo 140 immigrati illegali , che era salpata molte ore prima dalle coste della Normandia. Il barcone era stato scortato dalla guardia costiera francese, che aveva ritenuto troppo pericoloso abbordarlo, e poi preso in consegna dai britannici nelle loro acque territoriali, per essere condotto a Portsmouth. Ma qui si sono radunati di nuovo centinaia di estremisti di destra , che hanno bloccato le strade del porto e tentato di impedire il trasferimento dei migranti in un centro di smistamento. In questo caso la polizia, armata di scudi e spray urticanti, ha provato a disperdere la manifestazione, ma di nuovo non ci sono stati arresti . Un portavoce del governo ha condannato ieri il comportamento «intimidatorio e teppistico» dei dimostranti : «Il diritto alla protesta pacifica è fondamentale nella nostra democrazia – ha detto – ma non deve mai trasformarsi in disordini ». Stamattina la stessa linea è stata tenuta sulla Bbc dalla vice-ministra del Tesoro, Emma Reynolds, che ha riconosciuto come la gente abbia delle «legittime preoccupazioni riguardo all’immigrazione», ma queste preoccupazioni «non dovrebbero essere espresse in maniera intimidatoria». E secondo il fondatore del gruppo di pressione anti-razzista «Hope not Hate» (Speranza non odio), proteste come quelle di Dover e Portsmouth stanno creando «un clima di paura». Tutt’altri toni adoperati da Reform, il partito populista di Nigel Farage, che ha costruito il suo successo proprio cavalcando i sentimenti anti-immigrati: «Non c’è da meravigliarsi», ha detto il presidente del partito, Lee Anderson, se la gente scende in strada per sfogare la sua rabbia verso chi «non ha nessun diritto di stare in questo Paese». E Anderson ha dato il suo benestare a proteste pacifiche, purché a volto scoperto. Ma Farage e i suoi sembrano ormai scavalcati a destra da frange ben più radicali, che si organizzano online. Dietro le proteste del weekend c’è infatti un certo Danny Thomas , conosciuto dai suoi sostenitori come «Danny Tommo»: lui è legato a Tommy Robinson, il leader neofascista che ha organizzato raduni di massa a Londra, anche se ora «Tommo» pare agire in autonomia. Lui è un avanzo di galera che fa da tempo campagna anti-immigrati al grido di «Cristo è re»: l’anno scorso lo ha passato filmandosi sulle spiagge della Francia a caccia di clandestini, per poi pubblicare il tutto sui social. Questa estate ha dato vita alla “Piattaforma dei patrioti”, invocando la “resistenza di massa”: e chiaramente in questo weekend se ne sono visti i primi esempi.
Inghilterra, dopo Dover un altro caso a Portsmouth: centinaia di estremisti di destra bloccano l'arrivo dei migranti al porto
Le nuove camicie nere marciano sull’Inghilterra. Nel corso del weekend, a Dover e a Portsmouth , centinaia di manifestanti hanno tentato di bloccare l’arrivo di immigrati illegali : in entrambi i casi, i dimostranti erano vestiti di nero da capo a piedi , incappucciati e col volto coperto da passamontagna, in quelle che appaiono prove di forza organizzate dall’estrema destra extraparlamentare. Sabato mattina almeno 500 persone erano calate sul porto di Dover, il principale snodo fra la Gran Bretagna e l’Europa, e ne hanno bloccato tutto il traffico per ore, causando notevoli disagi ai passeggeri: i manifestanti in nero scandivano slogan come «fermiamo le barche!» , in riferimento agli sbarchi di clandestini che arrivano attraverso la Manica. La polizia si è limitata a monitorare la situazione, ma senza intervenire. Le stesse scene si sono ripetute ieri sera a Portsmouth: qui era attesa una grossa imbarcazione con a bordo 140 immigrati illegali , che era salpata molte ore prima dalle coste della Normandia. Il barcone era stato scortato dalla guardia costiera francese, che aveva ritenuto troppo pericoloso abbordarlo, e poi preso in consegna dai britannici nelle loro acque territoriali, per essere condotto a Portsmouth. Ma qui si sono radunati di nuovo centinaia di estremisti di destra , che hanno bloccato le strade del porto e tentato di impedire il trasferimento dei migranti in un centro di smistamento. In questo caso la polizia, armata di scudi e spray urticanti, ha provato a disperdere la manifestazione, ma di nuovo non ci sono stati arresti . Un portavoce del governo ha condannato ieri il comportamento «intimidatorio e teppistico» dei dimostranti : «Il diritto alla protesta pacifica è fondamentale nella nostra democrazia – ha detto – ma non deve mai trasformarsi in disordini ». Stamattina la stessa linea è stata tenuta sulla Bbc dalla vice-ministra del Tesoro, Emma Reynolds, che ha riconosciuto come la gente abbia delle «legittime preoccupazioni riguardo all’immigrazione», ma queste preoccupazioni «non dovrebbero essere espresse in maniera intimidatoria». E secondo il fondatore del gruppo di pressione anti-razzista «Hope not Hate» (Speranza non odio), proteste come quelle di Dover e Portsmouth stanno creando «un clima di paura». Tutt’altri toni adoperati da Reform, il partito populista di Nigel Farage, che ha costruito il suo successo proprio cavalcando i sentimenti anti-immigrati: «Non c’è da meravigliarsi», ha detto il presidente del partito, Lee Anderson, se la gente scende in strada per sfogare la sua rabbia verso chi «non ha nessun diritto di stare in questo Paese». E Anderson ha dato il suo benestare a proteste pacifiche, purché a volto scoperto. Ma Farage e i suoi sembrano ormai scavalcati a destra da frange ben più radicali, che si organizzano online. Dietro le proteste del weekend c’è infatti un certo Danny Thomas , conosciuto dai suoi sostenitori come «Danny Tommo»: lui è legato a Tommy Robinson, il leader neofascista che ha organizzato raduni di massa a Londra, anche se ora «Tommo» pare agire in autonomia. Lui è un avanzo di galera che fa da tempo campagna anti-immigrati al grido di «Cristo è re»: l’anno scorso lo ha passato filmandosi sulle spiagge della Francia a caccia di clandestini, per poi pubblicare il tutto sui social. Questa estate ha dato vita alla “Piattaforma dei patrioti”, invocando la “resistenza di massa”: e chiaramente in questo weekend se ne sono visti i primi esempi.

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